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18 maggio – lunedì Tempo di Pasqua – 6a Settimana

18 maggio – lunedì Tempo di Pasqua – 6a Settimana
10/10/2019 elena

18 maggio – lunedì
Tempo di Pasqua – 6a Settimana

Prima lettura
(At 16,11-15)

   Salpati da Tròade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpoli e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedònia. Restammo in questa città alcuni giorni. Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera e, dopo aver preso posto, rivolgevamo la parola alle donne là riunite. Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. Dopo essere stata battezzata assieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.

Dio che apre il cuore

San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 112, a. 2, corpo)

   Come sopra si è notato, col termine grazia si possono intendere due cose: talora si intende il dono abituale di Dio, ma spesso si intende lo stesso aiuto di Dio che muove l’anima al bene. Presa dunque nel primo senso la grazia esige una preparazione: poiché una forma non può trovarsi in una materia che non sia disposta. Se invece parliamo della grazia in quanto aiuto attuale di Dio che muove al bene, allora non si richiede alcuna preparazione da parte dell’uomo come precedente all’aiuto di Dio: anzi, qualunque possa essere la preparazione da parte dell’uomo, essa va attribuita all’aiuto di Dio che muove l’anima al bene. E in base a ciò lo stesso moto virtuoso del libero arbitrio con cui uno si prepara a ricevere il dono della grazia è un atto del libero arbitrio mosso da Dio: per cui si può dire che l’uomo si prepara, come in Pr: Sta all’uomo preparare l’animo. E tuttavia esso va attribuito principalmente alla mozione esercitata da Dio sul libero arbitrio: per cui è detto che spetta a Dio predisporre la volontà dell’uomo [Pr 8], e che il Signore dirige i suoi passi [Sal 36].

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 112, a. 2, corpus)

   Respondeo dicendum quod, sicut supra [q. 109 aa. 2-3.6.9; q. 110 a. 2; q. 111 a. 2] dictum est, gratia dupliciter dicitur, quandoque quidem ipsum habituale donum Dei; quandoque autem ipsum auxilium Dei moventis animam ad bonum. Primo igitur modo accipiendo gratiam, praeexigitur ad gratiam aliqua gratiae praeparatio, quia nulla forma potest esse nisi in materia disposita. Sed si loquamur de gratia secundum quod significat auxilium Dei moventis ad bonum, sic nulla praeparatio requiritur ex parte hominis quasi praeveniens divinum auxilium, sed potius quaecumque praeparatio in homine esse potest, est ex auxilio Dei moventis animam ad bonum. Et secundum hoc, ipse bonus motus liberi arbitrii quo quis praeparatur ad donum gratiae suscipiendum, est actus liberi arbitrii moti a Deo, et quantum ad hoc, dicitur homo se praeparare, secundum illud Prov. 16 [1], hominis est praeparare animum. Et est principaliter a Deo movente liberum arbitrium, et secundum hoc, dicitur a Deo voluntas hominis praeparari [Prov. 8,35], et a Domino gressus hominis dirigi [Ps. 36,23].

Vangelo
(Gv 15,26-16,4a)

   In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».

Lo Spirito di verità

San Tommaso
(Sul Vangelo di S. Giovanni,
c. 15, lez. 5, VII, v. 26, n. 2062)

   2062. Secondo, accenna alla sua processione eterna, quando mostra che lo Spirito Santo appartiene al Figlio, chiamandolo «Spirito di verità» (la verità infatti è lui stesso; vedi sopra, 14,6: «Io sono la via, la verità e la vita»), e appartiene al Padre, dicendo che «procede dal Padre». Perciò quando lo chiama «Spirito di verità», è come se dicesse: Spirito del Figlio, come in Gal 4,6: «Dio ha mandato nei vostri cuori lo Spirito del Figlio suo». E poiché il termine spirito sta a indicare un impulso, e d’altra parte ogni moto ha un effetto corrispondente la suo principio, come il riscaldamento corrisponde al corpo da cui emana; ne segue che lo Spirito Santo rende consimili coloro a cui è mandato a colui di cui è spirito e che lo manda. Perciò, essendo Spirito di verità, «insegna ogni verità», come vedremo (infra, 16,13). E in Giobbe si legge: «L’ispirazione dell’Onnipotente dà intelligenza». E poiché è Spirito del Figlio, produce dei figli. Vedi Rm 8,15: «Avete ricevuto uno Spirito di figli adottivi».
   Lo chiama inoltre «Spirito di verità» in opposizione allo spirito di menzogna. Vedi Is 19,14: «Il Signore ha mandato in mezzo all’Egitto uno spirito di errore»; parimenti in 1 Re 22,22: «Uscirò e sarò spirito di menzogna sulla bocca di tutti i suoi Profeti».

Testo latino di San Tommaso
(Super Ioannem,

c. 15, lect. 5, VII, v. 26, n. 2062)

   Secundo ponit processionem aeternam, ubi similiter Spiritum Sanctum ostendit pertinere ad Filium, cum dicit Spiritum veritatis; ipse enim est veritas; supra c. 14,6: ego sum via, veritas et vita: et ad Patrem, cum dicit qui a Patre procedit. Sic ergo quod dicit Spiritum veritatis, idem est ac si diceret Spiritum Filii; Gal. 4,6: misit Deus Spiritum Filii sui in corda vestra. Et quia hoc nomen spiritus quamdam impulsionem importat, omnis autem motus habet effectum convenientem suo principio, sicut calefactio facit calidum: consequens est ut Spiritus Sanctus eos, in quos mittitur, similes faciat ei cuius est spiritus: et ideo, cum sit spiritus veritatis, docet omnem veritatem, ut infra 16,13, dicitur; et Iob 32, v. 8: inspiratio Omnipotentis dat intelligentiam. Et similiter quia est Spiritus Filii, facit filios; Rom. 8,15: accepistis Spiritum adoptionis filiorum. Dicit autem Spiritus veritatis, ad differentiam spiritus mendacii; Is. 19,14: Dominus miscuit in medio Aegypti spiritum erroris; III Reg. ult., 22: egrediar, et ero spiritus mendax in ore omnium prophetarum eius.

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