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9 luglio – martedì Tempo Ordinario – 14a Settimana

9 luglio – martedì Tempo Ordinario – 14a Settimana
12/12/2023 elena

9 luglio – martedì
Tempo Ordinario – 14a Settimana

Prima lettura (Os 8,4-7.11-13)

   Così dice il Signore: «Hanno creato dei re che io non ho designati; hanno scelto capi a mia insaputa. Con il loro argento e il loro oro si sono fatti idoli, ma per loro rovina. Ripudio il tuo vitello, o Samarìa! La mia ira divampa contro di loro; fino a quando non si potranno purificare? Viene da Israele il vitello di Samarìa, è opera di artigiano, non è un dio: sarà ridotto in frantumi. E poiché hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta. Il loro grano sarà senza spiga, se germoglia non darà farina e, se ne produce, la divoreranno gli stranieri. Èfraim ha moltiplicato gli altari, ma gli altari sono diventati per lui un’occasione di peccato. Ho scritto numerose leggi per lui, ma esse sono considerate come qualcosa di estraneo. Offrono sacrifici e ne mangiano le carni, ma il Signore non li gradisce; ora ricorda la loro iniquità, chiede conto dei loro peccati: dovranno tornare in Egitto».

Ho scritto numerose leggi per lui

San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 91, a. 5, soluzione 1)

   1. Come un padre di famiglia dà comandi diversi ai bambini e agli adulti nella sua casa, così quell’unico re che è Dio, nel suo unico regno, ha dato una legge agli uomini ancora imperfetti, e un’altra legge più perfetta a coloro che erano già stati condotti dalla prima legge a una più grande capacità delle realtà divine.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 91, a. 5, ad primum)

   Ad primum ergo dicendum quod, sicut paterfamilias in domo alia mandata proponit pueris et adultis, ita etiam unus rex Deus, in uno suo regno, aliam legem dedit hominibus adhuc imperfectis existentibus; et aliam perfectiorem iam manuductis per priorem legem ad maiorem capacitatem divinorum.

Vangelo (Mt 9,32-38)

   In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni». Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».

La preghiera per le vocazioni

San Tommaso
(Sul Vangelo di San Matteo,
c. 9, lez. 6, v. 38, n. 809)

   Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe. Quando manchiamo di qualcosa, dobbiamo ricorrere a Dio, poiché l’ufficio della predicazione non si impétra se non con la preghiera. Infatti chi manda gli operai è il Signore, per cui si dice (Gv 4,38): «Io vi ho mandati [a mietere]». E chiede che si chieda, per accrescere il nostro merito mentre preghiamo per la salvezza degli altri. E parimenti ha posto un ordine tale per cui la santità degli uni giovi agli altri, come si legge in 1 Pt 4,10: «Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio» ecc. Per cui vuole che, quali che siano i doni di grazia e di santità che hanno ricevuto, li spendano per gli altri, ed egli esaudirà le loro richieste. Chiede infatti che gli sia richiesto di inviarli; Rm 10,15: «Come predicheranno se non sono inviati?». Si acquista infatti l’autorità, e parimenti la grazia, per cui (2 Cor 5,14): «L’amore di Cristo ci spinge».
   Parimenti, pregate il signore della messe perché mandi operai, non trafficanti che corrompono col malesempio, nella sua messe, cioè nella messe di Dio. Infatti i trafficanti non sono inviati nella messe di Dio, ma nella loro messe, poiché non cercano la gloria di Dio, ma il proprio vantaggio.

Testo latino di San Tommaso
(Super Matthaeum,

c. 9, lect. 6, v. 38, n. 809)

   Rogate Dominum messis ut mittat operarios in messem suam. Quando habemus defectum, debemus recurrere ad Deum, cum officium praedicationis non nisi precibus impetretur: qui enim mittit operarios, est Dominus, unde dicitur; ego misi vos. Et rogat ut rogetur, ut nobis accumulet meritum, dum pro salute aliorum oramus. Item talem ordinem posuit, ut sanctitas aliorum aliis prosit, ut 1 Petr. 4,10: unusquisque ut accepit gratiam in alterutrum illam administrantes, sicut boni dispensatores multiformis gratiae Dei et cetera. Unde vult ut quicquid gratiae et sanctitatis receperunt, aliis impendant, et ipse rogatus exaudit. Rogat enim ut ipse rogetur ut eos mittat; Rom. 10,15: quomodo praedicabunt nisi mittantur? Acquiritur enim auctoritas; item gratia, unde: caritas Christi urget nos. Item, rogate Dominum messis ut mittat operarios, non quaestuarios qui corrumpunt malo exemplo, in messem suam, scilicet in messem Dei. Quaestuarii enim non mittuntur in messem Dei, sed in messem suam, quia non quaerunt gloriam Dei, sed commodum suum.

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