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14 agosto – venerdì Memoria di San Massimiliano Maria Kolbe Tempo Ordinario – 19a settimana

14 agosto – venerdì Memoria di San Massimiliano Maria Kolbe Tempo Ordinario – 19a settimana
11/10/2019 elena

14 agosto – venerdì
Memoria di
San Massimiliano Maria Kolbe
Tempo Ordinario – 19a settimana

Prima lettura
(Ez 16,59-63 forma breve)

   Così dice il Signore Dio: «Io ho ricambiato a te quello che hai fatto tu, perché hai disprezzato il giuramento infrangendo l’alleanza. Ma io mi ricorderò dell’alleanza conclusa con te al tempo della tua giovinezza e stabilirò con te un’alleanza eterna. Allora ricorderai la tua condotta e ne sarai confusa, quando riceverai le tue sorelle maggiori insieme a quelle più piccole, che io darò a te per figlie, ma non in forza della tua alleanza. Io stabilirò la mia alleanza con te e tu saprai che io sono il Signore, perché te ne ricordi e ti vergogni e, nella tua confusione, tu non apra più bocca, quando ti avrò perdonato quello che hai fatto». Oracolo del Signore Dio.

La nuova ed eterna alleanza

San Tommaso
(S. Th. III, q. 78, a. 3, soluzione 4)

   4. Questa alleanza è nuova poiché è nuova la sua offerta sacramentale. Ed è chiamata eterna tanto a causa dell’eterno decreto di Dio, quanto a causa dell’eterna eredità di cui in questa alleanza o testamento si dispone. Inoltre è eterna la persona stessa di Cristo, per il cui sangue è concessa tale disposizione testamentaria.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 78, a. 3, ad quartum)

   Ad quartum dicendum quod hoc testamentum est novum ratione exhibitionis. Dicitur autem aeternum, tam ratione aeternae Dei praeordinationis; quam etiam ratione aeternae hereditatis, quae per hoc testamentum disponitur. Ipsa etiam persona Christi, cuius sanguine testamentum disponitur, est aeterna.

Vangelo (Mt 19,3-12)

   In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Confronto
fra la nuova e l’antica legge

San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 107, a. 2, soluzione 2)

   2. Come spiega S. Agostino, questi precetti del Signore non sono contrari ai precetti della legge antica. «Quando infatti il Signore comanda di non rimandare la moglie, non va contro ciò che comanda la legge. Poiché la legge non dice: Chi vuole, rimandi la moglie, al che sarebbe contrario il comando di non rimandarla. Non voleva invece che rimandasse la moglie colui che imponeva un ritardo, affinché l’animo infiammato dal dissidio avesse modo di calmarsi, riflettendo nello scrivere il libello del ripudio». «Per cui il Signore, a conferma di questa prescrizione di non rimandare facilmente la moglie, fece eccezione per il solo caso dell’adulterio». E lo stesso si dica per la proibizione del giuramento, come si è già spiegato. E così pure della proibizione del contrappasso. Infatti la legge impose delle norme alla vendetta, perché non ci si abbandonasse a una vendetta esagerata; e il Signore distoglie perfettamente da questo pericolo esortando ad astenersi da qualsiasi vendetta. Rispetto poi all’odio verso i nemici egli corregge la falsa interpretazione dei Farisei, esortandoci a odiare non la persona, ma la sua colpa. E a proposito dei cibi, trattandosi di leggi cerimoniali, il Signore non comandò che allora non si osservassero, ma dimostrò che nessuno di quei cibi era immondo per sua natura, ma solo in quanto era figura di altro, come si è visto sopra.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 107, a. 2, ad secundum)

   Ad secundum dicendum quod, sicut Augustinus dicit, Contra Faustum, praecepta illa Domini non sunt contraria praeceptis veteris legis quod enim Dominus praecepit de uxore non dimittenda, non est contrarium ei quod lex praecepit. Neque enim ait lex, qui voluerit, dimittat uxorem; cui esset contrarium non dimittere. Sed utique nolebat dimitti uxorem a viro, qui hanc interposuit moram, ut in dissidium animus praeceps libelli conscriptione refractus absisteret. Unde Dominus, ad hoc confirmandum ut non facile uxor dimittatur, solam causam fornicationis excepit. Et idem etiam dicendum est in prohibitione iuramenti, sicut dictum est [co.]. Et idem etiam patet in prohibitione talionis. Taxavit enim modum vindictae lex, ut non procederetur ad immoderatam vindictam, a qua dominus perfectius removit eum quem monuit omnino a vindicta abstinere. Circa odium vero inimicorum, removit falsum Pharisaeorum intellectum, nos monens ut persona odio non haberetur, sed culpa. Circa discretionem vero ciborum, quae caeremonialis erat, Dominus non mandavit ut tunc non observaretur, sed ostendit quod nulli cibi secundum suam naturam erant immundi, sed solum secundum figuram, ut supra [q. 102 a. 6 ad 1] dictum est.

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