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30 dicembre – lunedì VI giorno fra l’ottava di Natale

30 dicembre – lunedì VI giorno fra l’ottava di Natale
07/10/2019 elena

30 dicembre – lunedì
VI giorno fra l’ottava di Natale

Prima lettura
(1 Gv 2,12-17)

   Scrivo a voi, figlioli, perché vi sono stati perdonati i peccati in virtù del suo nome. Scrivo a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è da principio. Scrivo a voi, giovani, perché avete vinto il Maligno. Ho scritto a voi, figlioli, perché avete conosciuto il Padre. Ho scritto a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è da principio. Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti e la parola di Dio rimane in voi e avete vinto il Maligno. Non amate il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo – la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita – non viene dal Padre, ma viene dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!

Il distacco dal mondo

San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 188, a. 2, soluzione 3)

   3. Ci sono due modi di stare nel secolo: primo, con il corpo; secondo, con l’affetto. Disse infatti il Signore ai suoi discepoli: Io vi ho scelti dal mondo [Gv 15,19]; dopo però egli così pregò il Padre per loro: Essi sono nel mondo, e io vengo a te [17,11]. Perciò, sebbene i religiosi occupati nelle opere della vita attiva siano nel mondo con il corpo, non sono però in esso con l’affetto dell’anima: poiché sono occupati nelle opere esteriori non per cercare qualcosa nel mondo, ma a onore di Dio; essi infatti usano di questo mondo come se non ne usassero (1 Cor 7,31). Per cui anche in Gc 1 [27], dopo aver detto: Religione pura e senza macchia è soccorrere gli orfani e le vedove, si continua: E conservarsi puri da questo mondo, in modo cioè da non essere trattenuti con l’affetto nelle cose del secolo.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 188, a. 2, ad tertium)

   Ad tertium dicendum quod dupliciter aliquis potest esse in saeculo, uno modo, per praesentiam corporalem; alio modo, per mentis affectum. Unde et discipulis suis Dominus dicit [Ioan. 15,19], ego elegi vos de mundo, de quibus tamen ad Patrem loquitur dicens [Ioan 17,11], hi in mundo sunt, et ego ad te venio. Quamvis igitur religiosi qui circa opera activae vitae occupantur, sint in saeculo secundum praesentiam corporalem, non tamen sunt in saeculo quantum ad mentis affectum, quia in exterioribus occupantur non quasi quaerentes aliquid in mundo, sed solum propter divinum obsequium; utuntur enim hoc mundo tanquam non utentes, ut dicitur 1 ad Cor. 7 [31]. Unde et Iac. 1, postquam dictum est quod religio munda et immaculata est visitare pupillos et viduas, subditur [Iac. 1.27], et immaculatum se custodire ab hoc saeculo, ut scilicet affectu in rebus saeculi non detineatur.

Vangelo (Lc 2,36-40)

   [Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

La profetessa Anna

San Tommaso
(S. Th. III, q. 36, a. 3, corpo)

   La salvezza che Cristo doveva portare riguardava tutti gli uomini; poiché, come è detto in Col 3 [11], in Cristo non c’è maschio e femmina, Gentile e Giudeo, schiavo e libero, e nessun’altra differenza del genere. Ora, affinché ciò fosse prefigurato fin dalla nascita di Cristo, egli si diede a conoscere a uomini di ogni condizione. Infatti, come nota S. Agostino, «i pastori erano Israeliti, i Magi pagani. I primi vicini, i secondi lontani. E tutti convennero come alla pietra angolare». E vi fu anche un’altra differenza tra di loro: infatti i Magi erano sapienti e potenti, i pastori semplici e di basso rango. E si diede a conoscere anche ai giusti come Simeone e Anna, e ai peccatori, cioè ai Magi; inoltre si manifestò agli uomini e alle donne: come ad Anna: perché fosse evidente che nessuna condizione umana era esclusa dalla salvezza portata da Cristo.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 36, a. 3, corpus)

   Respondeo dicendum quod salus quae erat futura per Christum, ad omnem diversitatem hominum pertinebat, quia, sicut dicitur Col. 3 [11], in Christo non est masculus et femina, gentilis et Iudaeus, servus et liber, et sic de aliis huiusmodi. Et ut hoc in ipsa Christi nativitate praefiguraretur, omnibus conditionibus hominum est manifestatus. Quia, ut Augustinus dicit, in sermone De Epiphania, pastores erant Israelitae, magi gentiles. Illi prope, isti longe. Utrique tanquam ad angularem lapidem concurrerunt. Fuit etiam inter eos alia diversitas, nam magi fuerunt sapientes et potentes, pastores autem simplices et viles. Manifestatus est etiam iustis, Simeoni et Annae, et peccatoribus, scilicet magis; manifestatus est etiam et viris et mulieribus, scilicet Annae; ut per hoc ostenderetur nullam conditionem hominum excludi a Christi salute.

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