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9 febbraio – sabato Tempo Ordinario – 4a Settimana

9 febbraio – sabato Tempo Ordinario – 4a Settimana
09/01/2019 elena

9 febbraio – sabato
Tempo Ordinario – 4a Settimana

Prima lettura
(Eb 13,15-17.20-21)

   Fratelli, per mezzo di Gesù offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome. on dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace. Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi e devono renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non lamentandosi. Ciò non sarebbe di vantaggio per voi. Il Dio della pace, che ha ricondotto dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Disporre al bene

San Tommaso
(Sulla lettera agli Ebrei,
c. 13, lez. 3, v. 21, n. 770)

   770. L’uomo viene disposto a fare il bene in due modi. In un primo modo operando esteriormente, come quando un uomo dispone un altro persuadendolo o minacciandolo. In un altro modo mostrando qualche cosa interiormente, e così soltanto Dio dispone la volontà, poiché solo lui la può cambiare. Pr 21,1: «Il cuore del re è un canale d’acqua in mano al Signore: lo dirige dovunque egli vuole».
   Perciò si dice: «operando in voi». Fil 2,13: «È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare». Ma che cosa farà? «Ciò che a lui è gradito», cioè vi farà volere ciò che a lui è gradito. E queste cose sono la fede, la mansuetudine e il timore del Signore. Sir 1,34 s.: «Gradite sono a lui la fede e la mansuetudine». Sal 146,11: «Graditi sono a Dio coloro che lo temono».
   Ora, tutte queste cose si ottengono «per mezzo di Gesù Cristo». Infatti nulla si ottiene dal Padre se non per mezzo del Figlio. Gv 16,23: «Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà». Per questo dice: «per mezzo di Gesù Cristo». 2 Pt 1,4: «Con questo ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi». Rm 5,2: «Per mezzo suo abbiamo anche ottenuto …». «Al quale», cioè a Cristo, «sia gloria nei secoli dei secoli, amen», cioè una gloria sempiterna. 1 Tm 1,17: «Al re dei secoli incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen». Infatti, questa gloria gli è dovuta in quanto è Dio.

Testo latino di San Tommaso
(Super epistolam ad Hebraeos,
c. 13, lect. 3, v. 21, n. 770)

   Dupliciter autem aptatur homo ad benefaciendum. Uno modo exterius operando, ut sic unus homo aptat alium persuadendo vel comminando. Alio modo aliquid interius exhibendo, et sic solus Deus aptat voluntatem, qui solus ipsam potest immutare. Prov. 21,1: cor regis in manu Domini, quocumque voluerit, inclinabit illud. Unde dicitur faciens in vobis. Phil. 2,13: Deus est, qui operatur in nobis velle et perficere. Quid autem faciet? Quod placitum est coram se, id est faciet vos velle quod placet ei. Haec autem sunt fides et mansuetudo et timor Domini. Eccli. 1,34 s.: beneplacitum est ei fides et mansuetudo. Ps. 146,11: beneplacitum est Deo super timentes eum. Haec autem omnia habent per Christum. Nihil enim a Patre impetratur, nisi per Filium. Io. 16,23: si quid petieritis Patrem in nomine meo, dabit vobis. Et ideo dicit per Iesum Christum. 2 Petr. 1,4: per quem maxima et pretiosa nobis promissa donavit. Rom. 5,2: per quem accessum habemus, et cetera. Cui scilicet Christo, est gloria in saecula saeculorum, amen, id est, gloria sempiterna. 1 Tim. 1,17: regi saeculorum immortali, invisibili, soli Deo honor et gloria in saecula saeculorum, amen. Haec enim gloria sibi debetur inquantum est Deus.

Vangelo (Mc 6,30-34)

   In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

La preghiera nella solitudine

San Tommaso
(S. Th. III, q. 40, a. 1, soluzione 3)

   3. «L’agire di Cristo è un insegnamento per noi». Per dare quindi l’esempio ai predicatori, che non devono sempre farsi vedere in pubblico, il Signore talvolta si allontanava dalla folla. E faceva così per tre motivi. A volte per prendere un po’ di riposo corporale. Per cui in Mc 6 [31] è detto che il Signore disse ai discepoli: “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’”. Era infatti molta la folla che andava e veniva, e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Altre volte invece per pregare, come è detto in Lc 6 [12]: In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare, e passò la notte in orazione a Dio. E S. Ambrogio commenta: «Col suo esempio ci istruisce sui precetti delle virtù». Altre volte infine per insegnarci a fuggire il favore degli uomini. Per cui il Crisostomo, spiegando il passo di Mt 5 [1]: Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna, commenta: «Trattenendosi non in città, né sulla piazza, ma nella solitudine del monte, voleva insegnarci a non fare nulla con ostentazione, e a tenerci lontani dai tumulti, soprattutto quando si deve trattare di cose necessarie alla salvezza».

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 40, a. 1, ad tertium)

   Ad tertium dicendum quod actio Christi fuit nostra instructio. Et ideo, ut daret exemplum praedicatoribus quod non semper se darent in publicum, ideo quandoque Dominus se a turbis retraxit. Quod quidem legitur fecisse propter tria. Quandoque quidem propter corporalem quietem. Unde Marci 6 [3] dicitur quod Dominus dixit discipulis, venite seorsum in desertum locum, et requiescite pusillum. Erant enim qui veniebant et redibant multi, et nec spatium manducandi habebant. Quandoque vero causa orationis. Unde dicitur Luc. 6 [12], factum est in illis diebus, exiit in montem orare, et erat pernoctans in oratione Dei. Ubi dicit Ambrosius quod ad praecepta virtutis suo nos informat exemplo. Quandoque vero ut doceat favorem humanum vitare. Unde super illud Matth. 5 [1], videns Iesus turbas ascendit in montem, dicit Chrysostomus, per hoc quod non in civitate et foro, sed in monte et solitudine sedit, erudivit nos nihil ad ostentationem facere, et a tumultibus abscedere, et maxime cum de necessariis disputare oporteat.

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