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2 dicembre – lunedì Tempo di Avvento – 1a Settimana

2 dicembre – lunedì Tempo di Avvento – 1a Settimana
07/10/2019 elena

2 dicembre – lunedì
Tempo di Avvento – 1a Settimana

Prima lettura (Is 2,1-5)

   Messaggio che Isaia, figlio di Amoz, ricev ette in visione su Giuda e su Gerusalemme. Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: «Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri». Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra. Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore.

La “medicina” di Dio

San Tommaso
(Su Isaia, c. 2, n. 1, v. 2)

   Sembra che la preparazione di questa salvezza che è mediante l’Incarnazione del Figlio di Dio dovesse iniziare sin dal principio del genere umano, poiché contro la malattia si agisce tanto più facilmente quanto prima viene somministrata la medicina.
   A ciò bisogna rispondere che il Profeta parla degli ultimi giorni, e non dei primi, perché la medicina contro il peccato deve essere data secondo la condizione della malattia. Ora, poiché il peccato dell’uomo fu dovuto alla superbia, in quanto egli disprezzò i precetti di Dio, fu necessario che l’umanità si preparasse alla medicina con l’umiltà, così da conoscere la pochezza delle sue forze: infatti nella legge naturale e nella legge scritta non poteva trovare un aiuto sufficiente; e così fosse spinto a cercare la medicina con un ardore tanto maggiore quanto minore era l’aiuto che trovava in se stesso.

Testo latino di San Tommaso
(In Isaiam, c. 2, n. 1, v. 2)

   Sed videtur quod a principio humani generis debuerit ista salus praeparari quae est per incarnationem Filii Dei: quia quanto morbo per medicinam citius subvenitur, facilius curatur.
   Ad quod dicendum quod medicina debet offerri secundum conditionem morbi. Et quia peccatum hominis fuit per superbiam, qua praecepta Dei contempsit, oportuit quod ad salutis medicinam percipiendam praepararetur per humilitatem, ut cognosceret infirmitatem suarum virium: quia nec lege naturali nec lege scripta adiutus poterat sibi providere; et sic tanto humilius et artentius medicinam quaereret, quanto in se auxilium sibi non inveniebat.

Vangelo (Mt 8,5-11)

   In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
   Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
   Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

La chiamata dei pagani

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Matteo,
c. 8, lez. 3, v. 11)

   Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente. AGOSTINO: Non dice tutti, ma molti; tuttavia dall’oriente e dall’occidente; e con queste due parti viene designata tutta la terra. AIMONE: Oppure vengono dall’oriente coloro che muoiono subito dopo essere stati illuminati, dall’occidente coloro che tollerano la persecuzione per la fede sino alla morte; oppure uno viene dall’oriente se ha cominciato a servire Dio dall’infanzia, dall’occidente se si converte a Dio in età senile. ORIGENE: Ma in che senso dice altrove che pochi sono gli eletti? In ogni generazione vi sono pochi eletti, ma quando Dio visiterà il mondo, riuniti tutti insieme, saranno molto numerosi. Segue: e siederanno a mensa, non sedendo fisicamente, ma riposando spiritualmente; non bevendo temporalmente, ma banchettando eternamente con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, dove ci sono la luce, l’esultanza, la gloria e la longevità della vita eterna. GIROLAMO: Dato poi che il Dio di Abramo, creatore del cielo, è il Padre di Cristo, per questo nel regno dei cieli si trova anche Abramo, col quale siederanno a mensa le nazioni che hanno creduto in Cristo Figlio del Creatore.

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Matthaeum, c. 8, lect. 3, v. 11)

   «Dico autem vobis, quod multi ab oriente et occidente venient». AUGUSTINUS, De verb. Dom.: Non omnes ait, sed «Multi»; tamen ipsi ab oriente et occidente: istis duabus partibus totus orbis designatur. HAYMO: Vel ab oriente veniunt qui statim illuminati transeunt; ab occidente hi qui persecutionem usque ad mortem toleraverunt pro fide; vel ab oriente quis venit, cum ab infantia Deo servire incipit; ab occidente, dum in ipsa decrepita aetate ad Deum convertitur. ORIGENES: Sed quomodo alibi dicit, quod pauci sunt electi? Per diversas enim generationes pauci electi sunt, simul vero congregati in tempore visitationis multi invenientur. Sequitur et recumbent, non carnaliter iacentes, sed spiritualiter requiescentes; non temporaliter potantes, sed aeternaliter epulantes cum Abraham, Isaac et Iacob in regno caelorum, ubi lux, exultatio, gloria, et longaevitas vitae aeternae. HIERONYMUS: Quia autem Deus Abraham caeli conditor, Pater Christi est, idcirco in regno caelorum est et Abraham, cum quo accubiturae sunt nationes quae crediderunt in Christum Filium creatoris.

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