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2 gennaio – mercoledì Tempo di Natale

2 gennaio – mercoledì Tempo di Natale
13/11/2018 elena

2 gennaio – mercoledì
Tempo di Natale

Memoria dei Santi Basilio Magno
e Gregorio Nazianzeno

Prima lettura
(1 Gv 2,22-28)

   Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre. Quanto a voi, tutto ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna. Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di traviarvi. E quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che alcuno vi ammaestri; ma come la sua unzione vi insegna ogni cosa, è veritiera e non mentisce, così state saldi in lui, come essa vi insegna. E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo aver fiducia quando apparirà e non veniamo svergognati da lui alla sua venuta. Se sapete che egli è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è nato da lui.

L’unzione dello Spirito Santo

San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 8, a. 4, soluzione 1)

   1. Alcuni di coloro che hanno la grazia santificante possono anche soffrire di ottusità mentale per cose non necessarie alla salvezza. Ma nelle cose indispensabili per salvarsi sono istruiti a sufficienza dallo Spirito Santo, secondo il passo di 1 Gv 2,27: La sua unzione vi insegna ogni cosa.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. II-II, q. 8, a. 4, ad primum)

   Ad primum ergo dicendum quod aliqui habentes gratiam gratum facientem possunt pati hebetudinem circa aliqua quae sunt praeter necessitatem salutis. Sed circa ea quae sunt de necessitate salutis sufficienter instruuntur a Spiritu Sancto, secundum illud 1 Ioan. 2 [27], unctio docet vos de omnibus.

Vangelo
(Gv 1,6-8.19-28)

   Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Convenienza
del battesimo di Giovanni

San Tommaso
(S. Th. III, q. 38, a. 1, corpo)

   Era conveniente che Giovanni battezzasse, per quattro motivi. Primo, perché Cristo facendosi battezzare da Giovanni consacrasse il battesimo, come nota S. Agostino. – Secondo, perché Cristo si manifestasse. Da cui le parole del Battista: Io sono venuto a battezzare con acqua perché egli, cioè Cristo, sia fatto conoscere a Israele (Gv 1,31). Infatti alle turbe che venivano da lui egli annunziava il Cristo: la qual cosa, come nota il Crisostomo, avveniva così molto più facilmente che non andando in cerca delle singole persone. – Terzo, per preparare con quella pratica gli uomini al battesimo di Cristo. Per cui S. Gregorio dice che Giovanni battezzò «affinché, conservando il suo ordine di precursore, come aveva preceduto con la sua nascita la nascita del Signore, così battezzando lo precedesse nell’ufficio di battezzatore». – Quarto, per preparare il popolo, esortandolo alla penitenza, a ricevere degnamente il battesimo di Cristo. Per cui S. Beda dice che «quanto è salutare per i catecumeni non ancora battezzati la dottrina della fede, tanto giovò il battesimo di Giovanni prima di quello di Cristo. Poiché, come quegli predicava la penitenza, prediceva il battesimo di Cristo e attirava alla conoscenza della verità apparsa nel mondo, così i ministri della Chiesa prima insegnano, poi redarguiscono per i peccati e infine promettono il perdono col battesimo di Cristo».

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 38, a. 1, corpus)

   Respondeo dicendum quod conveniens fuit Ioannem baptizare, propter quatuor. Primo quidem, quia oportebat Christum a Ioanne baptizari, ut Baptismum consecraret, ut dicit Augustinus, super Ioan. Secundo, ut Christus manifestaretur. Unde ipse Ioannes Baptista dicit, Ioan. 1 [31], ut manifestetur, scilicet Christus, in Israel, propterea veni ego in aqua baptizans. Concurrentibus enim turbis annuntiabat Christum, quod quidem facilius sic factum est quam si per singulos discurrisset, ut Chrysostomus dicit, super Ioan. Tertio, ut suo Baptismo assuefaceret homines ad Baptismum Christi. Unde Gregorius dicit, in quadam homilia, quod ideo baptizavit Ioannes ut, praecursionis suae ordinem servans, qui nasciturum Dominum nascendo praevenerat, baptizando quoque baptizaturum praeveniret. Quarto ut, ad poenitentiam homines inducens, homines praepararet ad digne suscipiendum Baptismum Christi. Unde Beda dicit quod, quantum catechumenis nondum baptizatis prodest doctrina fidei, tantum profuit Baptisma Ioannis ante Baptisma Christi. Quia sicut ille praedicabat poenitentiam, et Baptismum Christi praenuntiabat, et in cognitionem veritatis quae mundo apparuit attrahebat; sic ministri Ecclesiae, qui primo erudiunt, postea peccata eorum redarguunt, deinde in Baptismo Christi remissionem promittunt.

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