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7 dicembre – Sabato Memoria di Sant’Ambrogio Tempo di Avvento – 1a Settimana

7 dicembre – Sabato Memoria di Sant’Ambrogio Tempo di Avvento – 1a Settimana
07/10/2019 elena

7 dicembre – Sabato
Memoria di Sant’Ambrogio
Tempo di Avvento – 1a Settimana

Prima lettura
(Is 30,19-21.23-26)

   Messaggio che Isaia, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme. Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: «Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri». Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra. Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore.

Efficacia della parola di Dio

San Tommaso
(Su Isaia, c. 30, v. 23)

   Nota sulle parole: e anche il pane, prodotto della terra, che la parola di Dio è un pane innanzitutto ristretto, per la difficoltà dell’osservanza. Mt 7: «Stretta è la via che conduce alla vita». Secondo, sommamente ubertoso per l’utilità del frutto. Più avanti 55: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, e averla fatta germogliare, così sarà la parola che uscirà dalla mia bocca». Terzo, pingue per la soavità del diletto. Gen 49:«Aser pane pingue».

Testo latino di San Tommaso
(In Isaiam, c. 30, v. 23)

   Nota super illo verbo, et panes frugum, quod verbum Dei est panis primo arctus propter observandi difficultatem. Matth. 7: arcta est via quae ducit ad vitam. Secundo uberrimus propter fructus utilitatem. Infra 55: quomodo descendit imber de caelo et inebriat terram et germinat et illic ultra non revertitur sic erit verbum quod egredietur de ore meo. Tertio pinguis propter delectationis suavitatem. Gen. 49: Aser panis pinguis.

Vangelo (Mt 9,35-10,1.6-8)

   In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
   Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
   Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
   E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

La predicazione
è il frutto della compassione

San Tommaso
(Sul Vangelo di S. Matteo,
c. 10, lez. 1, vv. 6-7, nn. 816-817)

   816. Rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Perché pecore? Poiché perirono più per colpa dei Farisei che per colpa loro. Da cui Sal 99,3: «Noi siamo suo popolo, e gregge del suo pascolo». E 1 Pt 2,25: «Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime».
   817. Ma che cosa faranno disperdendosi qua e là? Strada facendo, predicate. Gv 15,16: «Vi ho posti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga» ecc. E li manda come egli è stato mandato, cioè a predicare. Per cui convertitevi ecc. E come Gesù aveva iniziato (sopra 4,17), «convertitevi», così comandò loro. Aveva iniziato: «Convertitevi, poiché il regno dei cieli è vicino»; Sal 118,155: «Lontano dagli empi è la salvezza»; ma ora è vicina per la passione di Cristo; Eb 9,12: «In virtù del proprio sangue è entrato una volta per sempre nel santuario, ottenendo così una redenzione eterna». Per cui dice [il regno dei cieli] è vicino, cioè attraverso la mia passione; per cui è fondato in essi per la partecipazione della grazia: «Infatti il regno di Dio è dentro di voi» (Lc 17,21).

Testo latino di San Tommaso
(Super Matthaeum,

c. 10, lect. 1, vv. 6-7, nn. 816-817)

   Sed potius ite ad oves quae perierunt domus Israel. Et quare oves? Quia magis perierunt ex culpa Pharisaeorum, quam ex culpa ipsorum. Unde Ps. 99,3: nos autem populus eius, et oves pascuae eius. Et 1 Petr. c. 2,25: eratis sicut oves errantes; sed conversi estis ad pastorem et episcopum et cetera. Sed quid facient discurrentes? Euntes autem praedicate. Io. 15,16: posui vos ut eatis, et fructum afferatis, et fructus vester maneat et cetera. Et mittit eos, sicut ipse missus est, scilicet ad praedicandum. Unde agite poenitentiam, et cetera. Et sicut Iesus inceperat, agite poenitentiam, sic praecepit eis. Inceperat, agite poenitentiam, appropinquabit enim regnum caelorum; Ps. 118,155: longe enim a peccatoribus salus; sed modo est prope per passionem Christi; Hebr. 9,12: per proprium sanguinem introivit semel in sancta, aeterna redemptione inventa. Unde dicit appropinquabit, scilicet per passionem meam; unde in eis fundatur per participationem gratiae: totum enim regnum Dei intra vos est.

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