Please select a page for the Contact Slideout in Theme Options > Header Options

2 marzo – sabato Tempo Ordinario – 7a Settimana

2 marzo – sabato Tempo Ordinario – 7a Settimana
08/02/2019 elena

2 marzo – sabato
Tempo Ordinario – 7a Settimana

Prima lettura
(Sir 17,1-13)

   Il Signore creò l’uomo dalla terra e ad essa di nuovo lo fece tornare. Egli assegnò loro giorni contati e un tempo definito, dando loro potere su quanto essa contiene. Li rivestì di una forza pari alla sua e a sua immagine li formò. In ogni vivente infuse il timore dell’uomo, perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli. Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare. Li riempì di scienza e d’intelligenza e mostrò loro sia il bene che il male. Pose il timore di sé nei loro cuori, per mostrare loro la grandezza delle sue opere, e permise loro di gloriarsi nei secoli delle sue meraviglie. Loderanno il suo santo nome per narrare la grandezza delle sue opere. Pose davanti a loro la scienza e diede loro in eredità la legge della vita. Stabilì con loro un’alleanza eterna e fece loro conoscere i suoi decreti. I loro occhi videro la grandezza della sua gloria, i loro orecchi sentirono la sua voce maestosa. Disse loro: «Guardatevi da ogni ingiustizia!» e a ciascuno ordinò di prendersi cura del prossimo. Le loro vie sono sempre davanti a lui, non restano nascoste ai suoi occhi.

Il dominio dell’uomo sulle creature

San Tommaso
(S. Th. I, q. 96, a. 2, corpo)

   Nell’uomo si trovano in un certo senso tutte le cose: perciò egli ha un dominio sulle realtà esterne analogo a quello con cui domina ciò che trova in se stesso. Ora, nell’uomo si possono riscontrare quattro cose: la ragione, che lo rende simile agli angeli; le facoltà sensitive, che gli danno un’affinità con gli animali; le facoltà fisiologiche, che lo accomunano alle piante; e finalmente il corpo, in forza del quale è affine alle cose inanimate. Ma la ragione occupa nell’uomo un posto non di sudditanza, bensì di comando. Quindi nello stato primitivo l’uomo non aveva un dominio sugli angeli; e la frase su tutte le creature va riferita alle creature «che non sono fatte a immagine di Dio». – Invece sulle facoltà sensitive, quali l’irascibile e il concupiscibile, che in parte obbediscono alla ragione, l’anima esercita un dominio mediante i suoi comandi. Quindi nello stato di innocenza l’uomo dominava con i suoi comandi sugli altri animali. – Riguardo poi alle facoltà fisiologiche e al corpo stesso l’uomo esercita un dominio non già comandando, ma servendosene. Quindi nello stato di innocenza l’uomo dominava sulle piante e sugli esseri inanimati non perché avesse il potere di comandare ad essi e di mutarli, ma perché poteva servirsene senza trovare ostacoli.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. I, q. 96, a. 2, corpus)

   Respondeo dicendum quod in homine quodammodo sunt omnia, et ideo secundum modum quo dominatur his quae in seipso sunt, secundum hunc modum competit ei dominari aliis. Est autem in homine quatuor considerare, scilicet rationem, secundum quam convenit cum Angelis; vires sensitivas, secundum quas convenit cum animalibus; vires naturales, secundum quas convenit cum plantis; et ipsum corpus, secundum quod convenit cum rebus inanimatis. Ratio autem in homine habet locum dominantis, et non subiecti dominio. Unde homo Angelis non dominabatur in primo statu, et quod dicitur omni creaturae, intelligitur quae non est ad imaginem Dei. Viribus autem sensitivis, sicut irascibili et concupiscibili, quae aliqualiter obediunt rationi, dominatur anima imperando. Unde et in statu innocentiae animalibus aliis per imperium dominabatur. Viribus autem naturalibus, et ipsi corpori, homo dominatur non quidem imperando, sed utendo. Et sic etiam homo in statu innocentiae dominabatur plantis et rebus inanimatis, non per imperium vel immutationem, sed absque impedimento utendo eorum auxilio.

Vangelo
(Mc 10,13-16)

   In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, ponendo le mani su di loro.

Ricevere il Vangelo
come un bambino

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Marco,
c. 10, lez. 2, vv. 15-16)

   In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso. BEDA: Cioè: se non avrete una tale innocenza e purità d’animo, come ha un bambino, non potrete entrare nel regno dei cieli. Diversamente. Ci si comanda di ricevere il regno di Dio, cioè la dottrina del Vangelo, come un bambino; poiché, come il bambino nell’imparare non contraddice a chi insegna, né compone ragioni e parole resistendogli, ma fedelmente riceve ciò che gli viene insegnato, e lo esegue con timore, e impara, così anche noi, obbedendo semplicemente, dobbiamo ricevere la parola di Dio senza alcuna contraddizione.
   Segue: E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro. CRISOSTOMO: Bene li abbraccia per la benedizione, come elevando al proprio petto la sua creatura che ne era caduta dopo l’inizio, e se ne era separata. Impone poi le mani ai bambini insegnando l’operazione della divina virtù. E impone le mani secondo la consuetudine degli altri, ma non opera secondo la consuetudine. Essendo infatti Dio, conservava in modo umano, in quanto divenuto vero uomo. BEDA: Abbracciando inoltre i bambini, faceva capire che considerava gli umili di spirito come degni della sua benedizione, della sua grazia e del suo amore.

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Marcum,
c. 10, lez. 2, vv. 15-16)

   Dominus subdit amen dico vobis: quisquis non receperit regnum Dei velut parvulus, non intrabit in illud. Beda. Idest, nisi talem habueritis innocentiam, et animi puritatem, sicut parvulus habet, regnum caelorum non poteritis intrare. Aliter. Regnum Dei, idest doctrinam Evangelii, sicut parvulus, recipere iubemur: quia quomodo parvulus in discendo non contradicit doctoribus, neque rationes, et verba componit eis resistens; sed fideliter suscipit quae docent, et cum metu obtemperat, et discit: ita et nos obediendo simpliciter, et sine ulla contradictione verbum Domini suscipere debemus. Sequitur et complexans eos, et imponens manus super illos benedicebat eos. Chrysostomus. Bene autem amplexatur eos ad benedictionem tamquam in proprium sinum elevans, propitiatus facturam suam ab eo cadentem ab initio, et divisam. Imponit autem parvulis manus, docens divinae virtutis operationem. Et quidem secundum consuetudinem aliorum manus imponit; sed non secundum consuetudinem operatur: Deus enim existens, humanum modum servabat tamquam verus homo factus. Beda. Complexus etiam benedixit parvulos, ut humiles spiritu sua benedictione, et gratia, et dilectione dignos esse significet.

CondividiShare on FacebookShare on Google+