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25 maggio – lunedì Tempo di Pasqua – 7a Settimana

25 maggio – lunedì Tempo di Pasqua – 7a Settimana
10/10/2019 elena

25 maggio – lunedì
Tempo di Pasqua – 7a Settimana

Prima lettura (At 19,1-8)

   Mentre Apollo era a Corìnto, Paolo, attraversate le regioni dell’altopiano, scese a Èfeso. Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù». Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini. Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.

Il battesimo di Giovanni
e la grazia

San Tommaso
(S. Th. III, q. 38, a. 3, corpo)

   Come si è già detto, tutto l’insegnamento e l’attività di Giovanni era una preparazione a Cristo: come i manovali e gli artigiani subalterni preparano la materia alla forma che darà l’artefice principale. Ora, la grazia doveva essere conferita agli uomini per mezzo di Cristo, come è detto in Gv 1 [17]: La grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Così dunque il battesimo di Giovanni non conferiva la grazia, ma soltanto preparava ad essa, in tre modi. Primo in quanto l’insegnamento di Giovanni induceva gli uomini alla fede in Cristo. Secondo, abituando gli uomini al rito del battesimo di Cristo. Terzo, mediante la conversione, preparandoli a ricevere gli effetti del battesimo cristiano.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 38, a. 3, corpus)

   Respondeo dicendum quod, sicut dictum est [a. 2 ad 2], tota doctrina et operatio Ioannis praeparatoria erat ad Christum, sicut ministri et inferioris artificis est praeparare materiam ad formam, quam inducit principalis artifex. Gratia autem conferenda erat hominibus per Christum, secundum illud Ioan. 1 [17], gratia et veritas per Iesum Christum facta est. Et ideo Baptismus Ioannis gratiam non conferebat, sed solum ad gratiam praeparabat, tripliciter. Uno quidem modo, per doctrinam Ioannis, inducentem homines ad fidem Christi. Alio modo, assuefaciendo homines ad ritum Baptismi Christi. Tertio modo, per poenitentiam, praeparando homines ad suscipiendum effectum Baptismi Christi.

Vangelo
(Gv 16,29-33)

   In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Ora conosciamo che sai tutto

San Tommaso
(S. Th. III, q. 10, a. 2, corpo)

   Nel chiederci se Cristo conosca nel Verbo tutte le cose dobbiamo precisare che l’espressione «tutte le cose» può essere intesa in due modi. Primo, in senso proprio, includendo tutte le cose che in qualunque maniera sono, saranno o sono state: o fatte, o dette, o pensate da chiunque in qualsiasi tempo. Ora, entro questi limiti l’anima di Cristo conosce nel Verbo tutte le cose. Infatti ogni intelletto creato può conoscere nel Verbo non tutte le cose in senso assoluto, ma tante più cose quanto più perfettamente vede il Verbo: a nessuno dei beati manca però la conoscenza nel Verbo delle cose che lo riguardano. Ora, a Cristo e alla sua dignità si riferiscono in certo qual modo tutte le cose, poiché ogni cosa è stata sottoposta a lui. Inoltre, egli stesso è stato costituito da Dio giudice di tutto, perché è il Figlio dell’Uomo, come è detto in Gv 5 [27]. Perciò l’anima di Cristo conosce nel Verbo tutte le realtà esistenti di qualunque tempo, e anche i pensieri degli uomini di cui è giudice, come è detto in Gv 2 [25]: Sapeva quello che c’è in ogni uomo; il che può riferirsi non solo alla scienza divina, ma anche alla scienza che la sua anima ha nel Verbo. – Secondo, l’espressione «tutte le cose» può intendersi in senso più largo, così da abbracciare non solo tutte le cose che sono in atto in qualsiasi tempo, ma anche tutte quelle che sono in potenza e mai verranno attuate. Di esse poi alcune sono soltanto nel potere di Dio. E queste l’anima di Cristo non le conosce tutte nel Verbo. Ciò infatti equivarrebbe a comprendere tutto quello che Dio può fare, vale a dire ad avere la piena comprensione della virtù divina, e quindi dell’essenza divina. Ogni virtù infatti viene conosciuta in base a ciò che può fare. Altre cose invece sono nel potere non solo di Dio, ma anche delle creature. E queste l’anima di Cristo le conosce tutte nel Verbo. Comprende infatti nel Verbo l’essenza di ogni creatura, e quindi la potenza, la virtù e tutto ciò che è in potere delle creature.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 10, a. 2, corpus)

   Respondeo dicendum quod, cum quaeritur an Christus cognoscat omnia in Verbo, dicendum est quod ly omnia potest dupliciter accipi. Uno modo, proprie, ut distribuat pro omnibus quae quocumque modo sunt vel erunt vel fuerunt, vel facta vel dicta vel cogitata a quocumque, secundum quodcumque tempus. Et sic dicendum est quod anima Christi in Verbo cognoscit omnia. Unusquisque enim intellectus creatus in verbo cognoscit, non quidem omnia simpliciter, sed tanto plura quanto perfectius videt Verbum, nulli tamen intellectui beato deest quin cognoscat in Verbo omnia quae ad ipsum spectant. Ad Christum autem, et ad eius dignitatem, spectant quodammodo omnia, inquantum ei subiecta sunt omnia. Ipse est etiam omnium iudex constitutus a Deo, quia Filius hominis est, ut dicitur Ioan. 5 [27]. Et ideo anima Christi in Verbo cognoscit omnia existentia secundum quodcumque tempus, et etiam hominum cogitatus, quorum est iudex, ita quod de eo dicitur, Ioan. 2 [25], ipse enim sciebat quid esset in homine; quod potest intelligi non solum quantum ad scientiam divinam, sed etiam quantum ad scientiam animae eius quam habet in Verbo. – Alio modo ly omnia potest accipi magis large, ut extendatur non solum ad omnia quae sunt actu secundum quodcumque tempus, sed etiam ad omnia quaecumque sunt in potentia nunquam reducta ad actum. Horum autem quaedam sunt solum in potentia divina. Et huiusmodi non omnia cognoscit in Verbo anima Christi. Hoc enim esset comprehendere omnia quae Deus potest facere, quod esset comprehendere divinam virtutem, et per consequens divinam essentiam; virtus enim quaelibet cognoscitur per cognitionem eorum in quae potest. Quaedam vero sunt non solum in potentia divina, sed etiam in potentia creaturae. Et huiusmodi omnia cognoscit anima Christi in verbo. Comprehendit enim in Verbo omnis creaturae essentiam, et per consequens potentiam et virtutem, et omnia quae sunt in potentia creaturae.

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