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14 giugno Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

14 giugno Santissimo Corpo e Sangue di Cristo
11/10/2019 elena

14 giugno
Santissimo Corpo e Sangue
di Cristo

Prima lettura
(Dt 8,2-3.14b-16a)

   Mosè parlò al popolo dicendo: «Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

Unità dell’Eucaristia
come sacramento

San Tommaso
(S. Th. III, q. 73, a. 2, corpo)

   Come scrive Aristotele, l’unità è attribuita non solo a ciò che è indivisibile o a ciò che è continuo, ma anche a ciò che ha un’unità di perfezione: come si parla di una casa, o di un uomo. Ora, l’unità di perfezione spetta a ciò che possiede tutti gli elementi richiesti dal suo fine: come per l’integrità di un uomo si richiedono tutte le membra necessarie all’attività dell’anima, e per quella di una casa tutte le parti necessarie all’abitabilità. Ed è così che questo sacramento è unico. Esso infatti è ordinato alla refezione spirituale, che assomiglia a quella corporale. Ora, alla refezione corporale occorrono due cose: il cibo, che è l’alimento solido, e la bevanda, che è l’alimento liquido. Conseguentemente anche alla completezza di questo sacramento concorrono due cose: il cibo spirituale e la bevanda spirituale, secondo le parole di Gv 6 [56]: La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Perciò questo sacramento, pur essendo molteplice per la sua materia, è uno solo per la sua forma e perfezione.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 73, a. 2, corpus)

   Respondeo dicendum quod, sicut dicitur 5 Met., unum dicitur non solum quod est indivisibile vel quod est continuum, sed etiam quod est perfectum, sicut cum dicitur una domus, et unus homo. Est autem unum perfectione ad cuius integritatem concurrunt omnia quae requiruntur ad finem eiusdem, sicut homo integratur ex omnibus membris necessariis operationi animae, et domus ex partibus quae sunt necessariae ad inhabitandum. Et sic hoc sacramentum dicitur unum. Ordinatur enim ad spiritualem refectionem, quae corporali conformatur. Ad corporalem autem refectionem duo requiruntur, scilicet cibus, qui est alimentum siccum; et potus, qui est alimentum humidum. Et ideo etiam ad integritatem huius sacramenti duo concurrunt, scilicet spiritualis cibus et spiritualis potus, secundum illud Ioan. 6 [56], caro mea vere est cibus, et sanguis meus vere est potus. Ergo hoc sacramentum multa quidem materialiter est, sed unum formaliter et perfective.

Seconda lettura
(1 Cor 10,16-17)

   Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

Necessità dell’Eucaristia

San Tommaso
(S. Th. III, q. 73, a. 3, corpo)

   In questo sacramento dobbiamo considerare due cose: il sacramento stesso e l’effetto del sacramento. Ora, si è detto che l’effetto di questo sacramento è l’unità del corpo mistico, senza della quale non ci può essere salvezza: poiché nessuno può salvarsi fuori della Chiesa, come nel diluvio nessuno si salvò fuori dell’arca di Noè, che è simbolo della Chiesa, come si ha in 1 Pt 3 [20]. Ma abbiamo detto sopra che l’effetto di un sacramento può essere ottenuto prima di ricevere il sacramento, per mezzo del desiderio stesso di accostarsi al sacramento. Così dunque prima di ricevere l’Eucaristia l’uomo può salvarsi in virtù del desiderio di riceverla, come si è detto sopra anche a proposito del battesimo. Ci sono però delle differenze sotto due aspetti. Primo, perché il battesimo è l’inizio della vita spirituale e «la porta dei sacramenti», mentre l’Eucaristia è come «il coronamento» della vita spirituale e «il fine di tutti i sacramenti», come si disse sopra: infatti le grazie di tutti i sacramenti preparano o a ricevere o a consacrare l’Eucaristia. Mentre quindi ricevere il battesimo è necessario per iniziare la vita soprannaturale, ricevere l’Eucaristia è necessario per portarla a compimento; e non è indispensabile riceverla di fatto, ma basta averne il desiderio, così come anche il fine è posseduto nel desiderio e nell’intenzione. – L’altra differenza sta nel fatto che mediante il battesimo l’uomo è ordinato all’Eucaristia. Quindi per il fatto stesso che i bambini sono battezzati, essi sono ordinati dalla Chiesa all’Eucaristia. Come quindi per la fede della Chiesa essi credono, così per l’intenzione della Chiesa essi desiderano l’Eucaristia, e di conseguenza ne ricevono l’effetto. Invece al battesimo essi non sono indirizzati da un precedente sacramento. Per cui prima di ricevere il battesimo i bambini non ne hanno in qualche modo il desiderio, ma solo gli adulti. I bambini quindi non possono ottenere l’effetto del battesimo senza ricevere il sacramento. Di conseguenza l’Eucaristia non è indispensabile alla salvezza allo stesso modo del battesimo.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 73, a. 3, corpus)

   Respondeo dicendum quod in hoc sacramento duo est considerare, scilicet ipsum sacramentum, et rem sacramenti. Dictum est autem [a. 1 arg. 2; a. 2 s.c.] quod res sacramenti est unitas corporis mystici, sine qua non potest esse salus, nulli enim patet aditus salutis extra Ecclesiam, sicut nec in diluvio absque arca Noe, quae significat Ecclesiam, ut habetur 1 Petr. 3 [20-21]. Dictum est autem supra [q. 68 a. 2] quod res alicuius sacramenti haberi potest ante perceptionem sacramenti, ex ipso voto sacramenti percipiendi. Unde ante perceptionem huius sacramenti, potest homo habere salutem ex voto percipiendi hoc sacramentum, sicut et ante Baptismum ex voto Baptismi, ut supra dictum est. Tamen est differentia quantum ad duo. Primo quidem, quia Baptismus est principium spiritualis vitae, et ianua sacramentorum. Eucharistia vero est quasi consummatio spiritualis vitae, et omnium sacramentorum finis, ut supra [q. 63 a. 6; q. 65 a. 3] dictum est, per sanctificationes enim omnium sacramentorum fit praeparatio ad suscipiendam vel consecrandam Eucharistiam. Et ideo perceptio Baptismi est necessaria ad inchoandam spiritualem vitam, perceptio autem Eucharistiae est necessaria ad consummandam ipsam, non ad hoc quod simpliciter habeatur, sed sufficit eam habere in voto, sicut et finis habetur in desiderio et intentione. – Alia differentia est, quia per Baptismum ordinatur homo ad Eucharistiam. Et ideo ex hoc ipso quod pueri baptizantur, ordinantur per Ecclesiam ad Eucharistiam. Et sic, sicut ex fide Ecclesiae credunt, sic ex intentione Ecclesiae desiderant Eucharistiam, et per consequens recipiunt rem ipsius. Sed ad Baptismum non ordinantur per aliud praecedens sacramentum. Et ideo, ante susceptionem Baptismi, non habent pueri aliquo modo Baptismum in voto, sed soli adulti. Unde rem sacramenti percipere non possunt sine perceptione sacramenti. Et ideo hoc sacramentum non hoc modo est de necessitate salutis sicut Baptismus.

Vangelo (Gv 6,51-58)

   In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Il pane che dà la vita della grazia

San Tommaso
(S. Th. III, q. 79, a. 1, in contrario e corpo)

   Il Signore dice: Il pane che io vi darò, è la mia carne per la vita del mondo (Gv 6,52). Ma la vita spirituale è data dalla grazia. Quindi questo sacramento conferisce la grazia.
   L’effetto di questo sacramento deve essere dedotto in primo luogo e principalmente da ciò che è contenuto nel sacramento, e che è Cristo. Il quale, come venendo visibilmente nel mondo portò ad esso la vita, secondo le parole di Gv 1 [17]: La grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo, così venendo sacramentalmente nell’uomo produce la vita della grazia, secondo le parole di Gv 6 [58]: Colui che mangia di me vivrà per me. Per cui S. Cirillo poteva scrivere: «Il vivificante Verbo di Dio, unendosi alla propria carne, la rese vivificante. Era quindi conveniente che egli si unisse in qualche modo ai nostri corpi per mezzo della sua santa carne e del suo prezioso sangue, che noi riceviamo attraverso una vivificante benedizione nel pane e nel vino». – Secondo, l’effetto di questo sacramento risulta da ciò che il sacramento rappresenta, e che è la passione di Cristo, come si è detto sopra. Di conseguenza l’effetto che la passione di Cristo produsse nel mondo, questo sacramento lo produce nel singolo uomo. Per cui il Crisostomo, commentando Gv 19 [34]: Subito uscì sangue e acqua, scrive: «Poiché di là hanno inizio i sacri misteri, quando ti accosti al tremendo calice, accostati come se tu dovessi bere allo stesso costato di Cristo». E il Signore medesimo afferma: Questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati (Mt 26,28). – Terzo, l’effetto di questo sacramento appare dal modo in cui esso è offerto, cioè sotto forma di cibo e di bevanda. E così tutti gli effetti che il cibo e la bevanda materiali producono nella vita del corpo, cioè il sostentamento, la crescita, la riparazione e il diletto, li produce anche questo sacramento nella vita spirituale. Da cui le parole di S. Ambrogio: «Questo è il pane della vita eterna, che fortifica la sostanza della nostra anima». E il Crisostomo afferma: «A noi che lo desideriamo egli si offre, perché lo possiamo toccare e mangiare e abbracciare». Per cui il Signore stesso dice: La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda (Gv 6,56). – Quarto, l’effetto di questo sacramento risulta dalle specie sotto le quali ci è dato. Per cui S. Agostino osserva in proposito: «Il Signore nostro ci affidò il suo corpo e il suo sangue servendosi di sostanze che devono la loro unità a una pluralità di elementi: la prima infatti», cioè il pane, «diviene un’unica sostanza a partire da molti grani; la seconda», cioè il vino, «lo diviene dal confluire di molti chicchi d’uva». E per questo aggiunge: «O sacramento di pietà, o segno di unità, o vincolo di carità!». – Ora, considerando che Cristo e la sua passione producono la grazia, e che la refezione spirituale e la carità non possono aversi senza la grazia, risulta da tutto quanto si è detto che questo sacramento conferisce la grazia.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 79, a. 1, sed contra e corpus)

   Sed contra est quod Dominus dicit, Ioan. 6 [52], panis quem ego dabo, caro mea est pro mundi vita. Sed vita spiritualis est per gratiam. Ergo per hoc sacramentum gratia confertur.
   Respondeo dicendum quod effectus huius sacramenti debet considerari, primo quidem et principaliter, ex eo quod in hoc sacramento continetur, quod est Christus. Qui sicut, in mundum visibiliter veniens, contulit mundo vitam gratiae, secundum illud Ioan. 1 [17], gratia et veritas per Iesum Christum facta est; ita, in hominem sacramentaliter veniens, vitam gratiae operatur, secundum illud Ioan. 6 [58], qui manducat me, vivit propter me. Unde et Cyrillus dicit, vivificativum Dei Verbum, uniens seipsum propriae carni, fecit ipsam vivificativam. Decebat ergo eum nostris quodammodo uniri corporibus per sacram eius carnem et pretiosum sanguinem, quae accipimus in benedictione vivificativa in pane et vino. Secundo consideratur ex eo quod per hoc sacramentum repraesentatur, quod est passio Christi, sicut supra [q. 74 a. 1; q. 76 a. 2 ad 1] dictum est. Et ideo effectum quem passio Christi fecit in mundo, hoc sacramentum facit in homine. Unde super illud Ioan. 19 [34], continuo exivit sanguis et aqua, dicit Chrysostomus, quia hinc suscipiunt principium sacra mysteria, cum accesseris ad tremendum calicem, vel ab ipsa bibiturus Christi costa, ita accedas. Unde et ipse Dominus dicit, Matth. 26 [28], hic est sanguis meus, qui pro vobis effundetur in remissionem peccatorum. – Tertio consideratur effectus huius sacramenti ex modo quo traditur hoc sacramentum, quod traditur per modum cibi et potus. Et ideo omnem effectum quem cibus et potus materialis facit quantum ad vitam corporalem, quod scilicet sustentat, auget, reparat et delectat, hoc totum facit hoc sacramentum quantum ad vitam spiritualem. Unde Ambrosius dicit, in libro De sacramentis, iste panis est vitae aeternae, qui animae nostrae substantiam fulcit. Et Chrysostomus dicit, supra Ioan., praestat se nobis desiderantibus et palpare et comedere et amplecti. Unde et ipse Dominus dicit, Ioan. 6 [56], caro mea vere est cibus, et sanguis meus vere est potus. – Quarto consideratur effectus huius sacramenti ex speciebus in quibus hoc traditur sacramentum. Unde et Augustinus, ibidem, dicit, Dominus noster corpus et sanguinem suum in eis rebus commendavit quae ad unum aliquod rediguntur ex multis, namque aliud, scilicet panis, ex multis granis in unum constat, aliud, scilicet vinum, ex multis racemis confluit. Et ideo ipse alibi dicit, super Ioan., o sacramentum pietatis, o signum unitatis, o vinculum caritatis. – Et quia Christus et eius passio est causa gratiae, et spiritualis refectio et caritas sine gratia esse non potest, ex omnibus praemissis manifestum est quod hoc sacramentum gratiam confert.

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