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24 dicembre – lunedì Tempo di Avvento Feria verso Natale

24 dicembre – lunedì Tempo di Avvento Feria verso Natale
13/11/2018 elena

24 dicembre – lunedì
Tempo di Avvento
Feria verso Natale

Prima lettura
(2 Sam 7,1-5.8-12.14.16)

   Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
   Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’, e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
   Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
   La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

La discendenza davidica

San Tommaso
(S. Th. III, q. 31, a. 2, corpo)

   Come risulta da Mt 1 [1], Cristo è chiamato a titolo speciale figlio di due antichi padri, cioè di Abramo e di Davide. E le ragioni sono molteplici. La prima è che a loro in modo speciale fu promesso il Messia. Infatti ad Abramo fu detto: Saranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra (Gen 22,18). E S. Paolo riferisce a Cristo tale profezia scrivendo: È ad Abramo e alla sua discendenza che furono fatte le promesse. La Scrittura non dice “e ai suoi discendenti”, come se si trattasse di molti, ma dice “e alla tua discendenza”, come a uno solo, cioè a Cristo (Gal 3,16). A Davide poi fu detto: Il frutto delle tue viscere io metterò sul tuo trono [Sal 131,11]. Per cui le folle dei Giudei, tributando a Cristo onori regali, lo acclamarono con le parole: Osanna al Figlio di Davide [Mt 21,9]. – La seconda ragione è che Cristo sarebbe stato re, profeta e sacerdote. Ora, Abramo fu sacerdote, come risulta dall’ordine che Dio gli diede: Prendimi una giovenca di tre anni… [Gen 15,9]. Fu inoltre profeta, secondo quelle parole: Egli è un profeta: preghi egli per te [Gen 20,7]. Davide poi fu re e profeta. – La terza ragione è che in Abramo ebbe inizio per la prima volta la circoncisione [Gen 17,10], mentre in Davide si manifestò con la massima evidenza la scelta di Dio, secondo le parole di 1 Sam 13 [14]: Il Signore si è già scelto un uomo secondo il suo cuore. Perciò Cristo è chiamato in modo specialissimo figlio dell’uno e dell’altro per mostrare che egli è la salvezza tanto dei Circoncisi quanto degli eletti fra i Gentili.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 31, a. 2, corpus)

   Respondeo dicendum quod Christus specialiter duorum antiquorum patrum filius dicitur esse, Abrahae scilicet et David, ut patet Matth. 1 [1]. Cuius est multiplex ratio. Prima quidem, quia ad hos specialiter de Christo repromissio facta est. Dictum est enim Abrahae, Gen. 22 [18], benedicentur in semine tuo omnes gentes terrae, quod apostolus de Christo exponit, dicens, Galat. 3 [16], Abrahae dictae sunt promissiones, et semini eius. Non dicit et seminibus, quasi in multis, sed, quasi in uno, et semini tuo, qui est Christus. Ad David autem dictum est [Ps. 131,11], de fructu ventris tui ponam super sedem tuam. Unde et populi Iudaeorum, ut regem honorifice suscipientes, dicebant, Matth. 21 [9], hosanna filio David. – Secunda ratio est quia Christus futurus erat rex, propheta et sacerdos. Abraham autem sacerdos fuit, ut patet ex hoc quod Dominus dixit ad eum, Gen. 15 [9], sume tibi vaccam triennem, et cetera. Fuit etiam propheta, secundum id quod dicitur Gen. 20 [7], propheta est, et orabit pro te. David autem rex fuit et propheta. – Tertia ratio est quia in Abraham primo incoepit circumcisio [Gen. 17,10], in David autem maxime manifestata est Dei electio, secundum illud quod dicitur 1 Reg. 13 [14], quaesivit sibi Dominus virum iuxta cor suum. Et ideo utriusque filius Christus specialissime dicitur, ut ostendatur esse in salutem circumcisioni et electioni gentilium.

Vangelo (Lc 1,67-79)

   In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
   E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati.
   Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».

Benedetto il Signore, Dio d’Israele

San Tommaso
(Catena Aurea sul Vangelo di S. Luca,
c. 1, lez. 27, vv. 67-68)

   S. AMBROGIO: Il buon Dio, il quale è indulgente con i peccatori, non restituisce solamente le cose che sono state tolte, ma concede anche doni insperati. Perciò nessuno diffidi, nessuno, consapevole dei peccati passati, disperi riguardo ai premi divini. Dio infatti sa mutare il suo giudizio, se tu ti sai emendare dal peccato; infatti colui che era muto subito profetizza: perciò si dice: Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo. CRISOSTOMO: Ossia dell’operazione dello Spirito Santo; e non ottenne la grazia dello Spirito Santo in un modo qualsiasi, ma pienamente, e in lui risplendeva il dono della profezia; perciò continua: e profetò. ORIGENE: Pieno di Spirito Santo, Zaccaria proclama due profezie in modo generale: una su Cristo e l’altra su Giovanni; il che si ricava chiaramente dalle sue parole, nelle quali, come se si trattasse del presente e come se già si trovasse nel mondo, si parla di Giovanni, ma in primo luogo del Salvatore, dicendo: Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo. CRISOSTOMO: Mentre Zaccaria benedice Dio, dice che da lui è stata compiuta una visita al suo popolo: sia che uno voglia intendere gli Israeliti materiali, infatti è venuto per le pecorelle smarrite della casa di Israele, sia gli Israeliti spirituali, cioè i fedeli, i quali erano degni di questa visita, rendendo efficace verso se stessi la prescienza divina. BEDA: Ora, Dio visitò il suo popolo come se fosse stato consumato da una lunga malattia e venduto sotto il peccato, e lo redense con il sangue del suo unico Figlio; e poiché Zaccaria sapeva che ciò doveva accadere prossimamente, secondo l’uso profetico lo narra come se fosse già accaduto. E lo chiama suo popolo non perché venendo lo trova suo, ma perché con la sua visita lo rese suo proprio.

Testo latino di San Tommaso
(Catena Aurea Super Lucam,
c. 1, lect. 27, vv. 67-68)

   Ambrosius. Bonus Deus, et facilis indulgere peccatis, non solum ablata restituit, sed etiam insperata concedit. Nemo ergo diffidat, nemo veterum conscius delictorum praemia divina desperet. Novit Deus mutare sententiam, si tu noveris emendare delictum: ille siquidem dudum mutus prophetizat: unde dicitur et Zacharias pater eius repletus est Spiritu Sancto. Chrysostomus. Scilicet operatione Sancti Spiritus; nec quocumque modo gratiam Spiritus Sancti nactus, sed ad plenum; et fulgebat in eo prophetiae donum: unde sequitur et prophetavit. Origenes in Lucam. Plenus autem Spiritu Sancto Zacharias duas prophetias generaliter nuntiat: primam de Christo, alteram de Ioanne: quod manifeste de verbis illius probatur, in quibus quasi de praesenti, et quasi iam versaretur in mundo, loquitur de Ioanne; et primo de Salvatore, dicens benedictus Dominus Deus Israel, quia visitavit et fecit redemptionem plebis suae. Chrysostomus. Dum Deum benediceret Zacharias, visitationem dicit esse factam ab eo erga populum suum: sive materiales Israelitas quis velit accipere, venit enim ad oves quae perierant domus Israel; sive spirituales, idest fideles, qui digni fuerunt hac visitatione, efficacem erga se divinam provisionem facientes. Beda. Visitavit autem Dominus plebem suam quasi longa infirmitate tabescentem, et quasi venditam sub peccato, unici Filii sui sanguine redemit: quod quia Zacharias proxime faciendum cognoverat, prophetico more quasi iam factum narrat. Dicit autem plebem suam, non quia veniens suam invenit, sed quia visitando suam fecit.

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