Please select a page for the Contact Slideout in Theme Options > Header Options

11 ottobre – venerdì Tempo Ordinario – 27a Settimana

11 ottobre – venerdì Tempo Ordinario – 27a Settimana
27/02/2019 elena

11 ottobre – venerdì
Tempo Ordinario – 27a Settimana

Prima lettura
(Gl 1,13-15; 2,1-2)

   Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell’altare, venite, vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio, perché priva d’offerta e libagione è la casa del vostro Dio. Proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra, radunate gli anziani e tutti gli abitanti della regione nella casa del Signore, vostro Dio, e gridate al Signore: «Ahimè, quel giorno! È infatti vicino il giorno del Signore e viene come una devastazione dall’Onnipotente». Suonate il corno in Sion e date l’allarme sul mio santo monte! Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore, perché è vicino, giorno di tenebra e di oscurità, giorno di nube e di caligine. Come l’aurora, un popolo grande e forte si spande sui monti: come questo non ce n’è stato mai e non ce ne sarà dopo, per gli anni futuri, di età in età.

La tromba

San Tommaso
(Sulla prima lettera ai Corinzi,
c. 15, lez. 8, v. 52, n. 1008)

   1008. Di conseguenza, quando dice: «al suono dell’ultima tromba», mostra l’ordine della risurrezione riguardo alla causa immediata.
   E questa tromba è quella voce di Cristo della quale in Mt 25,6 si dice: «A mezzanotte ci fu un gran clamore …»; Gv 5,25: «Udranno la voce del Figlio di Dio …».
   Oppure è la stessa presenza di Cristo resa manifesta al mondo, secondo quanto dice S. Gregorio: «La tromba non designa altro che la presenza di Cristo resa manifesta al mondo», la quale è detta tromba a causa della manifestazione, poiché sarà resa manifesta a tutti. E in questo modo va intesa la tromba di Mt 6,2: «Quando fai l’elemosina non suonare la tromba dinanzi a te».
   Ancora, si chiama tromba per il servizio della tromba, che riguardava quattro cose, come si dice in Nm 10,1-10, cioè: la convocazione di un consiglio, e ciò avverrà nella risurrezione, perché allora convocherà a consiglio, cioè a giudizio. Is 3,14: «Il Signore inizia il giudizio …». La solennizzazione di una festa: Sal 80,4: «Suonate la tromba nel plenilunio…»; così accadrà anche nella risurrezione; Is 33,20: «Guarda, Sion, la città delle nostre feste …». Una battaglia, e ciò avverrà nella risurrezione; Sap 5,21: «Combatterà con lui …»; Is 30,32: «Con timpani e cetre…». Uno spostamento degli accampamenti, e così anche nella risurrezione: alcuni per andare in paradiso, altri per andare all’inferno; Mt 25,46: «E se ne andranno i giusti alla vita eterna e i cattivi al supplizio eterno».

Testo latino di San Tommaso
(Super primam epistolam ad Corinthios,

c. 15, lect. 8, v. 52, n. 1008)

   Consequenter cum dicit In novissima tuba, ostendit ordinem resurrectionis, quantum ad causam immediatam. Et ista tuba est vox illa Christi, de qua Matth. 26,6 dicitur: Media nocte clamor factus est; Io. 5,25: Audient vocem Filii Dei, et qui audierint, et cetera. Vel ipsa praesentia Christi manifesta mundo, secundum quod dicit Gregorius: Tuba nihil aliud esse designat, quam praesentiam Christi mundo manifestatam, quae dicitur tuba propter manifestationem, quia omnibus erit manifesta. Et hoc modo accipitur tuba Matth. 6,2: Cum facis eleemosynam, noli tuba canere ante te. Item dicitur tuba propter officium tubae, quod erat ad quatuor, ut dicitur Num. 10, v. 1-10, scilicet ad vocandum consilium, et hoc erit in resurrectione, quia tunc convocabit ad consilium, id est ad iudicium. Is. 3, v. 14: Dominus ad iudicium veniet, et cetera. Ad solemnizandum festum. Ps. 80,4: Buccinate in Neomenia tuba. Sic et in resurrectione. Is. 33,20: Respice Sion civitatem solemnitatis nostrae. Ad pugnam, et hoc in resurrectione. Sap. 5,21: Pugnabit pro illo, et cetera. Is. 30,32: in cytharis et tympanis, et cetera. Ad movendum castra, sic et in resurrectione: quidam eundo ad Paradisum, quidam eundo ad Infernum. Matth. 25,46: Ibunt qui bona fecerunt in vitam aeternam, qui vero mala in ignem aeternum.

Vangelo (Lc 11,15-26)

   In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

Cristo vince il demonio

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Luca,
c. 11, lez. 6, vv. 21-22)

   Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. CRISOSTOMO: Chiama forte il diavolo non perché sia tale naturalmente, ma alludendo alla sua antica tirannide che fu causata dalla nostra pusillanimità. CIRILLO: Infatti prima della venuta del Salvatore c’era una grande violenza che rapinava i greggi degli altri, cioè di Dio, e li trascinava dentro il proprio ovile. TEOFILATTO: Ora, le sue armi sono ogni genere di peccati, confidando nei quali egli prevale sugli uomini. BEDA: Chiama suo palazzo il mondo, che si trova nella malvagità e sul quale fino alla venuta del Salvatore egli godeva di un potere assoluto, poiché sostava nel cuore degli infedeli senza alcuna opposizione; ma con un potere più forte Cristo vincitore, liberando tutti gli uomini, lo ha scacciato; perciò soggiunge: Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. CIRILLO: Infatti dopo che il Verbo del sommo Dio, datore di ogni fortezza e Signore delle potenze, è divenuto uomo, lo assalì e lo spogliò delle sue armi. BEDA: Le sue armi sono l’astuzia e l’inganno della frode spirituale, mentre il bottino sono gli uomini stessi ingannati da lui. CIRILLO: Infatti i Giudei che in precedenza erano stati irretiti nell’ignoranza di Dio e nell’errore, furono chiamati dagli Apostoli alla conoscenza della verità e offerti a Dio Padre mediante la fede che avevano nel Figlio. BASILIO: Inoltre distribuisce il bottino, fornendo la custodia fedele degli Angeli per la salvezza degli uomini. BEDA: Come vincitore Cristo distribuisce il bottino, che è il segno del trionfatore, poiché conducendo i prigionieri portò doni agli uomini: cioè ordinando alcuni Apostoli, altri Evangelisti, altri Profeti, altri pastori e dottori.

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Lucam,

c. 11, lez. 6, vv. 21-22)

   Cum fortis armatus custodit atrium suum, in pace sunt ea quae possidet. Chrysostomus in Matthaeum. Fortem vocat diabolum, non quia naturaliter huiusmodi sit, sed innuens antiquam eius tyrannidem, quam pusillanimitas nostra causavit. Cyrillus. Erat enim ante salvatoris adventum violentia multa, rapiens alienos greges, scilicet Dei, et quasi ad proprium ducens ovile. Theophylactus. Arma autem eius sunt omnes species peccatorum, in quibus confidens invaluit contra homines. Beda. Atrium vero illius mundum vocat, qui in maligno positus est, in quo usque ad salvatoris adventum potiebatur imperio; quia in cordibus infidelium sine ulla contradictione quiescebat, sed fortiori potentia Christus victor, omnes homines liberando, ipsum eiecit; unde subditur si autem fortior illo superveniens vicerit eum, universa arma eius auferet, in quibus confidebat, et spolia eius distribuet. Cyrillus. Postquam enim Dei summi Verbum, totius fortitudinis dator, et Dominus virtutum, factum est homo, invasit illum, et arma eius abstulit. Beda. Sunt ergo arma eius astutiae dolique nequitiae spiritualis; spolia vero eius ipsi homines sunt ab eo decepti. Cyrillus. Nam qui dudum irretiti fuerant ab eo Iudaei in divinam ignorantiam et errorem, evocati sunt per sanctos apostolos ad notitiam veritatis, et oblati sunt Deo Patri per fidem adhibitam filio. Basilius. Distribuit etiam spolia, exhibens fideles custodias Angelorum ad hominum salutem. Beda. Victor etiam Christus spolia distribuit, quod est insigne triumphantis: quia captivam ducens captivitatem, dedit dona hominibus: quosdam quidem apostolos, alios Evangelistas, hos prophetas, illos pastores ordinans et doctores.

CondividiShare on FacebookShare on Google+