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10 settembre – martedì Tempo Ordinario – 23a Settimana

10 settembre – martedì Tempo Ordinario – 23a Settimana
25/02/2019 elena

10 settembre – martedì
Tempo Ordinario – 23a Settimana

Prima lettura (Col 2,6-15)

   Fratelli, come avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in lui camminate, radicati e costruiti su di lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando nel rendimento di grazie. Fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.

Morti e risorti con Cristo

San Tommaso
(Sulla lettera ai Colossesi,
c. 2, lez. 3, v. 12, nn. 107-108)

   107. Dice dunque: «Con Cristo sepolti nel battesimo …». Infatti con il battesimo si esprime una somiglianza della morte di Cristo, così che come Cristo viene prima posto sulla croce, e poi nel sepolcro, così chi è battezzato viene posto sotto l’acqua, e per tre volte, come Cristo rimase tre giorni nel sepolcro. Inoltre [essendo stati] «con Cristo sepolti», cioè battezzati a somiglianza della morte di Cristo, come in essa distrusse il peccato, così anche nel battesimo.
   108. E come risuscitò dal sepolcro, così anche noi, dai peccati nella realtà, dalla corruzione della carne nella speranza. E ciò «mediante la fede nella potenza di Dio», poiché fu risuscitato per la potenza di Dio. Sal 40,11: «Sollevami, che io li possa ripagare». E chi crede in questa risurrezione diviene partecipe della stessa risurrezione. Rm 8,11: «Colui che ha risuscitato Gesù Cristo dai morti, darà la vita anche ai vostri corpi mortali». Però anche Cristo ha risuscitato se stesso. Infatti è unica l’operazione del Padre e del Figlio. Sal 107,3: «Risorgerò all’alba …».

Testo latino di San Tommaso
(Super epistolam ad Colossenses,
c. 2, lect. 3, v. 12, nn. 107-108)

   Dicit ergo consepulti, et cetera. Quia in eo exprimitur similitudo mortis Christi, ut sicut Christus ponitur primo in cruce, et postea in sepulchro: ita qui baptizatur, ponitur sub aqua, et ter, sicut stetit Christus triduo in sepulchro. Consepulti etiam, id est, baptizati ad similitudinem mortis Christi, ut sicut in ea destruxit peccatum, ita et in Baptismo. Et sicut resurrexit de sepulchro, ita et nos a peccatis in re, et a corruptione carnis in spe. Et hoc per fidem operationis Dei, quia virtute Dei resuscitatus est. Ps. 40,11: resuscita me, et retribuam eis, et cetera. Et credens hanc resurrectionem fit particeps huius resurrectionis. Rom. 8,11: qui suscitavit Iesum Christum a mortuis, vivificabit et mortalia corpora vestra. Sed et Christus resuscitavit se. Eadem est enim operatio Patris et Filii. Ps. 107,3: exurgam diluculo, et cetera.

Vangelo (Lc 6,12-19)

   In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

La scelta degli Apostoli

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Luca,
c. 6, lez. 3, vv. 12-13)

   GLOSSA: Mentre gli avversari si sollevavano contro i miracoli e l’insegnamento di Cristo, egli scelse gli Apostoli quali difensori della verità e suoi testimoni, e alla loro scelta fa precedere la preghiera; perciò si dice: In quei giorni Gesù se ne andò sul monte a pregare. AMBROGIO: Non spalancare le tue orecchie alle insidie così da credere che il Figlio di Dio preghi come chi è debole, cioè per chiedere ciò che egli non può compiere; infatti egli, essendo l’autore della potenza e il maestro dell’obbedienza, con il suo esempio ci conduce ai comandamenti della virtù. CIRILLO: Cerchiamo quindi attentamente, nelle cose che Gesù ha compiuto, in che modo ci insegni a insistere nella preghiera a Dio: cioè separatamente e in segreto, mentre nessuno ci vede, eliminando qualsiasi preoccupazione mondana, così che l’intenzione sia innalzata allo sguardo della divina speculazione: tutto ciò viene indicato dal fatto che Gesù se ne andò a pregare separatamente sulla montagna. AMBROGIO: Inoltre Gesù prega ovunque da solo, perché i desideri umani non comprendono il pensiero di Dio; e nessuno può partecipare ai segreti di Cristo. Ma non tutti quelli che pregano salgono sul monte, bensì solo coloro che passano dalle cose terrene alle cose più elevate; non chi è preoccupato delle ricchezze mondane oppure degli onori. Tutte le grandi menti salgono sul monte: perciò nel Vangelo trovi che solo i discepoli sono saliti sul monte con il Signore. O cristiano, ti viene fornito l’ideale, la forma prescritta che tu dovresti imitare, perciò continua: e passò tutta la notte pregando Dio. Che cosa dunque è necessario che tu faccia per la tua salvezza, quando Cristo trascorre la notte in orazione per te? CRISOSTOMO: Alzati anche tu durante la notte. Infatti allora l’anima è più pura; l’oscurità e il grande silenzio sono per se stessi sufficienti a condurci al pentimento dei nostri peccati. Del resto, se guardi il cielo punteggiato di stelle come di luci infinite, e d’altra parte consideri coloro che durante il giorno si danno ai piaceri e alle opere inique, non essendo affatto diversi dai morti, detesterai qualsiasi impresa umana. Tutte queste cose bastano a innalzare l’anima. Allora la vanagloria non disturba, né l’accidia e la concitazione preoccupano; il fuoco non distrugge la ruggine del ferro tanto quanto la preghiera notturna distrugge la ruggine dei peccati. Ciò che durante il giorno la calura del sole ha bruciato, durante la notte viene raffreddato. Le lacrime notturne superano qualsiasi rugiada e valgono contro la concupiscenza e qualsiasi timore. Se l’uomo non viene alimentato dalla rugiada, inaridisce durante il giorno. Perciò, sebbene tu non possa pregare per molto tempo, tuttavia prega vigilando e questo basterà: mostra che la notte non appartiene soltanto al corpo, ma anche all’anima.
   AMBROGIO: Ora, che cosa ti conviene fare quando vuoi iniziare qualsiasi impegno di pietà, quando Cristo, che stava per inviare gli Apostoli, anzitutto ha pregato? Infatti prosegue: quando fu giorno chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli; che cioè destinò a essere lo strumento per disseminare la salvezza dell’uomo nel mondo. Osserva inoltre la deliberazione divina: non sceglie uomini sapienti, né ricchi, né nobili, ma pescatori e pubblicani; per non sembrare di avere attratto alla sua grazia quanti si distinguevano per le ricchezze o l’autorità della loro potenza e nobiltà; affinché possa prevalere la ragione della verità e non la bellezza della disputa. CIRILLO: Considera poi la grande diligenza dell’Evangelista: egli non dice soltanto che furono scelti i santi Apostoli, ma anche li enumera distintamente con i loro nomi, affinché nessuno osi inserirne altri nel loro catalogo.

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Lucam,

c. 6, lect. 3, vv. 12-13)

   Glossa. Insurgentibus adversarii contra Christi miracula et doctrinam, apostolos elegit quasi defensores veritatis et testes: quorum electioni orationem praemittit; unde dicitur factum est autem in illis diebus, exiit in montem orare. Ambrosius. Noli insidiatrices aperire aures, ut putes Filium Dei quasi infirmum rogare, ut impetret quod implere non possit: potestatis enim auctor, obedientiae magister, ad praecepta virtutis suo nos informat exemplo. Cyrillus. Scrutemur igitur in his quae Christus egit, qualiter nos doceat orationibus divinis insistere, semotim scilicet et secreto, nemine vidente, amota quoque mundana sollicitudine, ut sursum ad divinae speculationis intuitum erigatur intentio: quod designatur in hoc quod semotim orabat Iesus in montem. Ambrosius. Ubique etiam solus obsecrat: Dei enim consilium humana vota non capiunt; nec quisquam interiorum potest esse particeps Christi. Non autem omnis qui orat, ascendit in montem, sed qui orat a terrenis ad superiora progrediens; sed non ille qui de saeculi divitiis aut de honore sollicitus est. Omnes sublimes in montem ascendunt: quare in Evangelio invenies solos in montem cum Domino ascendisse discipulos. Species autem tibi, Christiane, datur; forma praescribitur quam debeas aemulari, cum sequitur et erat pernoctans in oratione Dei. Quid enim te pro salute tua facere oportet, quando pro te Christus in oratione pernoctat? Chrysostomus. Exurge igitur et tu tempore noctis. Purior est enim tunc temporis anima; ipsae tenebrae, silentium nimium possunt sufficienter ad compunctionem perducere. Ceterum si ipsum quoque caelum inspicias punctatum stellis, quasi infinitis luminibus; si consideres quod qui per diem saltant iniurianturque, hi tunc nihil, a mortuis discrepant; detestaberis quemlibet ausum humanum. Haec omnia sufficiunt ad animam erigendam: tunc non vexat inanis gloria, non acedia, non concitatio occupat; non sic ignis ferri sequestrat rubiginem, velut nocturna oratio aeruginem peccatorum. Quem de die solis aestus perussit, nocte refrigeratur. Quemlibet rorem superant nocturnae lacrymae; et contra concupiscentiam valent, et quemlibet timorem. Si vero praedicto rore non foveatur, homo arescit sub die. Quapropter licet non multum ores, semel ora vigilando, et sufficit: ostende quod non solum ad corpus nox pertinet, sed etiam ad animam. Ambrosius. Quid autem te facere convenit cum vis aliquod officium pietatis adoriri, quando Christus missurus apostolos prius oravit? Sequitur enim et cum dies factus esset, vocavit discipulos suos, et elegit duodecim ex ipsis, quos et apostolos nominavit; quos scilicet ad propagandum auxilium salutis humanae per terrarum orbem satores fidei destinavit. Simul adverte caeleste consilium: non sapientes aliquos, non divites, non nobiles, sed piscatores et publicanos, quos dirigeret, elegit; ne divitiis aut potentiae nobilitatisque auctoritate traxisse aliquos ad suam gratiam videretur; ut veritatis ratio, non disputationis gratia praevaleret. Cyrillus. Attende autem maximam Evangelistae sedulitatem; non solum dicit electos fuisse sacros apostolos, immo nominatim eos enumerat, ne quisquam audeat alios inscribere apostolorum catalogo.

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