Please select a page for the Contact Slideout in Theme Options > Header Options

17 maggio – venerdì Tempo di Pasqua – 4a Settimana

17 maggio – venerdì Tempo di Pasqua – 4a Settimana
14/02/2019 elena

17 maggio – venerdì
Tempo di Pasqua – 4a Settimana

Prima lettura
(At 13,26-33)

   In quei giorni, [Paolo, giunto ad Antiòchia di Pisìdia, diceva nella sinagoga:] «Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza. Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non hanno riconosciuto Gesù e, condannandolo, hanno portato a compimento le voci dei Profeti che si leggono ogni sabato; pur non avendo trovato alcun motivo di condanna a morte, chiesero a Pilato che egli fosse ucciso. Dopo aver adempiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel sepolcro. Ma Dio lo ha risuscitato dai morti ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono testimoni di lui davanti al popolo. E noi vi annunciamo che la promessa fatta ai padri si è realizzata, perché Dio l’ha compiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: “Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato”».

Dio lo ha risuscitato dai morti

San Tommaso
(S. Th. III, q. 53, a. 4, soluzione 1)

   1. La virtù e l’operazione divina del Padre e del Figlio sono identiche. Perciò le due affermazioni secondo cui Cristo da una parte venne risuscitato dalla virtù divina del Padre e dall’altra risuscitò da se stesso si implicano a vicenda.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 53, a. 4, ad primum)

   Ad primum ergo dicendum quod eadem est divina virtus et operatio Patris et Filii. Unde haec duo sese consequuntur, quod Christus sit suscitatus divina virtute Patris, et sui ipsius.

Vangelo (Gv 14,1-6)

   In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

Gesù è la via verso il Padre

San Tommaso
(Sul Vangelo di S. Giovanni,
c. 14, lez. 2, IV, nn. 1873-1875)

   1873. Con la frase che segue («Nessuno viene al Padre, se non per mezzo di me») risponde a quanto era stato chiesto circa il termine della via. Come abbiamo visto, la via che è Cristo conduce al Padre. Ma poiché il Padre e il Figlio sono una cosa sola, questa via conduce anche a lui stesso. Ecco perché Cristo afferma di essere il termine stesso della via: «Nessuno viene al Padre, se non per mezzo di me».
   1874. Va notato però che, come dice l’Apostolo, «nessuno può conoscere le cose di un uomo, se non lo spirito dell’uomo che è in lui» (1 Cor 2,11), cioè se non in quanto egli voglia manifestarsi. Ora, uno manifesta il proprio segreto con la parola: perciò nessuno può penetrare nel segreto dell’uomo, se non mediante la parola dell’uomo. Perciò, siccome anche «le cose di Dio nessuno può conoscerle, se non con lo Spirito di Dio» (ibid.), nessuno può raggiungere la conoscenza del Padre se non mediante la sua parola, il suo Verbo, che è il Figlio. «Nessuno conosce il Padre, se non il Figlio…» (Mt 11,27). E come l’uomo che vuol rivelare se stesso mediante la parola, o verbo mentale che proferisce con la bocca, la riveste in qualche modo con lo scritto o con la voce, così Dio, volendosi manifestare agli uomini, rivestì di carne, nel tempo, il suo Verbo concepito nell’eternità. Cosicché nessuno può raggiungere la conoscenza del Padre se non mediante il Figlio. Di qui le parole già viste sopra (10,9). «Io sono la porta. Se uno entra attraverso me, sarà salvato».
   1875. Si noti però, stando al Crisostomo, che come sopra (6,44) il Signore aveva detto: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre», così qui afferma: «Nessuno viene al Padre, se non per mezzo di me». E ciò sta a dimostrare l’uguaglianza del Figlio col Padre.
   Perciò è evidente in che cosa consista la via: nel Cristo. E in che cosa consista il termine: nel Padre.

Testo latino di San Tommaso
(Super Ioannem,
c. 14, lect. 2, IV, nn. 1873-1875)

   Consequenter cum dicit nemo venit ad Patrem nisi per me, manifestat quod quaesitum fuerat quantum ad terminum viae. Via autem, quae est Christus, ut dictum est, ducit ad Patrem. Sed quia Pater et Filius sunt unum, ideo haec via ducit etiam ad seipsum. Et ideo dicit Christus se esse terminum viae. Nemo, inquit, venit ad Patrem nisi per me. Sed sciendum quod, sicut apostolus dicit, nemo novit quae sunt hominis, nisi spiritus eius qui in ipso est, quod intelligendum est nisi inquantum homo vult se manifestare. Secretum autem suum manifestat quis per verbum suum: et ideo nullus potest venire ad secretum hominis nisi per verbum hominis. Quia ergo et quae Dei sunt nemo novit nisi Spiritus Dei, nullus potest venire ad notitiam Patris nisi per Verbum suum, quod est Filius eius; Matth. 11,27: neque Patrem quis novit nisi Filius. Et sicut homo volens revelare se verbo cordis, quod profert ore, induit quodammodo ipsum verbum litteris vel voce, ita Deus, volens se manifestare hominibus, Verbum suum conceptum ab aeterno, carne induit in tempore. Et sic nullus ad notitiam Patris pervenire potest nisi per Filium. Unde supra 10,9, dicit: ego sum ostium. Per me si quis introierit salvabitur. Sed notandum, secundum Chrysostomum, quod supra 6,44, Dominus dicit: nemo potest venire ad me, nisi Pater meus traxerit eum, hic autem dicit nemo venit ad Patrem nisi per me. In quo ostenditur aequalitas Filii ad Patrem. Patet ergo quae sit via, quia Christus; quis terminus, quia Pater.

CondividiShare on FacebookShare on Google+