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22 marzo Quarta Domenica di Quaresima

22 marzo Quarta Domenica di Quaresima
10/10/2019 elena

22 marzo
Quarta Domenica di Quaresima

Prima lettura
(1 Sam 16,1b.4.6-7.10-13)

   In quei giorni, il Signore disse a Samuele: «Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato. Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.

L’unzione di Cristo

San Tommaso
(Sul Salmo 44 (45), v. 8b)

   Per questo Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato con olio di letizia a preferenza dei tuoi eguali.
   Per questo … ti ha consacrato: qui viene posta la causa o finale o efficiente; come se dicesse: per questo hai operato la giustizia, perché Dio ti consacri. Ma forse che Cristo meritò questa unzione? No, ma meritò la manifestazione di questa unzione. E nella Scrittura si dice che qualcosa avviene quando viene manifestato. Ora, Cristo nella passione meritò l’esaltazione nella fede di tutti i popoli. E così l’espressione per questo designa la causa finale. Se invece designa la causa efficiente, allora bisognerà intenderla così: Come la tua sede e la verga ecc., per questo Dio ti ha consacrato. Nell’Antico Testamento venivano consacrati con l’unzione i sacerdoti e i re, come risulta nel caso di Davide in 3 Re 1. E anche i profeti venivano consacrati, come appare in Eliseo, che fu consacrato da Elia, 3 Re 19; e queste tre cose convengono a Cristo, che fu re: Lc 1: «Regnerà sulla casa di Giacobbe per sempre». Parimenti fu sacerdote, egli che offrì se stesso in sacrificio a Dio, Ef 5. E fu anche profeta, preannunciando la via della salvezza; Dt 18: «Il Signore susciterà un profeta dai figli di Israele». Ma in che modo lo consacrò? Non con olio visibile, poiché «il suo regno non è di questo mondo», Gv 18. Parimenti non esercitò un sacerdozio materiale, e quindi non fu unto con un olio materiale, ma con l’olio dello Spirito Santo: per cui dice, con olio di letizia. E lo Spirito Santo è detto olio, poiché come l’olio sopravanza tutti i liquidi, così lo Spirito Santo tutte le creature; Gen 1: «Lo Spirito del Signore si librava sulle acque», cioè deve essere sopra tutte le cose nel cuore degli uomini, essendo l’amore di Dio. In secondo luogo per la sua soavità. La misericordia e ogni soavità della mente è dallo Spirito Santo; 2 Cor 6: «Nella soavità, nella mansuetudine, nello Spirito Santo». In terzo luogo perché l’olio è diffusivo, e così lo Spirito Santo è comunicativo; 2 Cor ult. «La comunione dello Spirito Santo sia sempre con tutti voi, amen». Rm 5: «La carità di Dio è stata diffusa nei vostri cuori dallo Spirito Santo». Parimenti l’olio è d’alimento al fuoco e al calore, e lo Spirito Santo sostiene e nutre in noi il calore dell’amore; Cant. ult.: «Le sue lampade sono lampade di fuoco». E come l’olio illumina, così anche lo Spirito Santo; Gb 32: «L’ispirazione dell’Onnipotente dà l’intelligenza».
   Ma dice Dio, il tuo Dio. Qui la parola Dio o è al nominativo, o è al vocativo; in latino ciò è dubbio, ma in greco no, poiché nel testo greco c’è una volta il nominativo e l’altra volta il vocativo, poiché dice: «O Dio, il tuo Dio ti ha consacrato con olio di letizia». E si deve intendere che parla di Cristo che è Dio, e non può essere consacrato in quanto Dio, poiché in quanto Dio non può essere perfezionato; quindi bisogna prendere in Cristo qualche cosa in cui venga consacrato, e questa è la natura umana. E secondo questa ha Dio, poiché in quanto Dio non ha Dio. E si parla di olio di letizia, poiché nel tempo di letizia gli orientali si ungevano di olio; Is 61: «Olio di letizia al posto del lutto». E lo Spirito Santo è causa di letizia; Rm 14: «E gioia nello Spirito Santo». Gal 5: «Carità, gioia, pace»; poiché lo Spirito non può essere in qualcuno senza che questi non gioisca del bene presente e della speranza del bene futuro; per cui dice: a preferenza dei tuoi eguali, poiché Cristo fu consacrato più di tutti gli altri santi; Gv 1: «L’abbiamo visto pieno di grazia e di verità». E si parla di eguali [consortes] che vengono consacrati poiché tutto ciò che è in essi di questo olio, cioè della grazia dello Spirito Santo, è per ridondanza da Cristo; Gv 1: «Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto». Sal 132: «Come unguento dal capo che scende sulla barba, sulla barba di Aronne».

Testo latino di San Tommaso
(In Davidem Psal. XLIV, v. 8b)

   Propterea unxit. Hic ponitur causa vel finalis, vel effectiva; quasi dicat: ideo operatus es justitiam, ut Deus ungat te. Sed numquid meruit Christus hanc unctionem? Non, sed meruit manifestationem hujus unctionis. Et in Scriptura dicitur aliquid fieri, quando innotescit. Et Christus per passionem meruit exaltationem in fide omnium populorum. Et sic littera, propterea, designat causam finalem. Sed si sit causa effectiva, sic intelligetur; quasi dicat: ut sedes tua, et virga etc. propterea unxit te Deus. In veteri testamento ungebantur sacerdotes et reges, ut patet de David 1 Reg. 16, et de Salomone, ut patet 3 Reg. 1. Et prophetae inungebantur, ut patet de Eliseo, qui inunctus fuit ab Elia, 3 Reg. 19, et haec conveniunt Christo, qui fuit rex: Luc. 1: regnabit in domo Jacob in aeternum. Item fuit sacerdos, qui seipsum obtulit Deo sacrificium, Eph. 5. Item fuit propheta, qui praenunciavit viam salutis: Deut. 18: prophetam suscitabit Dominus de filiis Israel. Sed quomodo unxit? Non oleo visibili, quia regnum ejus non est de hoc mundo, Joan. 18: item non est functus sacerdotio materiali; et ideo non materiali oleo unctus, sed oleo Spiritus Sancti; et propterea dicit, oleo laetitiae. Et dicitur Spiritus Sanctus oleum: quia sicut oleum supereminet omnibus liquoribus, ita Spiritus Sanctus omnibus creaturis: Gen. 1: Spiritus Domini ferebatur super aquas, idest debet esse super omnia in cordibus hominum, quia est amor Dei. Secundo propter suavitatem suam. Misericordia et omnis suavitas mentis a Spiritu Sancto est: 2 Cor. 6: in suavitate, in mansuetudine, in Spiritu Sancto. Tertio, quia oleum est diffusivum, sic Spiritus Sanctus est communicativus: 2 Cor. ult. communicatio Sancti Spiritus sit semper cum omnibus vobis, amen: Rom. 5: charitas Dei diffusa est in cordibus vestris per Spiritum Sanctum. Item oleum est fomentum ignis et caloris, et Spiritus Sanctus fovet et nutrit amoris calorem in nobis: Cant. ult.: lampades ejus lampades ignis. Item oleum illuminat, ita et Spiritus Sanctus: Job 32: inspiratio omnipotentis dat intelligentiam. Sed dicit, Deus Deus. Haec littera Deus, vel est nominativi casus, vel vocativi; et ideo in latino est dubium: sed in graeco non, quia ibi unum est casus nominativi, et aliud vocativi, quia dicit, o Deus, Deus tuus unxit te oleo laetitiae. Et datur intelligi quod loquitur de Christo qui est Deus, et non potest inungi inquantum Deus, quia secundum quod Deus non potest promoveri: et ideo oportet aliquid accipi in Christo in quo ungatur, et haec est humana natura. Et secundum hanc habet Deum, quia secundum quod Deus, non habet Deum. Et dicitur oleum laetitiae, quia in tempore laetitiae Orientales ungebant se oleo: Isa. 61: oleum gaudii pro luctu. Spiritus Sanctus est causa gaudii: Rom. 14: et gaudium in Spiritu Sancto: Gal. 5: charitas, gaudium, pax: quia Spiritus Sanctus non potest esse in aliquo quin gaudeat de bono et spe futuri boni: unde dicit, prae consortibus tuis, quia Christus fuit unctus prae omnibus aliis sanctis: Joan. 1: vidimus eum plenum gratiae et veritatis. Consortes ejus dicuntur inungi, quia quidquid habetur de oleo isto, idest de gratia Spiritus Sancti, est ex redundantia Christi: Joan. 1: de plenitudine ejus omnes accepimus: Psalm. 132: sicut unguentum in capite et cetera.

Seconda lettura
(Ef 5,8-14)

   Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora, il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà».

La luce

San Tommaso
(S. Th. I, q. 67, a. 1, corpo)

   Trattando di un termine, possiamo parlarne in due modi: o risalendo alla sua accezione originaria, oppure attendendo al suo uso. Prendiamo il termine visione: esso fu usato dapprima per indicare l’atto della vista sensibile; ma per la dignità e certezza di questo senso fu esteso, nell’uso comune, a ogni atto conoscitivo degli altri sensi (diciamo infatti: guarda che sapore ha, come odora, come è caldo), e infine alla conoscenza intellettuale, come in quel passo di Mt: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. E la stessa cosa va detta a proposito del termine luce. Da principio infatti la parola fu adottata per significare ciò che rende possibile la manifestazione nel campo visivo, ma in seguito fu estesa a qualunque mezzo manifestativo, in tutti i campi della conoscenza. –Se dunque prendiamo il termine luce nella sua accezione originaria, allora nel mondo spirituale ha un significato metaforico, come dice S. Ambrogio; se invece la prendiamo nel senso corrente, che lo estende a ogni manifestazione, allora ha un significato proprio anche nel mondo spirituale.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. I, q. 67, a. 1, corpus)

   Respondeo dicendum quod de aliquo nomine dupliciter convenit loqui, uno modo, secundum primam eius impositionem; alio modo, secundum usum nominis. Sicut patet in nomine visionis, quod primo impositum est ad significandum actum sensus visus; sed propter dignitatem et certitudinem huius sensus, extensum est hoc nomen, secundum usum loquentium, ad omnem cognitionem aliorum sensuum (dicimus enim, vide quomodo sapit, vel quomodo redolet, vel quomodo est calidum); et ulterius etiam ad cognitionem intellectus, secundum illud Matth. 5 [8], beati mundo corde, quoniam ipsi Deum videbunt. Et similiter dicendum est de nomine lucis. Nam primo quidem est institutum ad significandum id quod facit manifestationem in sensu visus, postmodum autem extensum est ad significandum omne illud quod facit manifestationem secundum quamcumque cognitionem. Si ergo accipiatur nomen luminis secundum suam primam impositionem, metaphorice in spiritualibus dicitur, ut Ambrosius dicit. Si autem accipiatur secundum quod est in usu loquentium ad omnem manifestationem extensum, sic proprie in spiritualibus dicitur.

Vangelo
(Gv 9,1.6-9.13-17.34-38 forma breve)

   In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».
   Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

Il battesimo e l’illuminazione

San Tommaso
(S. Th. III, q. 69, a. 5, corpo e soluzione 2)

   Nel battesimo l’uomo viene rigenerato alla vita spirituale, che è propria dei credenti in Cristo, come dice S. Paolo: Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio (Gal 2,20). Ma la vita non appartiene che alle membra unite al capo, da cui esse ricevono la sensibilità e il movimento. Quindi è necessario che con il battesimo l’uomo sia incorporato a Cristo quale suo membro. – Ora, come dal capo naturale derivano alle membra la sensibilità e il movimento, così dal capo spirituale che è Cristo derivano alle sue membra il senso spirituale, che consiste nella conoscenza della verità, e il movimento spirituale, prodotto dall’impulso della grazia. Per cui è detto: Lo abbiamo visto pieno di grazia e di verità, e dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto (Gv 1,14.16). Ne segue quindi che i battezzati sono illuminati da Cristo con la conoscenza della verità, e fecondati da lui con la fecondità delle buone opere mediante l’infusione della grazia.
   2. L’insegnante illumina esteriormente compiendo l’ufficio del catechista, ma Dio illumina interiormente i battezzati disponendo i loro cuori all’accoglimento della dottrina della verità, come è detto: È scritto nei profeti: Tutti saranno ammaestrati da Dio (Gv 6,45).

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 69, a. 5, corpus e ad secundum)

   Respondeo dicendum quod per Baptismum aliquis regeneratur in spiritualem vitam, quae est propria fidelium Christi, sicut apostolus dicit, Gal. 2 [20], quod autem nunc vivo in carne, in fide vivo filii Dei. Vita autem non est nisi membrorum capiti unitorum, a quo sensum et motum suscipiunt. Et ideo necesse est quod per Baptismum aliquis incorporetur Christo quasi membrum ipsius. – Sicut autem a capite naturali derivatur ad membra sensus et motus, ita a capite spirituali, quod est Christus, derivatur ad membra eius sensus spiritualis, qui consistit in cognitione veritatis, et motus spiritualis, qui est per gratiae instinctum. Unde Ioan. 1 [14,16] dicitur, vidimus eum plenum gratiae et veritatis, et de plenitudine eius omnes accepimus. Et ideo consequens est quod baptizati illuminentur a Christo circa cognitionem veritatis, et fecundentur ab eo fecunditate bonorum operum per gratiae infusionem.
   Ad secundum dicendum quod doctor illuminat exterius per ministerium catechizando, sed Deus illuminat interius baptizatos, praeparans corda eorum ad recipiendam doctrinam veritatis, secundum illud Ioan. 6 [45], scriptum est in prophetis, erunt omnes docibiles Dei.

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