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1 ottobre – martedì Memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino Tempo Ordinario – 26a Settimana

1 ottobre – martedì Memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino Tempo Ordinario – 26a Settimana
27/02/2019 elena

1 ottobre – martedì
Memoria di
Santa Teresa di Gesù Bambino
Tempo Ordinario – 26a Settimana

Prima lettura (Zc 8,20-23)

   Così dice il Signore degli eserciti: Anche popoli e abitanti di numerose città si raduneranno e si diranno l’un l’altro: “Su, andiamo a supplicare il Signore, a trovare il Signore degli eserciti. Anch’io voglio venire”. Così popoli numerosi e nazioni potenti verranno a Gerusalemme a cercare il Signore degli eserciti e a supplicare il Signore. così dice il Signore degli eserciti: In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi”.

La chiamata universale
alla salvezza

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Matteo,
c. 28, lez. 4, v. 19a)

   REMIGIO [RABANO]: Poiché dunque il Salmista dice del Signore risorto (Ps 8,7): «L’hai costituito sopra l’opera delle tue mani», questo dice il Signore oggi: Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. E qui bisogna sapere che prima che il Signore risorgesse dai morti, gli Angeli sapevano di essere soggetti all’uomo Cristo. Volendo dunque Cristo che fosse noto anche agli uomini che gli era stato dato ogni potere in cielo e in terra, mandò i predicatori a predicare la parola di vita a tutte le nazioni; per cui segue: andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli. BEDA: Colui infatti che prima della passione aveva detto (10,5): «Non andate nella via delle genti», risorgendo dai morti dice: Andate, fate miei discepoli tutti i popoli. Per questo siano confusi i Giudei, i quali dicono che Cristo doveva venire soltanto per la loro salvezza; si vergognino anche i Donatisti, i quali, desiderando racchiudere Cristo localmente, dissero che egli era soltanto in Africa, e non nelle altre regioni. GIROLAMO: Prima dunque istruiscono tutte le genti, poi, istruite, le immergono nell’acqua: infatti non può accadere che il corpo riceva il sacramento del battesimo se prima l’anima non ha accolto la verità della fede.

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Matthaeum,

c. 28, lect. 4, v. 19a)

   Remigius. Quod ergo Psalmista de resurgente Domino dicit: constituisti eum super opera manuum tuarum, hoc nunc Dominus dicit data est mihi omnis potestas in caelo et in terra. Et hic sciendum, quia antequam Dominus surrexisset a mortuis, noverant Angeli se subiectos homini Christo. Volens ergo Christus etiam hominibus notum fieri quod data esset sibi omnis potestas in caelo et in terra, praedicatores misit, qui verbum vitae cunctis nationibus praedicarent; unde sequitur euntes ergo docete omnes gentes. Beda. Qui enim ante passionem suam dixerat: in viam gentium ne abieritis, surgens a mortuis dicit: ite, docete omnes gentes. Quapropter confundantur Iudaei, qui dicunt Christum tantummodo ad suam salutem esse venturum; erubescant et Donatistae, qui localiter Christum concludere cupientes, dixerunt eum tantummodo in Africa esse, non in aliis regionibus. Hieronymus. Primum ergo docent omnes gentes, deinde doctas intingunt in aqua: non enim potest fieri ut corpus Baptismi recipiat sacramentum, nisi ante anima fidei susceperit veritatem.

Vangelo (Lc 9,51-56)

   Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Si diresse decisamente
verso Gerusalemme

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Luca,
c. 9, lez. 11, v. 51)

   CIRILLO: Quando fu imminente il tempo in cui era opportuno che il Signore, compiuta la passione salvifica, salisse al cielo, egli decise di salire a Gerusalemme; per cui si dice: Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme. TITO: Poiché era conveniente che il vero agnello fosse offerto là dove veniva immolato l’agnello figurale. Ora dice: prese la ferma decisione di mettersi in cammino, cioè non andava qua e là, né attraversava villaggi o città municipali, ma teneva fisso il cammino verso Gerusalemme. BEDA: Perciò i pagani smettano di deridere colui che fu crocifisso come uomo, in quanto consta che egli, come Dio, previde il tempo della sua crocifissione, e colui che doveva essere crocifisso in modo quasi spontaneo, si diresse decisamente, ossia con mente inflessibile e imperterrita, verso il luogo della crocifissione.

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Lucam,

c. 9, lect. 11, v. 51)

   Cyrillus. Cum immineret tempus quo decebat Dominum, peracta passione salubri, caelum ascendere, decrevit ascendere Ierosolymam; unde dicitur factum est autem, dum complerentur dies assumptionis eius, et ipse faciem suam firmavit ut iret in Ierusalem. Titus. Quia ibi oportebat verum agnum offerri, ubi figuralis agnus immolabatur. Dicit autem firmavit faciem suam; idest, non huc et illuc ibat, nec perambulabat vicos et municipia, sed iter tenebat versus Ierusalem. Beda. Cessent ergo pagani quasi hominem ridere crucifixum, quem et tempus suae crucifixionis constat quasi Deum praevidisse, et quasi sponte crucifigendus locum quo crucifigendus erat firmata facie, idest obstinata atque imperterrita mente, petiisse.

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