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12 aprile – venerdì Tempo di Pasqua – 2a Settimana

12 aprile – venerdì Tempo di Pasqua – 2a Settimana
11/12/2023 elena

12 aprile – venerdì
Tempo di Pasqua – 2a Settimana

Prima lettura (At 5,34-42)

   In quei giorni, si alzò nel sinedrio un fariseo, di nome Gamalièle, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di far uscire [gli apostoli] per un momento e disse: «Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini. Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui furono dissolti e finirono nel nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui si dispersero. Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!». Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù. E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo.

L’annuncio evangelico

San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 106, a. 4, soluzione 4)

   4. Fin dal principio della predicazione evangelica Cristo ha affermato: Il regno dei cieli è vicino. Perciò è cosa stoltissima dire che il Vangelo di Cristo non è il Vangelo del regno. Tuttavia la predicazione del Vangelo di Cristo può essere intesa in due modi. – Primo, come divulgazione della fama di Cristo, e in questo senso il Vangelo fu predicato in tutto il mondo già al tempo degli apostoli, come nota il Crisostomo. E in questo caso la predizione: E allora verrà la fine va intesa della distruzione di Gerusalemme, di cui Gesù parlava in senso letterale. – Secondo, può essere intesa come predicazione del Vangelo in tutto il mondo con pienezza di effetti, cioè con la fondazione della Chiesa in qualsiasi nazione. E in questo senso, come dice S. Agostino, il Vangelo non è stato ancora predicato in tutta la terra; ma una volta che ciò sarà avvenuto, verrà la fine del mondo.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 106, a. 4, ad quartum)

   Ad quartum dicendum quod, cum Christus statim in principio evangelicae praedicationis dixerit, appropinquavit regnum caelorum [Matth. 4,17], stultissimum est dicere quod Evangelium Christi non sit Evangelium regni. Sed praedicatio Evangelii Christi potest intelligi dupliciter. – Uno modo, quantum ad divulgationem notitiae Christi, et sic praedicatum fuit Evangelium in universo orbe etiam tempore apostolorum, ut Chrysostomus dicit. Et secundum hoc, quod additur [Matth. 24,14], et tunc erit consummatio, intelligitur de destructione Ierusalem, de qua tunc ad litteram loquebatur. – Alio modo potest intelligi praedicatio Evangelii in universo orbe cum pleno effectu, ita scilicet quod in qualibet gente fundetur Ecclesia. Et ita, sicut dicit Augustinus, in epistola ad Hesych., nondum est praedicatum Evangelium in universo orbe, sed, hoc facto, veniet consummatio mundi.

Vangelo (Gv 6,1-15)

   In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

La materia
del sacramento eucaristico

San Tommaso
(S. Th. III, q. 74, a. 1, corpo)

   Circa la materia di questo sacramento ci sono stati molti e diversi errori. Alcuni, i cosiddetti Artoturiti, secondo S. Agostino «offrono pane e formaggio, dicendo che i primi uomini facevano le loro oblazioni con i frutti della terra e delle pecore». – Altri invece, ossia i Catafrigi e i Pepuziani, «si dice che confezionino una specie di Eucaristia con il sangue di un bambino, spillandolo da tutto il suo corpo attraverso minute punture, mescolandolo con la farina e facendone il pane». – Alcuni altri poi, chiamati Acquariani, offrono in questo sacramento acqua soltanto, sotto pretesto di sobrietà. – Ora, tutti questi e altri simili errori sono confutati in base al fatto che Cristo istituì questo sacramento sotto le specie del pane e del vino, come risulta da Mt 26 [26]. Quindi il pane e il vino sono la materia conveniente di questo sacramento. E ciò ragionevolmente. Primo, a motivo dell’uso di questo sacramento, che consiste nella manducazione. Come infatti nel sacramento del battesimo per l’abluzione spirituale è usata l’acqua, in quanto l’abluzione corporale è fatta comunemente con acqua, così nell’Eucaristia sono assunti per la refezione spirituale il pane e il vino in quanto di essi più comunemente si cibano gli uomini. – Secondo, in rapporto alla passione di Cristo, che avvenne con la separazione del sangue dal corpo. Perciò in questo sacramento, che è il memoriale della passione del Signore, sono assunti separatamente il pane come sacramento del corpo e il vino come sacramento del sangue. – Terzo, in rapporto all’effetto considerato in ciascuno di coloro che ricevono il sacramento. Poiché come dice S. Ambrogio, «questo sacramento vale a custodire sia l’anima che il corpo»: per cui si offre «il corpo di Cristo» sotto le specie del pane «per la salvezza del corpo, e il sangue» sotto le specie del vino «per la salvezza dell’anima», poiché l’anima di ogni vivente sta nel sangue, come è detto in Lv 17 [14]. – Quarto, in rapporto all’effetto relativo a tutta la Chiesa – la quale, secondo la Glossa che commenta 1 Cor 10 [17]: Pur essendo molti siamo un solo corpo –, risulta da diversi fedeli, «come il pane deriva da chicchi diversi e il vino fluisce da diversi grappoli d’uva».

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 74, a. 1, corpus)

   Respondeo dicendum quod circa materiam huius sacramenti aliqui multipliciter erraverunt. Quidam enim, qui dicuntur Artotyritae, ut Augustinus dicit, in libro De haeresibus, offerunt panem et caseum in hoc sacramento, dicentes a primis hominibus oblationes de fructibus terrae et ovium fuisse celebratas. Alii vero, scilicet Cataphrygae et Pepuziani, de infantis sanguine, quem de toto eius corpore minutis punctionum vulneribus extorquent, quasi Eucharistiam suam conficere perhibentur, miscendo eum farinae, panem inde facientes. – Quidam vero, qui dicuntur aquarii, aquam solam, sub specie sobrietatis, in hoc sacramento offerunt. – Omnes autem hi errores, et similes, excluduntur per hoc quod Christus hoc sacramentum sub specie panis et vini instituit, sicut patet Matth. 26 [26 sqq.]. Unde panis et vinum sunt materia conveniens huius sacramenti. Et hoc rationabiliter. Primo quidem, quantum ad usum huius sacramenti, qui est manducatio. Sicut enim aqua assumitur in sacramento Baptismi ad usum spiritualis ablutionis quia corporalis ablutio communiter fit in aqua, ita panis et vinum, quibus communius homines reficiuntur, assumuntur in hoc sacramento ad usum spiritualis manducationis. – Secundo, quantum ad passionem Christi, in qua sanguis a corpore est separatus. Et ideo in hoc sacramento, quod est memoriale dominicae passionis, seorsum sumitur panis ut sacramentum corporis, et vinum ut sacramentum sanguinis. – Tertio, quantum ad effectum consideratum in unoquoque sumentium. Quia, ut Ambrosius dicit, super epistolam ad Corinthios, hoc sacramentum valet ad tuitionem corporis et animae, et ideo caro Christi sub specie panis pro salute corporis, sanguis vero sub specie vini pro salute animae offertur, sicut dicitur Lev. 17 [14], quod animalis anima in sanguine est. – Quarto, quantum ad effectum respectu totius Ecclesiae, quae constituitur ex diversis fidelibus, sicut panis conficitur ex diversis granis, et vinum fluit ex diversis uvis, ut dicit Glossa super illud 1 Cor. 10 [17], multi unum corpus sumus, et cetera.

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