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3 marzo – martedì Tempo di Quaresima – 1a Settimana

3 marzo – martedì Tempo di Quaresima – 1a Settimana
09/10/2019 elena

3 marzo – martedì
Tempo di Quaresima – 1a Settimana

Prima lettura
(Is 55,10-11)

   Così dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Valore della parola di Dio

San Tommaso
(Su Isaia, c. 48, verso la fine)

   Nota sulla parola Udite.
   Le parole di Dio vanno ascoltate poiché sono utili innanzitutto per illuminare l’intelletto. Pr 6: «Il comandamento è una lucerna, e la legge luce». Secondo, per la dolcezza dell’affetto. Sal 118: «Quanto sono dolci al mio palato le tue parole! Più che il miele per la mia bocca». Terzo, per accendere l’amore. Ger 20: «La parola del Signore è divenuta nel mio cuore come un fuoco». Sal 9: «Le parole del Signore sono pure, argento raffinato nel fuoco». Quarto, per la rettitudine dell’opera. Pr 3: «Ho custodito la legge e il consiglio». Sesto, per l’istruzione degli altri. 2 Tm 3: «Tutta la Scrittura, divinamente ispirata, è utile per insegnare».

Testo latino di San Tommaso
(Super Isaiam, c. 48, circa finem)

   Matth. 5: beati pauperes et cetera. Verba Dei utilia: ad intellectus illustrationem, Prov. 6: mandatum lucerna etc., ad affectus delectationem, Ps.: quam dulcia faucibus etc., ad amoris accensionem, Ier. 20: factum est in corde etc., Ps.: eloquium Domini, ad operis rectitudinem, Ps.: dirige me in veritate etc., ad gloriae adeptionem, Prov. 3: custodi legem, ad aliorum instructionem, 2 Tim. 3: omnis doctrina divinitus et cetera.

Vangelo (Mt 6,7-15)

   In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Durata della preghiera

San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 83, a. 14, soluzione 1)

   1. Come dice S. Agostino, «pregare a lungo non è un pregare moltiplicando parole. Una cosa è un lungo discorso, e un’altra un affetto prolungato. Infatti del Signore stesso si legge che passava la notte in preghiera, e che pregava a lungo, per darci l’esempio». E aggiunge: «Eliminate dalla preghiera i lunghi discorsi, ma non manchi il prolungato supplicare, se permane una fervente tensione dell’animo. Infatti parlare a lungo nel pregare è compiere un’azione necessaria con parole inutili. Spesso invece questo dovere è compiuto meglio con i gemiti che con le parole».

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 83, a. 14, ad primum)

   Ad primum ergo dicendum quod, sicut Augustinus dicit, ad Probam, non est hoc orare in multiloquio, si diutius oretur. Aliud est sermo multus; aliud diuturnus affectus. Nam et de ipso Domino scriptum est quod pernoctaverit in orando [Luc. 6,12], et quod prolixius oraverit [Luc. 22,43], ut nobis praeberet exemplum. Et postea subdit, absit ab oratione multa locutio, sed non desit multa precatio, si fervens perseverat intentio. Nam multum loqui est in orando rem necessariam superfluis agere verbis. Plerumque autem hoc negotium plus gemitibus quam sermonibus agitur.

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