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29 ottobre – martedì Tempo Ordinario – 30a Settimana

29 ottobre – martedì Tempo Ordinario – 30a Settimana
28/02/2019 elena

29 ottobre – martedì
Tempo Ordinario – 30a Settimana

Prima lettura (Rm 8,18-25)

   Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

L’eccellenza della gloria futura

San Tommaso
(Sulla lettera ai Romani,
c. 8, lez. 4, vv. 18, nn. 654-655)

   654. Qui pone quattro elementi per dimostrare l’eccellenza di quella gloria. In primo luogo, indica la sua eternità, dicendo: «futura», cioè dopo questo tempo; ora, dopo questo tempo non c’è altro che l’eternità. Perciò quella gloria supera le sofferenze di questo tempo come l’eterno supera il temporale. 2 Cor 4,17: «Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria».
   In secondo luogo, designa la sua dignità, quando dice: «gloria», il che suggerisce un certo splendore di dignità. Sal 149: «Esulteranno i santi nella gloria».
   In terzo luogo, ne indica la manifestazione, dicendo «sarà rivelata». Infatti, sin da ora i santi hanno la gloria, ma nascosta nella coscienza. 2 Cor 1,12: «Questa è la nostra gloria: la testimonianza della coscienza». Allora, invece, quella gloria sarà rivelata al cospetto di tutti, sia dei buoni che dei cattivi; di essi in Sap 5,2 si dice: «Si meraviglieranno per la subitaneità della salvezza insperata».
   In quarto luogo, designa la sua verità, dicendo: «in noi». Infatti vana è la gloria di questo mondo, trovandosi nelle cose esteriori all’uomo, per esempio nel fasto delle ricchezze e nell’opinione degli uomini. Sal 48,7: «Si gloriano per l’abbondanza delle loro ricchezze». Invece quella gloria sarà di ciò che è dentro l’uomo, secondo quanto si dice in Lc 17,21: «Il regno di Dio è dentro di voi».
   655. Così, dunque, le sofferenze di questo tempo, considerate in se stesse, si distaccano assai dalla grandezza di questa gloria Is 54,7: «Per un breve istante ti ho abbandonata, ma con immenso amore ti riprenderò». Ma se tali sofferenze sono considerate in quanto sopportate volontariamente per Dio con la carità, che lo Spirito Santo opera in noi, allora giustamente, attraverso di esse, si merita la vita eterna. Infatti lo Spirito Santo è la fonte le cui acque, cioè gli effetti, zampillano per la vita eterna, come si dice in Gv 4,14.

Testo latino di San Tommaso
(Super epistolam ad Romanos,

c. 8, lect. 4, v. 18, nn. 654-655)

   Ubi quatuor ponit ad ostendendum excellentiam illius gloriae. Primo quidem designat eius aeternitatem, cum dicit ad futuram, scilicet post hoc tempus; nihil autem est post hoc tempus nisi aeternitas. Unde illa gloria excedit passiones huius temporis, sicut aeternum temporale. 2 Cor. 4, v. 17: id enim quod in praesenti est momentaneum, et leve tribulationis nostrae, supra modum in sublimitate aeternum gloriae pondus operatur in nobis. Secundo designat eius dignitatem, cum dicit gloriam, quae claritatem quamdam dignitatis insinuat. Ps. 149,5: exultabunt sancti in gloria. Tertio designat manifestationem cum dicit quae revelabitur. Nunc enim gloriam quidem habent sancti, sed occultatam in conscientia. 2 Cor. 1,12: gloria nostra haec est: testimonium conscientiae nostrae. Tunc autem gloria illa in conspectu omnium revelabitur, et bonorum et malorum, de quibus dicitur Sap. 5,2: mirabuntur in subitatione insperatae salutis. Quarto designat eius veritatem, cum dicit in nobis. Gloria enim huius mundi vana est, quia est in his quae sunt extra hominem, puta in apparatu divitiarum et in opinione hominum. Ps. 48,7: in multitudine divitiarum suarum gloriantur. Sed illa gloria erit de eo quod est intra hominem, secundum illud Lc. 17,21: regnum Dei intra vos est. Sic igitur passiones huius temporis, si secundum se considerentur, multum deficiunt a quantitate huius gloriae. Is. 54, v. 7: ad punctum in modico dereliqui te, et in miserationibus magnis congregabo te. Sed si considerentur huiusmodi passiones inquantum eas aliquis voluntarie sustinet propter Deum ex charitate, quam in nobis Spiritus facit, sic ex condigno per huiusmodi passiones homo meretur vitam aeternam. Nam Spiritus Sanctus est fons cuius aquae, id est effectus, saliunt in vitam aeternam, ut dicitur Io. 4,14.

Vangelo
(Lc 13,18-21)

   In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Il lievito e l’amore

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Luca,
c. 13, lez. 4, v. 21)

   BEDA: Oppure il lievito indica l’amore, il quale fa ardere ed eccita la mente. Pertanto la donna, cioè la Chiesa, nasconde il lievito dell’amore in tre staia: poiché comanda che amiamo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. E questo fino a quando il tutto sia fermentato, cioè fino a quando l’amore trasformi tutta l’anima nella sua perfezione; e ciò ha inizio in questa vita, ma sarà reso perfetto nella vita futura.

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Lucam,

c. 13, lect. 4, v. 21)

   Beda. Vel fermentum dilectionem dicit, quae fervere facit, et excitat mentem. Abscondit ergo mulier, idest Ecclesia, fermentum dilectionis in sata tria: quia praecepit ut diligamus Deum ex toto corde, ex tota anima et ex tota virtute. Et hoc donec fermentetur totum, idest donec caritas totam mentem in sui perfectionem commutet; quod hic inchoatur, sed in futurum perficietur.

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