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14 febbraio – giovedì Santi Cirillo e Metodio Patroni d’Europa

14 febbraio – giovedì Santi Cirillo e Metodio Patroni d’Europa
09/01/2019 elena

14 febbraio – giovedì
Santi Cirillo e Metodio
Patroni d’Europa

Prima lettura
(At 13,46-49)

   In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”». Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.

Cristo luce delle genti

San Tommaso
(Su Isaia, c. 62, alla fine)

   Parimenti, nota sulle parole: Finché non sorga come splendore il suo giusto (v. 1), che Cristo risplende innanzitutto per l’immagine del Padre; Eb 1: «Essendo irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza». Secondo, per la luce dei santi; Sal 109: «Tra santi splendori, dal seno dell’aurora, come rugiada, io ti ho generato». Terzo, per la pienezza della gloria; Mt 17: «Il suo volto risplendette come il sole». Quarto, per la rettitudine dell’insegnamento; sopra 60: «Cammineranno i popoli alla tua luce, e i re allo splendore del tuo sorgere».

Testo latino di San Tommaso
(In Isaiam 62, ult.)

   Item nota super illo, Donec egrediatur ut splendor iustus eius, quia Christus splendet primo Patris imagine. Heb. 1: «Cum sit splendor gloriae, et figura substantiae eius». Secundo sanctorum lumine. Psalm. 109: «In splendoribus sanctorum ex utero ante luciferum genui te». Tertio gloriae plenitudine. Matth. 17: «Resplendit facies et sicut sol». Quarto doctrinae rectitudine. Supra 60: «Ambulabant gentes in lumine tuo, et reges in splendore ortus tui».

Vangelo (Lc 10,1-9 forma breve)

   In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”.

La carità è missionaria

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Luca,
c. 10, lez. 1, v. 1)

   Li inviò a due a due. GREGORIO: Nella predicazione invia i suoi discepoli due a due poiché due sono i comandamenti dell’amore, verso Dio e verso il prossimo. E inoltre poiché l’amore non si può avere in meno di due persone; con ciò insinua tacitamente che chi non possiede la carità verso gli altri non deve assumere l’ufficio della predicazione. ORIGENE: Così anche i Dodici erano enumerati due a due, come mostra Matteo nel suo catalogo; e che due fossero uniti nel servizio alla parola di Dio sembra essere un’abitudine antica. Infatti Dio condusse Israele fuori dall’Egitto per mano di Mosè e di Aronne, Giosuè e Caleb, uniti insieme, placarono il popolo che era stato provocato dai dodici esploratori. Perciò si dice (Pr 18,19): «Un fratello aiutato da un fratello è come una città fortificata». BASILIO: Con ciò viene anche indicato che, se alcuni sono eguali nei doni spirituali, ciò non consentirà loro di far prevalere la passione del proprio parere. GREGORIO: Bene poi si aggiunge: davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Infatti il Signore segue i suoi predicatori: poiché la predicazione precede, e il Signore penetra nel tabernacolo del nostro cuore quando le parole dell’esortazione precorrono, e con ciò la verità viene accolta nella mente. Per questo Isaia dice ai predicatori (40,3): «Preparate la via del Signore, raddrizzate i sentieri del nostro Dio».

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Lucam,
c. 10, lect. 1, v. 1)

   Sequitur et misit illos binos. Gregorius in Evang. Binos in praedicatione discipulos mittit, quia duo sunt praecepta caritatis, Dei scilicet amor, et proximi; et minus quam inter duos caritas haberi non potest: quatenus in hoc nobis tacitus innuat, quia qui caritatem erga alterum non habet, praedicationis officium suscipere nullatenus debet. Origenes. Sicut etiam ex duodecim bini et bini numerati fuerunt, ut in eorum catalogo Matthaeus ostendit: quod enim bini famularentur Dei verbo antiquum esse videtur: eduxit enim Deus Israel de Aegypto per manus Moysi et Aaron: Iosue quoque et Caleb concordantes pacaverunt provocatum a duodecim exploratoribus populum; unde dicitur: frater a fratre adiutus ut civitas vallata. Basilius. Simul etiam per hoc indicavit quod si aliqui pares sunt in spiritualibus donis, hoc non sinet in eis praevalere propriae opinionis passionem. Gregorius in Evang. Bene autem subditur ante faciem suam in omnem civitatem et locum quo erat ipse venturus: praedicatores enim suos Dominus sequitur: quia praedicatio praevenit, et tunc ad mentis nostrae habitaculum Dominus venit quando verba exhortationis praecurrunt, atque per hoc veritas in mente suscipitur. Hinc praedicatoribus Isaias dicit: parate viam Domini, rectas facite semitas Dei nostri.

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