Please select a page for the Contact Slideout in Theme Options > Header Options

11 giugno – giovedì Memoria di San Barnaba, apostolo Tempo Ordinario – 10a Settimana

11 giugno – giovedì Memoria di San Barnaba, apostolo Tempo Ordinario – 10a Settimana
11/10/2019 elena

11 giugno – giovedì
Memoria di San Barnaba, apostolo
Tempo Ordinario – 10a Settimana

Prima lettura
(1 Re 18,41-46)

   In quei giorni, Elìa disse [al re] Acab: «Va’ a mangiare e a bere, perché c’è già il rumore della pioggia torrenziale». Acab andò a mangiare e a bere. Elìa salì sulla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la sua faccia tra le ginocchia. Quindi disse al suo servo: «Sali, presto, guarda in direzione del mare». Quegli salì, guardò e disse: «Non c’è nulla!». Elìa disse: «Tornaci ancora per sette volte». La settima volta riferì: «Ecco, una nuvola, piccola come una mano d’uomo, sale dal mare». Elìa gli disse: «Va’ a dire ad Acab: “Attacca i cavalli e scendi, perché non ti trattenga la pioggia!”». D’un tratto il cielo si oscurò per le nubi e per il vento, e vi fu una grande pioggia. Acab montò sul carro e se ne andò a Izreèl. La mano del Signore fu sopra Elìa, che si cinse i fianchi e corse davanti ad Acab finché giunse a Izreèl.

I miracoli sulle creature inanimate

San Tommaso
(S. Th. III, q. 44, a. 4, soluzione 3)

   3. Anche sull’acqua e sull’aria Cristo compì i miracoli che a lui si confacevano: quando cioè, come si legge in Mt 8 [26], Comandò ai venti e al mare e si fece una grande bonaccia. Non era infatti conveniente che egli, venuto a portare ovunque la pace e la tranquillità, sconvolgesse l’aria e dividesse le acque. Per cui è detto: Non vi siete accostati a un luogo tangibile e a un fuoco ardente, né a oscurità, tenebra e tempesta (Eb 12,18). Tuttavia durante la sua passione il velo si squarciò [Mt 27, 51], per indicare la rivelazione dei misteri della legge; i sepolcri si aprirono, per indicare che con la sua morte avrebbe restituito la vita ai morti; la terra tremò e le pietre si spezzarono, per indicare che i cuori umani, duri come le pietre, si sarebbero inteneriti, e che tutto il mondo in virtù della sua passione sarebbe stato mutato in meglio.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 44, a. 4, ad tertium)

   Ad tertium dicendum quod Christus etiam in aqua et in aere fecit miracula quae sibi conveniebant, quando scilicet, ut legitur Matth. 8 [26], imperavit ventis et mari, et facta est tranquillitas magna. Non autem conveniebat ei qui omnia in statum pacis et tranquillitatis revocare venerat, ut vel turbationem aeris, vel divisionem aquarum faceret. Unde apostolus dicit, Heb. 12 [18], non accessistis ad tractabilem et accessibilem ignem, et turbinem et caliginem et procellam. Circa passionem tamen, divisum est velum [Mt 27,51], ad ostendendum reserationem mysteriorum legis; aperta sunt monumenta, ad ostendendum quod per eius mortem mortuis vita daretur; terra mota est et petrae scissae, ad ostendendum quod lapidea hominum corda per eius passionem emollirentur, et quod totus mundus virtute passionis eius erat in melius commutandus.

Vangelo (Mt 5,20-26)

   In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

Non ucciderai

San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 100, a. 8, soluzione 3)

   3. L’uccisione di un uomo è proibita nel decalogo in quanto è ingiusta: è così infatti che questo precetto contiene l’ordine essenziale della giustizia. Perciò la legge umana non può mai concedere che sia lecito uccidere un uomo senza un motivo giusto. Ma uccidere i malfattori o i nemici della patria non è un’ingiustizia. Quindi non è contro il decalogo: e neppure si identifica con l’omicidio che il decalogo proibisce, come spiega S. Agostino. – E allo stesso modo quando si toglie a uno ciò che gli apparteneva, se è giusto che egli lo perda non abbiamo né il furto né la rapina proibiti dal decalogo. – Perciò quando i figli d’Israele, per comando di Dio, portarono via le spoglie degli egiziani non ci fu un furto: poiché per un giudizio di Dio ciò era loro dovuto. – E così pure quando Abramo acconsentì a uccidere suo figlio non acconsentì a un omicidio: poiché era giusto ucciderlo per un comando di Dio, che è il padrone della vita e della morte. È lui infatti che infligge la pena di morte a tutti gli uomini, giusti o iniqui, per il peccato originale: e se l’uomo, autorizzato da Dio, si fa esecutore di questa sentenza non è un omicida, come non lo è Dio stesso. – E quando Osea si accostò a una sposa fornicatrice, o a una donna adultera, non fu né adultero né fornicatore: poiché si accostò a una donna che era sua per comando di Dio, che è l’istitutore del matrimonio. – Quindi i precetti del decalogo sono immutabili rispetto all’ordine della giustizia che racchiudono. Rispetto però alla determinata applicazione ai singoli atti, cioè rispetto al determinare se questo sia o non sia un omicidio, un furto, o un adulterio, ci possono essere delle mutazioni: e in certi casi si richiede l’autorità stessa di Dio, in quelle cose cioè che Dio stesso ha istituito, come nel matrimonio e in altre cose del genere; in altri casi invece basta l’autorità umana, in quelle cose cioè che sono affidate alla giurisdizione degli uomini. Infatti qui gli uomini fanno le veci di Dio, sebbene non in tutti i casi.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 100, a. 8, ad tertium)

   Ad tertium dicendum quod occisio hominis prohibetur in Decalogo secundum quod habet rationem indebiti, sic enim praeceptum continet ipsam rationem iustitiae. Lex autem humana hoc concedere non potest, quod licite homo indebite occidatur. Sed malefactores occidi, vel hostes reipublicae, hoc non est indebitum. Unde hoc non contrariatur praecepto Decalogi, nec talis occisio est homicidium, quod praecepto Decalogi prohibetur, ut Augustinus dicit, in 1 De lib. arb. – Et similiter si alicui auferatur quod suum erat, si debitum est quod ipsum amittat, hoc non est furtum vel rapina, quae praecepto Decalogi prohibentur. – Et ideo quando filii Israel praecepto Dei tulerunt Aegyptiorum spolia [Ex. 12,35], non fuit furtum, quia hoc eis debebatur ex sententia Dei. – Similiter etiam Abraham, cum consensit occidere filium [Gen. 22], non consensit in homicidium, quia debitum erat eum occidi per mandatum Dei, qui est Dominus vitae et mortis. Ipse enim est qui poenam mortis infligit omnibus hominibus, iustis et iniustis, pro peccato primi parentis, cuius sententiae si homo sit executor auctoritate divina, non erit homicida, sicut nec Deus. – Et similiter etiam Osee, accedens ad uxorem fornicariam, vel ad mulierem adulteram [Os. 1,2], non est moechatus nec fornicatus, quia accessit ad eam quae sua erat secundum mandatum divinum, qui est auctor institutionis matrimonii. – Sic igitur praecepta ipsa Decalogi, quantum ad rationem iustitiae quam continent, immutabilia sunt. Sed quantum ad aliquam determinationem per applicationem ad singulares actus, ut scilicet hoc vel illud sit homicidium, furtum vel adulterium, aut non, hoc quidem est mutabile, quandoque sola auctoritate divina, in his scilicet quae a solo Deo sunt instituta, sicut in matrimonio, et in aliis huiusmodi; quandoque etiam auctoritate humana, sicut in his quae sunt commissa hominum iurisdictioni. Quantum enim ad hoc, homines gerunt vicem Dei, non autem quantum ad omnia.

CondividiShare on FacebookShare on Google+