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4 aprile – martedì Settimana Santa

4 aprile – martedì Settimana Santa
28/11/2022 elena

4 aprile – martedì
Settimana Santa

Prima lettura (Is 49,1-6)

   Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all’ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra. Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria». Io ho risposto: «Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio». Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele – poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza – e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra».

La santificazione nel grembo

San Tommaso
(Su Isaia, c. 49, v. 1)

   Si noti, sulla parola Ascoltatemi, che le parole di Dio vanno ascoltate poiché sono utili innanzitutto per l’illuminazione dell’intelletto. Pr 6: «Il comandamento è una lampada, e luce la legge». Secondo, per la dolcezza dell’affetto. Sal 118: «Quando sono dolci al mio palato le tue parole, più del miele per la mia bocca». Terzo, per l’accensione dell’amore. Ger 20: «La parola del Signore è divenuta come un fuoco nel mio cuore». Sal 9: «Le parole del Signore sono caste, come argento purificato dal fuoco». Quarto, per la rettitudine dell’opera: Sal 34: «Dirigimi nella tua verità». Quinto, per il conseguimento della gloria. Pr 3: «Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore custodisca i miei precetti, perché lunghi giorni e anni di vita e pace ti porteranno». Sesto, per l’istruzione degli altri. 2 Tm 3: «Ogni Scrittura divinamente ispirata è utile per insegnare».

Testo latino di San Tommaso
(In Isaiam, c. 49, v. 1)

   Nota super illo verbo, Audite, quod verba Dei sunt audienda, quia sunt utilia primo ad intellectus illustrationem. Prov 6: «Mandatum lucerna, et lex lux». Secundo ad affectus dulcedinem. Ps 118: «Quam dulcia faucibus meis eloquia tua! Super mel ori meo». Tertio ad amoris accensionem. Ier 20: «Factum est verbum Domini in corde meo sicut ignis». Ps 9: «Eloquia Domini eloquia casta, argentum igne examinatum». Quarto ad operis rectitudinem. Ps 34: «Dirige me in veritate tua». Quinto ad gloriae adeptionem. Prov 3: «Custodi legem atque consilium». Sexto ad aliorum instructionem. 1 ad Tit 3:«Omnis doctrina divinitus inspirata, utilis est ad docendum».

Vangelo (Gv 13,21-33.36-38)

   In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Il desiderio di Pietro

San Tommaso
(Sul Vangelo di San Giovanni,

c. 13, lez. 8, I, v. 36, nn. 1841-1842)

   1841. Il desiderio di Pietro affiora dalla sua pronta domanda: «Simon Pietro gli dice: Signore, dove vai?». Essi infatti avevano inteso dal Signore che per poco tempo sarebbe rimasto con loro; quindi Pietro, preoccupato della partenza di Cristo, domanda: «Dove vai?». E il Crisostomo commenta: «Era davvero grande l’amore di Pietro, e più violento del fuoco, cosicché nessuna proibizione pareva potesse frenarne l’impeto». Ecco perché, sebbene Cristo dicesse: «Dove vado io, voi non potete venire», Pietro voleva seguirlo. Perciò gli chiede dove vada, come una delle fanciulle che chiedevano nel Cantico dei Cantici (5,17): «Dov’è andato il tuo diletto, o bellissima tra le donne? Dov’è andato? Lo cercheremo con te».
   1842. Il differimento di questo desiderio si deve al fatto che attualmente egli è impedito dal seguirlo: «Dove io vado per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Il che equivale a dire: Tu sei ancora imperfetto, perciò ancora non puoi seguirmi; dopo invece, quando sarai perfetto, mi seguirai. È questo un discorso simile a quello che sentiremo in seguito (21,18): «In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane», ossia meno perfetto, «ti cingevi da solo… Ma quando sarai più vecchio», e avrai raggiunto l’apice della perfezione, «tenderai le mani e un altro ti cingerà».

Testo latino di San Tommaso
(Super Ioannem,

c. 13, lect. 8, I, v. 36, nn. 1841-1842)

   Ostenditur autem Petri desiderium in prompta interrogatione, cum dicit dicit ei Simon Petrus: Domine, quo vadis? Audierat enim a Domino quod adhuc modicum cum eis esset: ex quo sollicitus est de Christi recessu ab eis, et ideo quaerit dicens quo vadis? Ubi Chrysostomus dicit: magnus profecto est Petri amor, et ipso igne vehementior, cuius nulla prohibitio promptum impetum impedire potest. Et inde est quod etiam Christo dicente: quo ego vado, vos non potestis venire, ipsum Petrus sequi volebat; et ideo interrogabat quo iret, quasi una de adolescentulis quaerentibus in Cant. 5,17: quo abiit dilectus tuus, o pulcherrima mulierum, quo abiit? Et quaeremus eum tecum. Dilatio autem huius desiderii est, quia ad praesens impeditur a sequendo; et hoc est quod dicit quo ego vado non potes me modo sequi: sequeris autem postea; quasi dicat: adhuc imperfectus es, et ideo non potes me modo sequi; postea autem, quando perfectus eris, sequeris me. Simile est quod dicit infra ult., 18: amen dico tibi, cum esses iunior, quasi imperfectus, cingebas te (…) cum autem senueris, et perfectionis arcem conscenderis, extendes manus tuas, et alius te cinget.

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