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29 aprile – lunedì Festa di Santa Caterina da Siena Compatrona d’Italia e d’Europa

29 aprile – lunedì Festa di Santa Caterina da Siena Compatrona d’Italia e d’Europa
11/12/2023 elena

29 aprile lunedì
Festa di Santa Caterina da Siena
Compatrona d’Italia e d’Europa

Prima lettura
(1 Gv 1,5-2,2)

   Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi. Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Il sacramento della confessione

San Tommaso
(4 Sent., dist. 17, q. 3, a. 5, sol. 1 e risp. 1)

   La penitenza in quanto è un sacramento si compie soprattutto nella confessione, poiché con essa l’uomo si sottomette ai ministri della Chiesa, che sono i dispensatori dei sacramenti. Infatti la contrizione ha annesso il desiderio della confessione, e la soddisfazione viene determinata secondo il giudizio del sacerdote che ascolta la confessione. E poiché nel sacramento della penitenza viene infusa la grazia, che determina la remissione dei peccati, come nel battesimo, così nello stesso modo la confessione in forza dell’associazione congiunta rimette la colpa come il battesimo. Infatti il battesimo libera dalla morte del peccato non solo in quanto è ricevuto di fatto, ma anche in quanto è posseduto nel desiderio, come è chiaro in coloro che si accostano al battesimo già santificati; e se uno non mettesse ostacolo riceverebbe la grazia che rimette i peccati nell’atto stesso in cui riceve il battesimo, se tali peccati non gli erano stati rimessi in precedenza. E allo stesso modo si deve pensare della confessione connessa con l’assoluzione: che cioè essa libera dalla colpa già da quanto è nel desiderio del penitente; però nell’atto della confessione e dell’assoluzione la grazia viene aumentata, e verrebbe data anche la remissione dei peccati se il precedente dolore dei peccati non fosse stato sufficiente per la contrizione, e il penitente in quel momento non mettesse ostacolo alla grazia. E così come del battesimo si dice che libera dalla morte, così lo si può dire anche della confessione.
   1. La contrizione ha annesso il proposito della confessione, e così libera i penitenti dalla colpa come il desiderio del battesimo i battezzandi.

Testo latino di San Tommaso
(4 Sent., dist. 17, q. 3, a. 5, sol. 1 e ad obiecta 1)

   Respondeo dicendum ad primam quaestionem, quod poenitentia inquantum est sacramentum, praecipue in confessione perficitur; quia per eam homo ministris Ecclesiae se subdit, qui sunt sacramentorum dispensatores. Contritio enim votum confessionis annexum habet; et satisfactio pro judicio sacerdotis cui fit confessio, taxatur. Et quia in sacramento poenitentiae gratia infunditur, per quam fit remissio peccatorum, sicut in Baptismo; ideo eodem modo confessio ex vi absolutionis conjunctae remittit culpam sicut Baptismus. Liberat enim Baptismus a morte peccati non solum secundum quod actu recipitur, sed etiam secundum quod in voto habetur, sicut patet in illis qui jam sanctificati ad Baptismum accedunt; et si aliquis impedimentum non praestaret, ex ipsa collatione Baptismi gratiam consequeretur remittentem peccata, si prius sibi remissa non fuissent. Et similiter dicendum est de confessione, adjuncta absolutione; quod, secundum quod in voto poenitentis praecessit, a culpa liberavit; postmodum autem in actu confessionis et absolutionis gratia augetur: et etiam remissio peccatorum daretur, si praecedens dolor de peccatis non sufficiens ad contritionem fuisset, et ipse tunc obicem gratiae non praeberet. Et ideo sicut de Baptismo dicitur quod liberat a morte, ita et de confessione dici potest.
   Ad primum ergo dicendum, quod contritio habet votum confessionis adjunctum; et ideo eo modo liberat a culpa poenitentes sicut desiderium Baptismi baptizandos.

Vangelo
(Mt 11,25-30)

   In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Hai rivelato queste cose ai piccoli

San Tommaso
(Sul Vangelo di San Matteo,
c. 11, lez. 3, v. 25, n. 959)

   959. E perché rende grazie? Rende grazie per una certa distinzione, e pone così: Perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e ai prudenti, e le hai rivelate ai piccoli. Per cui qui bisogna considerare chi siano i piccoli, e chi i sapienti, e chi i prudenti.
   Ora, in un triplice modo alcuni sono detti piccoli. Alla lettera si dicono piccoli gli abietti; per cui Abd 2: «Ecco, ti ho reso piccolo, sei molto spregevole». Parimenti uno è detto piccolo per l’umiltà, poiché sente di sé cose piccole. Per cui il Signore, sotto 18,3: «Se non vi convertirete, e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli». Così pure per la semplicità; per cui l’Apostolo in 1 Cor 14,20: «Siate bambini quanto alla malizia».
   Per cui ciò si può intendere: perché hai rivelato queste cose a semplici e abietti pescatori. E perché? L’Apostolo ne dà ragione dicendo (1 Cor 1,27): «Ciò che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti». S. Agostino spiega: «Ai piccoli», cioè agli umili, «che non presumono di sé. Infatti dove c’è l’umiltà, lì c’è la sapienza». S. Ilario lo riferisce alla semplicità: Sap 1,1: «Cercatelo con cuore semplice».

Testo latino di San Tommaso
(Super Matthaeum, c. 11, lect. 3, v. 25, n. 959)

   Et quare gratias agit? Agit gratias super quamdam distinctionem, et ponit sic: quia abscondisti haec a sapientibus et prudentibus, et revelasti ea parvulis. Unde hic considerare oportet qui sint parvuli, et qui sapientes, et qui prudentes. Tripliciter autem dicuntur aliqui parvuli. Ad litteram parvuli dicuntur abiecti; unde in Abdia v. 2: ecce parvulum dedi te, contemptibilis tu es valde. Item dicitur parvulus humilitate, quia parva de se sentit. Unde Dominus infra 18,3: Nisi conversi fueritis, et efficiamini ut parvuli, non intrabitis in regnum caelorum. Item simplicitate: unde apostolus 1 Cor. 14,20: Malitia parvuli estote. Unde potest illud intelligi: quia revelasti ea parvulis et abiectis piscatoribus. Et quare? Apostolus reddit rationem dicens, quod despecta mundi elegit Deus, ut fortia quaeque confundat. Augustinus exponit: parvulis, idest humilibus, non de se praesumentibus: ubi enim humilitas, ibi sapientia. Hilarius exponit de simplicibus. In simplicitate quaerite illum, Sap. 1,1.

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