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9 giugno – martedì Tempo Ordinario – 10a Settimana

9 giugno – martedì Tempo Ordinario – 10a Settimana
11/10/2019 elena

9 giugno – martedì
Tempo Ordinario – 10a Settimana

Prima lettura
(1 Re 17,7-16)

   In quei giorni, il torrente [nei cui pressi Elìa si era nascosto] si seccò, perché non era piovuto sulla terra. Fu rivolta a lui la parola del Signore: «Àlzati, va’ a Sarèpta di Sidone; ecco, io là ho dato ordine a una vedova di sostenerti». Egli si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere». Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo». Elìa le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”». Quella andò e fece come aveva detto Elìa; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elìa.

La beneficenza

San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 31, a. 1, corpo)

   La beneficenza consiste essenzialmente nel fare del bene a qualcuno. Ma questo bene può essere considerato sotto due punti di vista. Prima di tutto sotto l’aspetto generico del bene. E da questo lato appartiene alla beneficenza in generale. E allora è un atto di amicizia, e quindi di carità. Infatti ogni atto di amore, come si è detto, include la benevolenza, con la quale uno vuole del bene all’amico. Ma la volontà tende a compiere ciò che vuole, se ne ha la possibilità. Perciò all’atto di amore segue logicamente la beneficenza verso l’amico. Quindi la beneficenza, nel suo aspetto generico, è un atto dell’amicizia, o della carità. Se però il bene che uno fa ad altri viene considerato sotto un qualche aspetto particolare di bene, allora la beneficenza riveste una speciale natura, e appartiene a una virtù speciale.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 31, a. 1, corpus)

   Respondeo dicendum quod beneficentia nihil aliud importat quam facere bonum alicui. Potest autem hoc bonum considerari dupliciter. Uno modo, secundum communem rationem boni. Et hoc pertinet ad communem rationem beneficentiae. Et hoc est actus amicitiae, et per consequens caritatis. Nam in actu dilectionis includitur benevolentia, per quam aliquis vult bonum amico, ut supra [q. 23 a. 1; q. 27 a. 2] habitum est. Voluntas autem est effectiva eorum quae vult, si facultas adsit. Et ideo ex consequenti benefacere amico ex actu dilectionis consequitur. Et propter hoc beneficentia secundum communem rationem, est amicitiae vel caritatis actus. Si autem bonum quod quis facit alteri accipiatur sub aliqua speciali ratione boni, sic beneficentia accipiet specialem rationem, et pertinebit ad aliquam specialem virtutem.

Vangelo (Mt 5,13-16)

   In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Il sale della terra

San Tommaso
(Sul Vangelo di S. Matteo,
c. 5, lez. 4, v. 13a)

   Voi siete il sale della terra. Gli Apostoli sono paragonati al sale in ragione della virtù, dell’origine e della consuetudine.
   Primo. In ragione della virtù, innanzitutto poiché hanno la virtù di dare sapore, in quanto il sale condisce gli alimenti; e così il discorso apostolico condiva le menti insipide. Col 4,6: «Il vostro parlare sia sempre aggraziato e condito di sale». In secondo luogo, il sale ha la capacità di disseccare; per cui S. Agostino dice che «il sale rende la terra sterile»: e così gli Apostoli, distrutto il regno del peccato, reprimevano il germe dei vizi. Sap 3,13: «Beata la sterile non contaminata, che non ha conosciuto un letto peccaminoso; avrà il suo frutto alla rassegna delle anime sante». In terzo luogo ha una virtù restrittiva; da cui S. Agostino: «il sale dissecca le carni»; così gli stessi carnali restringevano le concupiscenze. 1 Pt 2,11: «Vi scongiuro di astenervi dai desideri carnali». In quarto luogo ha una virtù purificativa, per cui S. Agostino dice: «Il sale preserva dai vermi e dalla putrefazione»; così la predicazione della parola divina tiene lontani dalla putredine dei vizi. Rm 6,12: «Non regni il peccato nel vostro corpo mortale, così da sottomettervi alle sue concupiscenze». In quinto luogo ha una virtù sanativa, come vedi in 4 Re 2,19 che Eliseo, con del sale messo in un vaso nuovo, risanò le acque di Gerico. E così, infuso il sale della sapienza celeste nel cuore degli Apostoli, furono risanate le acque, ossia i popoli. Sal 106,20: «Mandò la sua parola e li fece guarire».
   Secondo. Sono paragonati al sale in ragione dell’origine: infatti il sale viene ottenuto dall’acqua del mare e dal calore del fuoco o del sole; e gli Apostoli furono formati dall’acqua della tribolazione e dal calore dell’amore. Sal 65,12: «Siamo passati per il fuoco e l’acqua»; Lam 1,13: «Dal cielo ha scagliato un fuoco nelle mie ossa».
   Terzo. In ragione della consuetudine, poiché l’uso del sale era presente in ogni sacrificio. Lev 2,13: «Dovrai salare ogni tua vittima di oblazione». Questo era l’uso onesto, sia in occulto, sia allo scoperto, sia davanti a Dio, sia davanti al prossimo. Rm 12,17: «Cercate di compiere il bene non solo davanti a Dio, ma anche davanti agli uomini».

Testo latino di San Tommaso
(Super Matthaeum,

c. 5, lect. 4, v. 13a)

   Comparantur autem sali ratione virtutis, ratione originis, et ratione consuetudinis. Ratione virtutis primo, quia habet virtutem saporativam, quia cibos condit; sic sermo apostolicus mentes insipidas condiebat; Col. 4,6: omnis sermo vester in gratia semper sit sale conditus. Secundo habet vim arefactivam, unde Augustinus: sal sterilem terram facit: sic apostoli, destructo regno peccati, germen vitiorum compescebant. Sap. c. 3,13: felix sterilis et incoinquinata, quae nescivit thorum in delicto, habebit fructum in respectione animarum sanctarum. Tertio habet virtutem restrictivam, unde Augustinus: sal carnes desiccat: sic ipsi carnales concupiscentias restringebant; 1 Petr. 2,11: obsecro vos abstinere a carnalibus desideriis. Quarto habet virtutem mundificativam, unde Augustinus: sal a vermibus et putredine servat: sic praedicatio verbi divini arcet a putredine vitiorum; Rom. 6,12: non regnet peccatum in vestro mortali corpore, ut obediatis concupiscentiis eius. Quinto habet virtutem sanativam, sicut habes 4 Reg. 2,19 ss., quod Eliseus sale in vas novum misso sanavit aquas Iericho: sic infuso sale sapientiae caelestis in corde apostolorum, sanatae sunt aquae, idest populi; Ps. 106,20: misit verbum suum, et sanavit eos. Secundo comparantur sali ratione originis: nam sal ex aqua maris et calore ignis vel solis conficitur; et apostoli ex aqua tribulationis, et calore dilectionis facti sunt; Ps. 65, v. 12: transivimus per ignem et aquam; Thren. 1,13: de caelo misit ignem in ossibus meis. Tertio ratione consuetudinis, quia usus eius in omni sacrificio erat; Lev. 2,13: omnis victima sale salietur. Sic honesta conversatio erat, et in occulto, et in aperto, et coram Deo, et coram proximo; Rom. 12,17: providentes bona non tantum coram Deo, sed etiam coram hominibus.

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