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8 luglio – lunedì Tempo Ordinario – 14a Settimana

8 luglio – lunedì Tempo Ordinario – 14a Settimana
12/12/2023 elena

8 luglio – lunedì
Tempo Ordinario – 14a Settimana

Prima lettura (Os 2,16-18.21-22)

   Così dice il Signore: «Ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d’Egitto. E avverrà, in quel giorno – oracolo del Signore – mi chiamerai: “Marito mio”, e non mi chiamerai più: “Baal, mio padrone”. Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore».

L’amore sponsale di Dio

San Tommaso
(La Somma contro i Gentili, IV, c. 78)

   Poiché attraverso l’unione dell’uomo e della donna viene designata l’unione fra Cristo e la Chiesa, è necessario che la figura corrisponda a ciò che è figurato. Ora, l’unione fra Cristo e la Chiesa è l’unione perpetua di uno solo con una sola: c’è infatti una sola Chiesa, secondo Ct 6,8: «Una sola è la mia colomba, la mia perfetta»; né mai Cristo si separerà della sua Chiesa; infatti egli dice (Mt 28,20): «Ecco, io sono con voi fino alla fine del mondo»; e inoltre «saremo sempre con il Signore» (1 Ts 4,17).
   È dunque necessario che il matrimonio, in quanto è un sacramento della Chiesa, sia l’unione indissolubile di uno solo con una sola. E ciò appartiene alla fedeltà, alla quale sono obbligati vicendevolmente il marito e la moglie.

Testo latino di San Tommaso
(Summa Contra Gentiles, IV, c. 78)

   Quia igitur per coniunctionem maris et feminae Christi et Ecclesiae coniunctio designatur, oportet quod figura significato respondeat. Coniunctio autem Christi et Ecclesiae est unius ad unam perpetuo habendam: est enim una Ecclesia, secundum illud Cant. 6,8: una est columba mea, perfecta mea; nec unquam Christus a sua Ecclesia separabitur, dicit enim ipse Matth. ult.: ecce, ego vobiscum sum usque ad consummationem saeculi; et ulterius: semper cum Domino erimus, ut dicitur 1 ad Thess. 4-17. Necesse est igitur quod matrimonium, secundum quod est Ecclesiae sacramentum, sit unius ad unam indivisibiliter habendam. Et hoc pertinet ad fidem, qua sibi invicem vir et uxor obligantur.

Vangelo (Mt 9,18-26)

   In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata. Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

La tua fede ti ha salvata

San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 178, a. 1, soluzione 5)

   5. Il compimento dei miracoli è attribuito alla fede per due motivi. Primo, perché è ordinato a confermare la fede. Secondo, perché deriva dall’onnipotenza di Dio, sulla quale la fede si appoggia. E tuttavia, come oltre alla grazia della fede è necessario il carisma della parola per insegnarla, così pure è necessario il carisma dei miracoli per confermarla.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 178, a. 1, ad quintum)

   Ad quintum dicendum quod operatio miraculorum attribuitur fidei propter duo. Primo quidem, quia ordinatur ad fidei confirmationem. Secundo, quia procedit ex Dei omnipotentia, cui fides innititur. Et tamen, sicut praeter gratiam fidei necessaria est gratia sermonis ad fidei instructionem, ita etiam necessaria est operatio miraculorum ad fidei confirmationem.

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