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22 febbraio – venerdì Festa della Cattedra di S. Pietro

22 febbraio – venerdì Festa della Cattedra di S. Pietro
09/01/2019 elena

22 febbraio – venerdì
Festa della Cattedra di S. Pietro

Prima lettura
(1 Pt 5,1-4)

   Carissimi, esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce.

Cristo è la porta

San Tommaso
(S. Th. III, q. 8, a. 6, soluzione 3)

   3. S. Agostino si domanda: «Se i principi della Chiesa sono pastori, come può essere uno solo il pastore se non perché gli altri sono tutti membri di un medesimo pastore?». E similmente gli altri possono dirsi fondamenti e capi come membri di un solo fondamento e capo. Però, come egli aggiunge, «ai suoi membri concesse il titolo di pastori, ma nessuno di noi può dirsi porta: questo titolo l’ha riservato in esclusiva per sé». E la ragione è che la porta significa l’autorità principale, in quanto attraverso la porta tutti entrano nella casa: ora, solo per mezzo di Cristo in persona noi abbiamo ottenuto di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo [Rm 5,2]. Gli altri appellativi suddetti possono invece significare un’autorità non solo principale, ma anche subordinata.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 8, a. 6, ad tertium)

   Ad tertium dicendum quod, sicut dicit Augustinus, super Ioan., si praepositi Ecclesiae pastores sunt, quomodo unus pastor est, nisi quia sunt illi omnes unius membra pastoris? Et similiter alii possunt dici fundamenta et capita, inquantum sunt unius capitis et fundamenti membra. Et tamen, sicut Augustinus ibidem dicit, quod pastor est, dedit membris suis, ostium vero se nemo nostrum dicit; hoc sibi ipse proprium tenuit. Et hoc ideo quia in ostio importatur principalis auctoritas, inquantum ostium est per quod omnes ingrediuntur in domum, et ipse solus Christus est per quem accessum habemus in gratiam istam in qua stamus. Per alia vero nomina praedicta potest importari auctoritas non solum principalis, sed etiam secundaria.

Vangelo (Mc 16,13-19)

   In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

La roccia di Pietro

San Tommaso
(Sul Vangelo di S. Matteo,
c. 16, lez. 2, vv. 18-19, nn. 1383-1386)

   E io a te dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. La proprietà della pietra è che venga posta come fondamento, così che dia solidità. Sopra, 7,24: «è simile a un uomo che ha costruito la sua casa sulla roccia».
   Per cui si può applicare a Cristo. E su questa pietra, ossia Cristo, così che sia il fondamento, e così fondata riceva solidità. S. Agostino nelle Ritrattazioni dice che egli ha dato varie interpretazioni, e ha lasciato che gli ascoltatori prendessero quella che volevano. Oppure, per dimostrare che questa pietra è Cristo si può vedere 1 Cor 10,1: «la pietra era Cristo». E altrove, 1 Cor 3,11: «Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che è stato posto, che è Cristo Gesù».
   Altra spiegazione: su questa pietra, cioè su di te che sei la pietra, che ricevi da me di essere la pietra. E come io sono la pietra, così su di te che sei la pietra edificherò ecc.
   Ma come? Forse che Cristo e Pietro sono il fondamento?
   Bisogna dire che Cristo lo è secondo se stesso, mentre Pietro in quanto ha la confessione di Cristo, in quanto suo vicario. Ef 2,20: «Edificati sopra il fondamento degli Apostoli e dei Profeti, avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù» ecc. Ap 21,14: «I basamenti della città sono dodici, e su di essi i dodici nomi degli Apostoli dell’Agnello». Quindi Cristo è il fondamento secondo se stesso, mentre gli Apostoli non secondo se stessi, ma per concessione di Cristo, e per l’autorità data da Cristo. Sal 86,1: «Le sue fondamenta sono sui monti santi». Ma specialmente la casa di Pietro, che è fondata sulla pietra, non sarà distrutta, come si dice sopra (7,25). Così questa può essere impugnata, ma non espugnata.
   E le potenze (le porte) degli inferi non prevarranno su di essa. Ger 1,19: «Ti muoveranno guerra, ma non ti vinceranno». E chi sono le porte degli inferi? Gli eretici: poiché come attraverso la porta si entra nella casa, così attraverso di essi si entra nell’inferno. Così i tiranni, i demòni, i peccati. E sebbene le altre Chiese possano essere guastate dagli eretici, la Chiesa Romana invece non fu depravata dagli eretici poiché era fondata sulla roccia. Per cui a Costantinopoli ci furono degli eretici, e il lavoro degli Apostoli fu lasciato cadere; la sola Chiesa di Pietro rimase inviolata. Così in Lc 22,32 si legge: «Ho pregato per te, Pietro, perché non venga meno la tua fede». E ciò si riferisce non solo alla Chiesa di Pietro, ma anche alla fede di Pietro, e a tutta la Chiesa d’Occidente. Per cui penso che gli occidentali devono a Pietro una riverenza maggiore che agli altri Apostoli.
   A te darò le chiavi del regno dei cieli. Qui viene posto il secondo dono che Cristo, secondo l’umanità, diede a Pietro. Fondò infatti la Chiesa sulla terra, e istituì Pietro suo Vicario per introdurre in cielo. Eb 10,19: «Avendo piena fiducia di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Cristo». Per cui Cristo istituì Pietro come suo vicario per introdurre in cielo, e così diede quel ministero e diede le chiavi: infatti la chiave introduce, per cui Pietro ha il ministero di introdurre.

Testo latino di San Tommaso
(Super Matthaeum,
c. 16, lect. 2, vv. 18-19, nn. 1383-1386)

   In huius signum rei, super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam. Proprietas petrae est, quod ponatur in fundamento; item, ut det firmitatem. Supra 7,24: similis est homini qui aedificat domum suam super petram. Unde potest exponi de Christo: et super hanc petram, idest Christum, ut sit fundamentum, et ut fundata firmamentum recipiat. Augustinus in libro Retract. dicit, quod multipliciter exposuit, et reliquit audientibus ut acciperent quam vellent. Vel ut demonstret ly hanc petram Christum; 1 ad Cor. 10,4: petra autem erat Christus. Et alibi, 1 ad Cor. 3, v. 11: fundamentum aliud nemo potest ponere nisi id quod positum est, quod est Christus Iesus. Alia expositio: super hanc petram, idest super te petram, quia a me petra trahes tu quod sis petra. Et sicut ego sum petra, ita super te petram aedificabo et cetera. Sed quid est? Est ne Christus et Petrus fundamentum? Dicendum quod Christus secundum se, sed Petrus inquantum habet confessionem Christi, inquantum vicarius eius. Ad Ephes. 2,20: superaedificati super fundamentum apostolorum et prophetarum ipso summo angulari lapide Christo Iesu et cetera. Apoc. 21,4: fundamenta civitatis duodecim, et in ipsis duodecim nomina apostolorum et agni. Ideo Christus secundum se est fundamentum, sed apostoli non secundum se, sed per concessionem Christi, et auctoritatem datam a Christo; Ps. cap. 86,1: fundamenta eius in montibus sanctis. Sed specialiter Petri domus, quae est fundata super petram, non diruetur, ut supra 7,25. Sic ista impugnari potest, expugnari non potest. Et portae inferi non praevalebunt adversus eam. Ier. 1,19: bellabunt adversum te, et non praevalebunt. Et qui sunt portae inferi? Haeretici: quia sicut per portam intratur in domum, sic per istos intratur in infernum. Item tyranni, daemones, peccata. Et quamvis aliae Ecclesiae vituperari possint per haereticos, Ecclesia tamen Romana non fuit ab haereticis depravata quia supra petram erat fundata. Unde in Constantinopoli fuerunt haeretici, et labor apostolorum amissus erat; sola Petri Ecclesia inviolata permansit. Unde Lc. 22,32: ego rogavi pro te, Petre, ut non deficiat fides tua. Et hoc non solum refertur ad Ecclesiam Petri, sed ad fidem Petri, et ad totam Occidentalem Ecclesiam. Unde credo quod occidentales maiorem reverentiam debent Petro, quam aliis apostolis. Et tibi dabo claves regni caelorum. Hic ponitur secundum donum quod Petro dedit Christus secundum humanitatem. Fundavit enim Ecclesiam in terris, et Petrum vicarium suum instituit, ut introduceret in caelum; ad Hebr. 10,19: habentes fiduciam in introitu sanctorum in sanguine Christi. Unde Christus vicarium suum Petrum instituit, ut introduceret in caelum, unde illud ministerium dedit, unde claves dedit. Clavis enim introducit: unde Petrus habet ministerium introducendi.

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