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28 ottobre – lunedì Santi Simone e Giuda Apostoli Tempo Ordinario – 30a Settimana

28 ottobre – lunedì Santi Simone e Giuda Apostoli Tempo Ordinario – 30a Settimana
28/02/2019 elena

28 ottobre – lunedì
Santi Simone e Giuda Apostoli
Tempo Ordinario – 30a Settimana

Prima lettura (Ef 2,19-22)

   Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

Il fondamento
degli Apostoli e dei Profeti

San Tommaso
(Sulla lettera agli Efesini,
c. 2, lez. 6, v. 20, nn. 127-128)

   127. Ora, egli pone un doppio fondamento: uno secondario e l’altro principale. Fondamento secondario sono gli apostoli e i profeti. E a questo proposito dice che non sono stranieri, ma cittadini che già appartengono all’edificio spirituale, in quanto «edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti», cioè di coloro che sono apostoli e profeti, vale a dire sopra il loro insegnamento.
   Oppure in un altro modo: «sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti», cioè su Cristo, che è il fondamento degli apostoli e dei profeti, come se dicesse: siete stati edificati sopra lo stesso fondamento su cui gli apostoli e i profeti sono stati edificati, essi che provenivano dai Giudei.
   Queste due spiegazioni differiscono solo verbalmente; ma la prima sembra più conveniente; perché, se la seconda fosse più conveniente, allora non ci sarebbe alcun motivo per aggiungere: «avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù», essendo lui stesso il fondamento principale. Per cui ciò concorda meglio con la prima spiegazione, in modo però che la pietra angolare e il fondamento principale siano Cristo stesso. Tuttavia nel significato le due spiegazioni non sono per nulla diverse, perché è la stessa cosa dire che Cristo è il fondamento e che la dottrina degli apostoli e dei profeti è il fondamento; poiché essi non predicarono altro che Cristo, e non se stessi; perciò accogliere la loro dottrina è accogliere Cristo crocifisso. 1 Cor 1,23: «Noi predichiamo Cristo crocifisso», cioè, 1 Pt 1,12: «A loro fu rivelato che non per se stessi, ma per voi…». Inoltre 1 Cor 2,16: «Noi abbiamo il pensiero di Cristo».
   128. Si deve notare che gli apostoli sono detti fondamenta. Sal 86,1: «Le sue fondamenta sono sui monti santi». Is 54,11: «Io pongo sugli zaffiri le tue fondamenta», cioè nelle forze celesti. Ora, sono detti espressamente fondamenta in Ap 21,14: «Le mura della città poggiano su dodici fondamenta, sopra le quali sono i dodici nomi degli apostoli». I quali sono detti fondamenta in quanto con il loro insegnamento annunciano Cristo. Mt 16,18: «Su questa pietra edificherò la mia Chiesa».
   Dice poi «degli apostoli e dei profeti» per indicare che entrambi gli insegnamenti sono necessari per la salvezza. Mt 13,52: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Inoltre per mostrare l’accordo dell’uno con l’altro, in quanto il loro fondamento è lo stesso. Infatti ciò che i profeti predissero come futuro gli apostoli lo predicarono come giù avvenuto. Rm 1,1 s.: «Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il Vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture».

Testo latino di San Tommaso
(Super epistolam ad Ephesios,
c. 2, lect. 6, v. 20, nn. 127-128)

   Fundamentum autem ponit duplex: unum secundarium, et aliud principale. Secundarium quidem fundamentum sunt apostoli et prophetae. Et quantum ad hoc dicit eos non esse hospites, sed cives, qui iam pertinent ad aedificium spirituale, utpote superaedificati supra fundamentum apostolorum et prophetarum, id est, qui sunt apostoli et prophetae, id est, super doctrinam eorum. Vel aliter: supra fundamentum apostolorum et prophetarum, id est, supra Christum qui est fundamentum apostolorum et prophetarum; quasi dicat: in eodem fundamento superaedificati estis in quo apostoli et prophetae sunt aedificati, qui ex Iudaeis fuerunt. Hae autem expositiones duae tantum quo ad verba differunt; sed prima convenientior est, quia si alia convenientior esset, tunc pro nihilo adiungeret ipso summo angulari lapide Christo Iesu, cum ipse Iesus sit summum fundamentum. Secundum ergo primum modum magis consonat, ita tamen quod praecipuus lapis et summum fundamentum sit Christus. Quantum vero ad sententiam nihil differunt, quia idem est dicere Christum esse fundamentum, et doctrinam apostolorum et prophetarum, cum Christum tantum, non seipsos, praedicaverint; unde accipere eorum doctrinam est accipere Christum crucifixum. 1 Cor. 1,23: nos autem praedicamus Christum crucifixum idest 1 Petr. 1,12: quibus revelatum est, quia non sibi ipsis, et cetera. Item 1 Cor. 2,16: nos autem sensum Christi habemus. Notandum est quod apostoli dicuntur fundamenta. Ps. 86,1: fundamenta eius in montibus sanctis. Is. 54,11: fundabo te in sapphiris, id est, in caelestibus viris. Expresse autem dicuntur fundamenta Apoc. 21,14: murus civitatis habens fundamenta duodecim, et in ipsis nomina duodecim apostolorum. Qui intantum dicuntur fundamenta, inquantum eorum doctrina Christum annuntiant. Matth. 16,18: super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam. Dicit autem apostolorum et prophetarum, ut designet, quod utraque doctrina est necessaria ad salutem. Matth. 13,52: Scriba doctus in regno caelorum similis est homini patrifamilias, qui profert de thesauro suo nova et vetera. Item ut ostendat concordiam inter utramque, alterius ad alteram, dum idem est utriusque fundamentum. Nam quod prophetae praedixerunt futurum, apostoli praedicaverunt factum. Rom. 1,1 s.: Paulus servus Iesu Christi, vocatus apostolus, segregatus in Evangelium Dei, quod ante promiserat per prophetas suos.

Vangelo (Lc 6,12-16)

   In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Significato dei nomi degli Apostoli

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Luca,
c. 6, lez. 3, ultima parte)

   Poi prosegue: Giacomo di Alfeo, Simone, detto Zelota. GLOSSA: Poiché proveniva da Cana di Galilea, che vuol dire zelo, e ciò viene aggiunto per distinguerlo da Simon Pietro.
   Quindi prosegue: Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore. AGOSTINO: Nel nome di Giuda di Giacomo Luca sembra discordare da Matteo, che lo chiama Taddeo. Ma chi ha mai vietato che un uomo possa essere chiamato con due o tre nomi? Venne poi scelto Giuda il traditore non per imprudenza, ma per un disegno della provvidenza; Gesù aveva scelto la debolezza umana, e perciò non rifiutò neppure queste parti della debolezza dell’uomo: egli volle essere tradito da un suo Apostolo, affinché, quando tu vieni tradito da un amico, lo sopporti con calma, perché nel caso che tu abbia errato nel tuo giudizio, non perda anche il beneficio. BEDA: Nel senso mistico il monte su cui scelse gli Apostoli indica l’altezza della giustizia, nella quale venivano costituiti e che avrebbero dovuto predicare: così anche la Legge fu consegnata su un monte. CIRILLO: Se vuoi conoscere l’interpretazione dei nomi degli Apostoli, sappi che Pietro significa che scioglie o che conosce; Andrea gloriosa potenza o che risponde; Giacomo che inganna il dolore; Giovanni grazia di Dio; Matteo donato; Filippo bocca grande o orifizio della lampada; Bartolomeo figlio di chi fa discendere le acque; Tommaso abisso, oppure gemello; Giacomo di Alfeo che fa cedere i passi della vita; Giuda confessione e Simone obbedienza.

Testo latino di S. Tommaso
(Catena aurea Super Lucam,
c. 6, lect. 3, ultima pars)

   Sequitur Iacobum Alphaei et Simonem, qui vocatur Zelotes. Glossa. Quia scilicet fuit de Cana Galilaeae, qui interpretatur zelus, quod additur ad differentiam Simonis Petri. Sequitur Iudam Iacobi, et Iudam Iscariotem qui fuit proditor. Augustinus De cons. Evang. In nomine Iudae Iacobi Lucas videtur discrepare a Matthaeo, qui eum Thaddaeum appellat. Sed quis unquam prohibuit duobus vel tribus nominibus unum hominem vocari? Eligitur autem Iudas proditor, non per imprudentiam, sed per providentiam: susceperat quidem hominis fragilitatem, et ideo nec has partes recusavit infirmitatis humanae: voluit ab apostolo suo tradi, ut tu a socio proditus moderate feras, tuum errasse iudicium, periisse beneficium. Beda. Mystice autem mons in quo apostolos elegit, altitudinem designat iustitiae, qua instituendi erant, et eam praedicaturi: sic et lex in monte data fuit. Cyrillus. Quod si libet interpretationem apostolicorum nominum scire, scito quia Petrus dicitur dissolvens vel agnoscens; Andreas decora potentia vel respondens; Iacobus autem supplantator doloris; Ioannes Domini gratia; Matthaeus donatus; Philippus os magnum vel orificium lampadis; Bartholomaeus filius aquas suspendentis; Thomas abyssus, vel geminus; Iacobus Alphaei supplantator gressus vitae; Iudas confessio, et Simon obedientia.

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