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27 luglio – sabato Tempo Ordinario – 16a Settimana

27 luglio – sabato Tempo Ordinario – 16a Settimana
12/12/2023 elena

27 luglio – sabato
Tempo Ordinario – 16a Settimana

Prima lettura (Ger 7,1-11)

   Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremìa: «Férmati alla porta del tempio del Signore e là pronuncia questo discorso: Ascoltate la parola del Signore, voi tutti di Giuda che varcate queste porte per prostrarvi al Signore. Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Rendete buone la vostra condotta e le vostre azioni, e io vi farò abitare in questo luogo. Non confidate in parole menzognere ripetendo: “Questo è il tempio del Signore, il tempio del Signore, il tempio del Signore!”. Se davvero renderete buone la vostra condotta e le vostre azioni, se praticherete la giustizia gli uni verso gli altri, se non opprimerete lo straniero, l’orfano e la vedova, se non spargerete sangue innocente in questo luogo e se non seguirete per vostra disgrazia dèi stranieri, io vi farò abitare in questo luogo, nella terra che diedi ai vostri padri da sempre e per sempre. Ma voi confidate in parole false, che non giovano: rubare, uccidere, commettere adulterio, giurare il falso, bruciare incenso a Baal, seguire altri dèi che non conoscevate. Poi venite e vi presentate davanti a me in questo tempio, sul quale è invocato il mio nome, e dite: “Siamo salvi!”, e poi continuate a compiere tutti questi abomini. Forse per voi è un covo di ladri questo tempio sul quale è invocato il mio nome? Anch’io però vedo tutto questo! Oracolo del Signore».

San Tommaso
(Su Geremia, c. 7, n. 1, vv.4-7)

   Esclude la vana speranza: Non confidate in parole menzognere, in quanto cioè dicevano che, data la santità del tempio, potevano evitare tutte le pene senza l’emendamento della vita. Tempio del Signore, santo, tempio del Signore, venerato da tutti. 2 Mac 5: «Ma il Signore aveva eletto non già il popolo a causa di quel luogo, ma quel luogo a causa del popolo». Poi spiega come rendere buona la propria condotta, riassumendo il consiglio e ordinandoli anche riguardo a loro stessi: Se benedirete, come determinando o dirigendo nella mente e nel pensiero i vostri impegni, sia verso il prossimo, quanto al compimento del bene, rendendo buone le vostre azioni, sia verso Dio, senza seguire dèi stranieri, allora, dice riassumendo il frutto del consiglio, vi farò abitare in questo luogo, se vorrete e ascolterete. Sal 14: «Signore, chi abiterà nella tua tenda? Chi dimorerà sul tuo santo monte? Colui che cammina senza colpa, agisce con giustizia e parla lealmente, chi non dice calunnia con la sua lingua, non fa danno al suo prossimo e non lancia insulto al suo vicino. Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, ma onora chi teme il Signore. Anche se giura a suo danno non cambia; se presta denaro non fa usura, e non accetta doni contro l’innocente. Colui che agisce in questo modo resterà saldo per sempre».

Testo latino di San Tommaso
(Super Ieremiam, c. 7, n. 1, vv.4-7)

   Et excludit spem vanam: nolite confidere in verbis mendacii, inquantum scilicet dicebant se propter sanctitatem templi omnes poenas posse vitare sine emendatione vitae. Templum domini, sanctum, templum Domini, pretiosum, templum Domini, a cunctis veneratum. 2 Machab. 5:non propter locum gentem, sed propter gentem locum Deus elegit. Secundo exponit ipsum: et primo quantum ad primam partem, ostendens quid sit bonas vias facere, resumens consilium, eos ordinando et ad seipsos in actione:quoniam si benedixeritis quasi in mente determinaveritis, vel direxeritis: et in cogitatione, studia vestra: et ad proximum, quantum ad operationem boni, si feceritis: et in comparatione ad Deum, et post deos alienos non ambulaveritis: resumit consilii fructum: habitabo vobiscum, si volueritis, et audieritis et cetera. Psal. 14: Domine, quis habitabit in tabernaculo tuo, aut quis requiescet in monte sancto tuo? Qui ingreditur sine macula, et operatur justitiam et cetera.

Vangelo (Mt 13,24-30)

   In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”».

Lasciate che crescano

San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 10, a. 8, soluzione 1)

   1. Alcuni intesero quel testo nel senso che sarebbe proibito non già di scomunicare, ma di uccidere gli eretici: come appare dalla citazione del Crisostomo. E anche S. Agostino così riferisce di se stesso: «Prima io ero dell’opinione che non si dovesse costringere nessuno all’unità di Cristo, ma che bisognasse trattare a parole e combattere con le dispute. Però questa mia opinione fu vinta non dalle parole, ma dai fatti. Poiché la paura delle leggi civili giovò tanto che molti giunsero a dire: “Sia ringraziato il Signore, che ha spezzato le nostre catene”». Perciò il significato di quelle parole del Signore [Mt 13,30]: Lasciate che l’una e l’altra crescano insieme fino alla mietitura, appare da quelle che seguono: perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. «Nelle quali egli mostra abbastanza chiaramente», dice S. Agostino, «che quando non c’è questo timore, cioè quando il delitto è ben noto e appare esecrabile a tutti, così da non avere difensori o da non averne di tali che possano determinare uno scisma, la severità della correzione non deve dormire».

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 10, a. 8, ad primum)

   Ad primum ergo dicendum quod per illam auctoritatem quidam intellexerunt esse prohibitam non quidem excommunicationem haereticorum, sed eorum occisionem, ut patet per auctoritatem Chrysostomi inductam. Et Augustinus, ad Vincentium, de se dicit, haec primitus mea sententia erat, neminem ad unitatem Christi esse cogendum, verbo esse agendum, disputatione pugnandum. Sed haec opinio mea non contradicentium verbis, sed demonstrantium superatur exemplis. Legum enim terror ita profuit ut multi dicant, gratias Domino, qui vincula nostra dirupit. Quod ergo Dominus dicit [Matth. 13,30]:, sinite utraque crescere usque ad messem, qualiter intelligendum sit apparet ex hoc quod subditur, ne forte, colligentes zizania, eradicetis simul cum eis et triticum. Ubi satis ostendit, sicut Augustinus dicit (contra Epist. Parmen.), cum metus iste non subest, idest quando ita cuiusque crimen notum est et omnibus execrabile apparet ut vel nullos prorsus, vel non tales habeat defensores per quos possit schisma contingere, non dormiat severitas disciplinae.

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