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5 aprile – mercoledì Settimana Santa

5 aprile – mercoledì Settimana Santa
28/11/2022 elena

5 aprile – mercoledì
Settimana Santa

Prima lettura (Is 50,4-9a)

   Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso. È vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci. Chi mi accusa? Si avvicini a me. Ecco, il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole?

La resistenza a Dio

San Tommaso
(Su Isaia, c. 50)

   Parimenti su quella parola: non ho opposto resistenza, bisogna notare che oppongono resistenza a Dio, primo, gli infedeli alla verità divina. Sir 4,35: «Non contraddire alla parola della verità». Secondo, gli impazienti alla divina correzione. Gb 9,4: «Chi lo ha contraddetto e ha avuto pace?». Terzo, gli impenitenti di fronte alla bontà divina. Sopra 41: e saranno come se non fossero. Quarto, i disobbedienti alla divina autorità. Os 11,7: «Il mio popolo è duro a convertirsi».

Testo latino di San Tommaso
(In Isaiam, c. 50)

   Item super illo verbo, ego autem non contradico, nota quod Deo contradicunt primo infideles divinae veritati. Eccl. 4: ne contradicas verbo veritatis. Secundo impatientes divinae correptioni. Job 9: quis contradicit ei (etc.); tertio impoenitentes divinae bonitati. Supra 41: et erunt quasi non sint: quarto inoboedientes divinae auctoritati, Oseae 11: populus meus pendebit a reditum meum.

Vangelo (Mt 26,14-25)

   In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

Gerusalemme,
luogo della passione

San Tommaso
(S. Th. III, q. 46, a. 10, corpo e soluzione 1)

   Come si dice nel libro Questioni del Nuovo e dell’Antico Testamento, «il Salvatore compì tutto nel luogo e nel tempo opportuno»: perché, come dispone di tutte le cose, così può disporre di tutti i luoghi. Quindi la sua passione, come avvenne nel tempo opportuno, così avvenne anche nel luogo conveniente.
   1. Fu sommamente conveniente che Cristo patisse in Gerusalemme. Primo, perché Gerusalemme era il luogo prescelto da Dio per l’offerta dei sacrifici; i quali prefiguravano la passione di Cristo, che è il vero sacrificio, secondo le parole di Ef 5 [2]: Ha consegnato se stesso come sacrificio e oblazione di soave odore. E S. Beda afferma che «il Signore, all’avvicinarsi dell’ora della passione, volle avvicinarsi al luogo di essa», cioè a Gerusalemme, dove giunse cinque giorni prima della Pasqua, come cinque giorni prima della Pasqua, ossia alla decima luna, l’agnello pasquale veniva condotto secondo la legge sul luogo dell’immolazione. – Secondo, volle patire nel centro di una terra abitata, cioè a Gerusalemme, poiché gli effetti della sua passione dovevano estendersi a tutto il mondo. Nel Sal 73 [12] infatti si legge: Dio, che è il nostro re dai tempi antichi, ha operato la salvezza al centro della terra, cioè a Gerusalemme, che è il centro del mondo. – Terzo, poiché era il luogo più adatto all’umiltà di Cristo: avendo egli scelto per umiltà il supplizio più infamante, così per umiltà non ricusò di subire il disonore in un luogo tanto rinomato. Da cui le parole del papa S. Leone: «Colui che aveva rivestito la forma di schiavo, scelse Betlemme per la nascita e Gerusalemme per la passione». – Quarto, per mostrare che la responsabilità della sua uccisione risaliva ai principi del popolo. Perciò volle morire in Gerusalemme, dove essi dimoravano. Per cui in At 4 [27] è detto: Contro il tuo santo servo Gesù, che hai unto, si sono coalizzati in questa città Erode e Ponzio Pilato, con le genti e i popoli d’Israele.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 46, a. 10, corpus e ad primum)

   Respondeo dicendum quod, sicut dicitur in libro Octoginta trium quaest., omnia propriis locis et temporibus gessit Salvator, quia, sicut omnia sunt in manu eius, ita etiam omnia loca. Et ideo, sicut convenienti tempore Christus passus est, ita etiam convenienti loco.
   Ad primum ergo dicendum quod Christus convenientissime in Ierusalem passus est. Primo quidem, quia Ierusalem erat locus a Deo electus ad sacrificia sibi offerenda. Quae quidem figuralia sacrificia figurabant Christi passionem, quod est verum sacrificium, secundum illud Ep. 5 [2], tradidit semetipsum hostiam et oblationem in odorem suavitatis. Unde Beda dicit, in quadam homilia, quod appropinquante hora passionis, Dominus appropinquare voluit loco passionis, scilicet in Ierusalem, quo pervenit ante quinque dies Paschae, sicut agnus paschalis ante quinque dies Paschae, idest decima luna, secundum praeceptum legis, ad locum immolationis ducebatur. – Secundo, quia virtus passionis eius ad totum mundum diffundenda erat, in medio terrae habitabilis pati voluit, idest in Ierusalem. Unde dicitur in Psalmo [73,12], Deus autem, rex noster ante saecula, operatus est salutem in medio terrae, idest in Ierusalem, quae dicitur esse terrae umbilicus. – Tertio, quia hoc maxime conveniebat humilitati eius, ut scilicet, sicut turpissimum genus mortis elegit, ita etiam ad eius humilitatem pertinuit quod in loco tam celebri confusionem pati non recusavit. Unde Leo Papa dicit, in sermone quodam Epiphaniae, qui servi susceperat formam, Bethlehem praeelegit nativitati, Ierusalem passioni. – Quarto, ut ostenderet a principibus populi exortam esse iniquitatem occidentium ipsum. Et ideo in Ierusalem, ubi principes morabantur, voluit pati. Unde dicitur Act. 4 [27], convenerunt in ista civitate adversus puerum sanctum tuum Iesum, quem unxisti, Herodes et Pontius Pilatus, cum gentibus et populis Israel.

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