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13 dicembre – giovedì Memoria di Santa Lucia Tempo di Avvento – 2a Settimana

13 dicembre – giovedì Memoria di Santa Lucia Tempo di Avvento – 2a Settimana
12/11/2018 elena

13 dicembre – giovedì
Memoria di Santa Lucia
Tempo di Avvento – 2a Settimana

Prima lettura
(Is 42,13-20)

   Io sono il Signore, tuo Dio, che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto». Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva d’Israele; io vengo in tuo aiuto – oràcolo del Signore –, tuo redentore è il Santo d’Israele.
   Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte; tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula. Li vaglierai e il vento li porterà via, il turbine li disperderà.
   Tu, invece, gioirai nel Signore, ti vanterai del Santo d’Israele.
   I miseri e i poveri cercano acqua ma non c’è; la loro lingua è riarsa per la sete.
   Io, il Signore, risponderò loro, io, Dio d’Israele, non li abbandonerò. Farò scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli; cambierò il deserto in un lago d’acqua, la terra arida in zona di sorgenti. Nel deserto pianterò cedri, acacie, mirti e ulivi; nella steppa porrò cipressi, olmi e abeti; perché vedano e sappiano, considerino e comprendano a un tempo che questo ha fatto la mano del Signore, lo ha creato il Santo d’Israele.

Cristo Redentore

San Tommaso
(S. Th. III, q. 48, a. 5, corpo)

   Per il riscatto si richiedono due cose: l’atto del pagamento e il prezzo da pagare. Quando uno infatti per il riscatto di una persona sborsa il danaro di un altro, non si può dire che quella redenzione appartiene in maniera principale a lui, ma piuttosto al proprietario di quel danaro. Ora, il prezzo della nostra redenzione è il sangue di Cristo, ossia la sua vita fisica, la quale “risiede nel sangue”, e che Cristo ha pagato. Perciò a Cristo in quanto uomo appartengono tutte e due le cose suddette in maniera immediata: invece come a causa prima e remota ciò va attribuito a tutta la Trinità, a cui apparteneva la vita stessa di Cristo, e a cui risale l’ispirazione di Cristo come uomo a patire per noi. Cosicché essere Redentore in maniera immediata è proprio di Cristo in quanto uomo: però la redenzione stessa va attribuita a tutta la Trinità come alla sua causa prima.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 48, a. 5, corpus)

   Respondeo dicendum quod ad hoc quod aliquis redimat, duo requiruntur, scilicet actus solutionis, et pretium solutum. Si enim aliquis solvat pro redemptione alicuius rei pretium, si non est suum, sed alterius, non dicitur ipse redimere principaliter, sed magis ille cuius est pretium. Pretium autem redemptionis nostrae est sanguis Christi, vel vita eius corporalis quae est in sanguine, quam ipse Christus exsolvit. Unde utrumque istorum ad Christum pertinet immediate inquantum est homo, sed ad totam Trinitatem sicut ad causam primam et remotam, cuius erat et ipsa vita Christi sicut primi auctoris, et a qua inspiratum fuit ipsi homini Christo ut pateretur pro nobis. Et ideo esse immediate redemptorem est proprium Christi inquantum est homo, quamvis ipsa redemptio possit attribui toti Trinitati sicut primae causae.

Vangelo (Mt 11,11-15)

   In quel tempo, Gesù disse alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Non è sorto uno più grande

San Tommaso
(Sul Vangelo di S. Matteo,
c. 11, lez. 1, v. 11a, n. 917)

   917. Ma che cos’è ciò che dice: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande. È dunque più grande di tutti?
   Dice S. Girolamo che non segue: Se non è sorto uno più grande, dunque è più grande. Il Crisostomo invece afferma che è più grande di tutti.
   Dunque, secondo una prima spiegazione dico che l’argomento varrebbe negli angeli, dove c’è un ordine secondo cui, se non c’è nessuno più grande, egli è il più grande, ma fra gli uomini non varrebbe, poiché fra gli uomini non c’è un ordine secondo la natura, ma solo secondo la grazia. Così pure, se si dicesse che è più grande di tutti i padri dell’antico Testamento, non ci sarebbe inconveniente: infatti è più grande e più eccellente chi è assunto a un ufficio più grande; per cui Abramo è più grande fra i padri quanto alla prova della fede, Mosè quanto all’ufficio della profezia, come risulta da Dt 34,10: «Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè». Tutti costoro furono precursori del Signore, ma nessuno ebbe una così grande eccellenza e favore; per questo fu assunto a un ufficio più grande; Lc 1,15: «Sarà infatti grande davanti al Signore».

Testo latino di San Tommaso
(Super Matthaeum,
c. 11, lect. 1, v. 11a, n. 917)

   Sed quid est quod dicit inter natos mulierum non surrexit maior? Estne propter hoc maior omnibus? Dicit Hieronymus, quod non sequitur: si non surrexit maior, ergo est maior. Chrysostomus autem dicit, quod maior est omnibus. Secundum ergo primam expositionem dico quod argumentum illud in Angelis, ubi est ordo, valorem haberet, quod ille, quo non est alius maior, est maximus; sed inter homines non habet veritatem, quia inter homines non est ordo secundum naturam, sed solum secundum gratiam. Item si dicatur maior omnibus patribus veteris testamenti, non est inconveniens: ille enim maior et excellentior est, qui ad maius officium est assumptus: Abraham enim maior est inter patres quoad probationem fidei; Moyses vero quoad officium prophetiae, ut habetur Deut. ult., 10: non surrexit propheta ultra in Israel sicut Moyses. Omnes isti praecursores Domini fuerunt; nullus autem fuit in tanta excellentia et favore; ideo ad maius officium est assumptus; Lc. 1,15: erit enim magnus coram Domino.

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