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10 febbraio – lunedì Memoria di Santa Scolastica Tempo Ordinario – 5a Settimana

10 febbraio – lunedì Memoria di Santa Scolastica Tempo Ordinario – 5a Settimana
08/10/2019 elena

10 febbraio – lunedì
Memoria di Santa Scolastica
Tempo Ordinario – 5a Settimana

Prima lettura
(1 Re 8,1-7.9-13)

   In quei giorni, Salomone convocò presso di sé in assemblea a Gerusalemme gli anziani d’Israele, tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per fare salire l’arca dell’alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion. Si radunarono presso il re Salomone tutti gli Israeliti nel mese di Etanìm, cioè il settimo mese, durante la festa. Quando furono giunti tutti gli anziani d’Israele, i sacerdoti sollevarono l’arca e fecero salire l’arca del Signore, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti e i levìti. Il re Salomone e tutta la comunità d’Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all’arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano calcolare per la quantità. I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza del Signore al suo posto nel sacrario del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini. Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell’arca; i cherubini, cioè, proteggevano l’arca e le sue stanghe dall’alto. Nell’arca non c’era nulla se non le due tavole di pietra, che vi aveva deposto Mosè sull’Oreb, dove il Signore aveva concluso l’alleanza con gli Israeliti quando uscirono dalla terra d’Egitto. Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio del Signore, e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio del Signore. Allora Salomone disse: «Il Signore ha deciso di abitare nella nube oscura. Ho voluto costruirti una casa eccelsa, un luogo per la tua dimora in eterno».

L’arca

San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 102, a. 4,
soluzione 6 – parte centrale)

   Egli [Cristo] viene infatti indicato dal propiziatorio, perché egli stesso è la propiziazione per i nostri peccati, come è detto in 1 Gv. Ed è giusto che tale propiziatorio sia portato dai cherubini; poiché di lui è detto: Lo adorino tutti gli angeli di Dio (Eb). Inoltre egli viene indicato dall’arca: poiché come l’arca era stata costruita con legno di acacia, così il corpo di Cristo era costituito di membra purissime. Ed era dorata: poiché Cristo fu pieno di sapienza e di carità, rappresentate dall’oro. E dentro l’arca c’era un vaso d’oro, cioè un’anima santa, il quale conteneva la manna, cioè tutta la pienezza della divinità [Col]. E nell’arca c’era la verga, ossia il potere sacerdotale: poiché Cristo divenne sacerdote in eterno [Eb]. E vi erano anche le parole dell’alleanza, per indicare che Cristo era il vero legislatore.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. I-II, q. 102, a. 4,

ad sextum pars media)

   Ipse enim significatur per propitiatorium, quia ipse est propitiatio pro peccatis nostris, ut dicitur 1 Ioan. 2 [2]. Et convenienter hoc propitiatorium a Cherubim portatur, quia de eo scriptum est, adorent eum omnes Angeli Dei, ut habetur Heb. 1 [6]. Ipse etiam significatur per arcam, quia sicut arca erat constructa de lignis setim, ita corpus Christi de membris purissimis constabat. Erat autem deaurata, quia Christus fuit plenus sapientia et caritate, quae per aurum significantur. Intra arcam autem erat urna aurea, idest sancta anima; habens manna, idest omnem plenitudinem divinitatis [Col. 2,9] Erat etiam in arca virga, idest potestas sacerdotalis, quia ipse est factus sacerdos in aeternum [Hebr. 6,20]. Erant etiam ibi tabulae testamenti, ad designandum quod ipse Christus est legis dator.

Vangelo (Mc 6,53-56)

   In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

Tutti corrono dal medico

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Marco,
c. 6, lez. 8, vv. 53-56)

   GLOSSA: Poiché l’Evangelista aveva parlato del pericolo che i discepoli avevano corso in mezzo al mare, e del modo in cui ne erano stati liberati, ora dice dove essi giunsero remando: Compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Genèzaret. TEOFILATTO: Dopo lungo tempo il Signore approdò nel luogo di cui si è già parlato, ed è per questo che si aggiunge: Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe, cioè gli abitanti del luogo. BEDA: Lo conobbero non dal viso, ma a causa della sua fama. È anche possibile che egli fosse stato conosciuto di vista da molti di loro, a causa dello splendore dei suoi miracoli. Nota poi la fede di questi abitanti del paese di Genèzaret, i quali non si accontentano di possedere essi stessi la salvezza, ma mandano inviati nei dintorni, a tutte le altre città, perché tutti accorrano al medico: e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. TEOFILATTO: Non lo pregavano di venire nelle case per guarirvi i malati, ma portavano essi stessi i loro malati; per cui segue anche: E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. Il miracolo dell’emorroissa era giunto alle orecchie di un gran numero di persone, e comunicava a molti quella fede che doveva salvarli; segue infatti: e quanti lo toccavano venivano salvati. BEDA: In senso mistico per frangia del vestito si intende il più piccolo dei precetti: colui che lo trasgredirà sarà chiamato il più piccolo nel regno dei cieli. Oppure vi possiamo vedere la carne presa dal Figlio di Dio, mediante la quale giungiamo fino a lui per godere alla fine della sua maestà. GIROLAMO: Ciò che poi è detto: e quanti lo toccavano venivano salvati, si adempirà quando fuggiranno il dolore e il gemito.

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Marcum,
c. 6, lect. 8, vv. 53-56)

   Glossa. Quia Evangelista exposuerat periculum quod discipuli in navigando sustinuerant, et quomodo fuerant liberati, nunc ostendit quo navigando pervenerint, dicens et cum transfretassent pervenerunt in terram Genezareth, et applicuerunt. Theophylactus. Post magnum autem spatium temporis ad praedictum locum Dominus transfretavit; et ideo Evangelista subdit cumque egressi essent de navi, continuo cognoverunt eum, scilicet incolae. Beda.Cognoverunt autem eum rumore, non facie; vel prae signorum magnitudine, et vultu plurimis notus erat. Vide autem quanta fides sit hominum terrae Genezareth, ut non praesentium tantum salute contenti sint, sed mittant ad alias per circuitum civitates, quo omnes currant ad medicum; unde sequitur et percurrentes universam regionem illam, coeperunt in grabatis illos qui se male habebant, circumferre, ubi audiebant eum esse. Theophylactus. Non enim ad domos invitabant eum ut curaret, sed magis ipsi male habentes afferebant ad eum; unde etiam sequitur et quocumque introibat in vicos, aut in villas, aut in civitates, in plateis ponebant infirmos, et deprecabantur eum, ut vel fimbriam vestimenti eius tangerent. Miraculum enim quod circa mulierem haemorrhoissam contigerat, ad aures multorum devenerat, et multam fidem eis dabat, ex qua sanabantur; sequitur enim et quotquot tangebant eum, salvi fiebant. Beda. Mystice autem fimbriam vestimenti eius minimum mandatum intellige; quod quicumque transgressus fuerit, minimus vocabitur in regno caelorum: vel assumptionem carnis, per quam venimus ad verbum Dei, et illius postea fruimur maiestate. Hieronymus. Quod autem dicitur et quotquot tangebant eum, salvi fiebant, implebitur quando fugiet dolor, et gemitus.

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