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6 luglio – sabato Tempo Ordinario – 13a Settimana

6 luglio – sabato Tempo Ordinario – 13a Settimana
12/12/2023 elena

6 luglio – sabato
Tempo Ordinario – 13a Settimana

Prima lettura (Am 9,11-15)

   Così dice il Signore: «In quel giorno rialzerò la capanna di Davide, che è caduta; ne riparerò le brecce, ne rialzerò le rovine, la ricostruirò come ai tempi antichi, perché conquistino il resto di Edom e tutte le nazioni sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che farà tutto questo. Ecco, verranno giorni, – dice il Signore – in cui chi ara s’incontrerà con chi miete e chi pigia l’uva con chi getta il seme; dai monti stillerà il vino nuovo e colerà giù per le colline. Farò tornare gli esuli del mio popolo Israele, e ricostruiranno le città devastate e vi abiteranno; pianteranno vigne e ne berranno il vino; coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto. Li pianterò nella loro terra e non saranno mai divelti da quel suolo che io ho concesso loro».

La restaurazione

San Tommaso
(Su Isaia, c. 11, inizio)

   La restaurazione del popolo di Dio viene spiegata in tre modi: in un modo in senso figurato, come fa S. Girolamo con tutti i nostri Santi, che la riferiscono a quella fatta da Cristo e riguardo a Cristo. Alcuni maestri la riferiscono a Ezechia o Giosia. Similmente i Giudei la riferiscono in modo figurato al loro Messia che attendono, volendo intendere tutto letteralmente. Ma quest’ultima interpretazione è stolta e favolosa; la seconda è forzata; la prima è vera puramente e semplicemente.

Testo latino di San Tommaso
(Super Isaiam, c. 11, initium)

   Et erit in die illa. Hoc autem capitulum tripliciter exponitur. Hieronymus enim et omnes sancti nostri exponunt de restauratione facta per Christum, et de Christo, ut sit figurative dictum. Quidam magistri exponunt de Ezechia vel Josia, similiter figurate accipientes litteram. Judaei de suo Messia, quem expectant, volentes cuncta ad litteram intelligere. Sed haec ultima stulta est et fabulosa: secunda extorta; sed prima simpliciter vera.

Vangelo (Mt 9,14-17)

   In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Vino nuovo in otri nuovi

San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 96, a. 2, soluzione 2)

   2. La legge umana intende portare gli uomini alla virtù, però non di colpo, ma gradatamente. Quindi non impone subito a una massa di persone imperfette cose riservate a persone già virtuose, come l’astensione da ogni male. Altrimenti questa gente imperfetta, nell’incapacità di sopportare una legge simile, cadrebbe in mali peggiori: infatti in Pr detto: Chi preme troppo il naso ne fa uscire il sangue; e in Mt: se il vino nuovo, cioè i precetti della vita perfetta, viene messo in otri vecchi, ossia in uomini imperfetti, gli otri si rompono e il vino si versa: cioè i precetti vengono disprezzati e gli uomini di conseguenza cadono in mali peggiori.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 96, a. 2, ad secundum)

   Ad secundum dicendum quod lex humana intendit homines inducere ad virtutem, non subito, sed gradatim. Et ideo non statim multitudini imperfectorum imponit ea quae sunt iam virtuosorum, ut scilicet ab omnibus malis abstineant. Alioquin imperfecti, huiusmodi praecepta ferre non valentes, in deteriora mala prorumperent, sicut dicitur Prov. 30 [33], qui nimis emungit, elicit sanguinem; et Matth. 9 [17] dicitur quod, si vinum novum, idest praecepta perfectae vitae, mittatur in utres veteres, idest in homines imperfectos, utres rumpuntur, et vinum effunditur, idest, praecepta contemnuntur, et homines ex contemptu ad peiora mala prorumpunt.

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