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18 ottobre – venerdì San Luca evangelista

18 ottobre – venerdì San Luca evangelista
27/02/2019 elena

18 ottobre – venerdì
San Luca evangelista

Prima lettura
(2 Tm 4,10-17)

   Figlio mio, Dema mi ha abbandonato, avendo preferito le cose di questo mondo, ed è partito per Tessalònica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me. Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà utile per il ministero. Ho inviato Tìchico a Èfeso. Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Tròade in casa di Carpo, e i libri, soprattutto le pergamene. Alessandro, il fabbro, mi ha procurato molti danni: il Signore gli renderà secondo le sue opere. Anche tu guàrdati da lui, perché si è accanito contro la nostra predicazione. Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero.

Solo Luca è con me

San Tommaso
(Sulla seconda lettera ai Timoteo,
c. 4, lez. 3, vv. 8b-11, nn. 155-157)

   155. Egli dice dunque [a Timoteo]: poiché tra poco lascerò questo mondo, «cerca di venire presto da me» E ciò affinché si possano consolare a vicenda, e per aiutarlo nella predicazione del vangelo, per il quale mentre stava in prigione era assai sollecito. Pr 18,19: «Un fratello aiutato da un fratello è come una città fortificata».
   156. La causa della chiamata è che era privo di una conveniente compagnia. E, primo, perché uno per colpa sua se ne era andato; secondo, perché aveva inviato alcuni a predicare.
   Egli dice quindi: «Dema mi ha abbandonato, avendo preferito le cose di questo mondo», cioè ha preposto l’amore del secolo al mio amore. 1 Gv 2,15: «Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui». «Crescente», un altro discepolo, «è andato in Galazia», inviato dall’Apostolo. «Tito», egli pure inviato dall’Apostolo, «in Dalmazia», dove si dice che alla fine sia diventato vescovo. Gb 38,35: «Scagli i fulmini e partono dicendoti: Eccoci!». «Solo Luca è con me»: lo trattenne per la predicazione del Vangelo, per il quale era assai dotato. 2 Cor 8,18: «Egli ha lode in tutte le Chiese a motivo del Vangelo».
   157. Poi, quando dice: «Prendi con te Marco (e portalo)», gli assegna un compagno, e su questo punto fa due cose. Primo, gli assegna il compagno; secondo, ne indica il motivo.
   Questo Marco viene detto con altro nome Giovanni, ed era cugino di Barnaba. In At 15,37 si dice che Barnaba voleva portare con sé Marco, mentre Paolo non lo voleva. Per questo motivo nacque un dissenso tra loro, così che Paolo fu costretto ad allontanarsi. Col 4,10: «Marco, cugino di Barnaba».
   Il motivo è che «mi sarà utile per il ministero…».

Testo latino di San Tommaso
(Super secundam epistolam ad Timotheum,
c. 4, lect. 3, vv. 8b-11, nn. 155-157)

   Dicit ergo: quia in brevi sum recessurus de mundo, festina ad me venire cito. Et hoc ut invicem consolarentur, et ut iuvarent eum in praedicatione Evangelii, pro quo erat sollicitus in vinculis existens. Prov. c. 18,19: frater qui adiuvatur a fratre, quasi civitas firma. Causa vocationis est, quia societate debita erat destitutus. Et primo a quodam qui propter suam culpam recesserat; secundo, quia quosdam miserat ad praedicandum. Dicit ergo Demas enim, etc., id est, praeposuit amorem huius saeculi, amori meo. 1 Io. 2,15: si quis diligit mundum, non est charitas Patris in eo. Crescens, quidam discipulus, abiit in Galatiam, missus ab apostolo. Titus etiam missus ab eo, abiit in Dalmatiam, ubi finaliter dicitur fuisse episcopus. Iob 38,35: numquid mittes fulgura, et ibunt? Lucas est mecum solus, hunc retinuit in praedicatione Evangelii, in qua fuit gratiosus. 2 Cor. 8,18: cuius laus est in Evangelio per omnes Ecclesias. Deinde cum dicit Marcum assume, et adduc, assignat ei socium; et circa hoc duo facit. Primo assignat ei socium; secundo huius rationem. Hic Marcus alio nomine dicitur Ioannes, et consobrinus Barnabae. Act. 15,37 s. dicitur quod Barnabas volebat assumere Marcum, sed Paulus nolebat. Et propter hoc dissensio facta est inter eos, ita ut discederet ab eis. Col. ult.: Marcus consobrinus Barnabae. Ratio est, quia est mihi utilis, et cetera.

Vangelo
(Lc 10,1-9 forma breve)

   In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”.

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Luca,
c. 10, lez. 1, v. 1)

   Li inviò a due a due. GREGORIO: Nella predicazione invia i suoi discepoli due a due poiché due sono i comandamenti dell’amore, verso Dio e verso il prossimo. E inoltre poiché l’amore non si può avere in meno di due persone; con ciò insinua tacitamente che chi non possiede la carità verso gli altri non deve assumere l’ufficio della predicazione. ORIGENE: Così anche i Dodici erano enumerati due a due, come mostra Matteo nel suo catalogo; e che due fossero uniti nel servizio alla parola di Dio sembra essere un’abitudine antica. Infatti Dio condusse Israele fuori dall’Egitto per mano di Mosè e di Aronne; Giosuè e Caleb, uniti insieme, placarono il popolo che era stato provocato dai dodici esploratori. Perciò si dice (Pr 18,19): «Un fratello aiutato da un fratello è come una città fortificata». BASILIO: Con ciò viene anche indicato che, se alcuni sono eguali nei doni spirituali, ciò non consentirà loro di far prevalere la passione del proprio parere. GREGORIO: Bene poi si aggiunge: davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Infatti il Signore segue i suoi predicatori: poiché la predicazione precede, e il Signore penetra nel tabernacolo del nostro cuore quando le parole dell’esortazione precorrono, e con ciò la verità viene accolta nella mente. Per questo Isaia dice ai predicatori (40,3): «Preparate la via del Signore, raddrizzate i sentieri del nostro Dio».

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Lucam,

c. 10, lect. 1, v. 1)

   Sequitur et misit illos binos. Gregorius in Evang. Binos in praedicatione discipulos mittit, quia duo sunt praecepta caritatis, Dei scilicet amor, et proximi; et minus quam inter duos caritas haberi non potest: quatenus in hoc nobis tacitus innuat, quia qui caritatem erga alterum non habet, praedicationis officium suscipere nullatenus debet. Origenes. Sicut etiam ex duodecim bini et bini numerati fuerunt, ut in eorum catalogo Matthaeus ostendit: quod enim bini famularentur Dei verbo antiquum esse videtur: eduxit enim Deus Israel de Aegypto per manus Moysi et Aaron: Iosue quoque et Caleb concordantes pacaverunt provocatum a duodecim exploratoribus populum; unde dicitur: frater a fratre adiutus ut civitas vallata. Basilius. Simul etiam per hoc indicavit quod si aliqui pares sunt in spiritualibus donis, hoc non sinet in eis praevalere propriae opinionis passionem. Gregorius in Evang. Bene autem subditur ante faciem suam in omnem civitatem et locum quo erat ipse venturus: praedicatores enim suos Dominus sequitur: quia praedicatio praevenit, et tunc ad mentis nostrae habitaculum Dominus venit quando verba exhortationis praecurrunt, atque per hoc veritas in mente suscipitur. Hinc praedicatoribus Isaias dicit: parate viam Domini, rectas facite semitas Dei nostri.

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