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5 dicembre – mercoledì Tempo di Avvento – 1a Settimana

5 dicembre – mercoledì Tempo di Avvento – 1a Settimana
12/11/2018 elena

5 dicembre – mercoledì
Tempo di Avvento – 1a Settimana

Prima lettura
(Is 25,6a.7-9)

   In quel giorno, preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza».

Il triplice banchetto

San Tommaso
(Su Isaia, c. 25, v. 6)

   Nota sulle parole: un banchetto di grasse vivande, che c’è un triplice banchetto.
   Il primo è quello familiare della Chiesa militante, nel quale vengono proposte tre cose. Primo, l’amarezza della passione. Es 12: «Lo mangerete con erbe amare». 1 Cor 11: «Ogni volta che mangerete di questo pane, e berrete al calice, annunzierete la morte del Signore fino a che egli venga». Secondo, la dolcezza dell’amore. Sap 16: «Hai dato loro un pane disceso dal cielo, senza fatica, che possiede in sé ogni diletto, e ogni soavità di sapore». Terzo, la pinguedine, quanto all’effetto. Sal 22: «Hai cosparso di olio il mio capo».
   Il secondo è il banchetto privato dell’anima, nel quale vengono proposte tre cose. Primo, il vino dell’amore. Ct 1: «Le tue tenerezze sono più dolci del vino». Secondo, il miele della contemplazione. Sal 118: «Quanto sono dolci al mio palato le tue parole!». Terzo, il latte dello svezzamento per crescere verso la perfezione. 1 Pt 2: «Desiderate avidamente il puro latte spirituale».
   Il terzo è il banchetto solenne della curia celeste, nel quale vengono proposte tre cose. Primo, il vino per l’ebbrezza. Ct 5: «Mangiate amici, bevete e inebriatevi, carissimi». Secondo, il miele per la sazietà. Sal 16: «Mi sazierò quando apparirà la tua gloria». Terzo, il latte per la perfezione del cuore e dell’anima. Ct 5: «I tuoi occhi come colombe sopra ruscelli d’acqua, lavate nel latte».

Testo latino di San Tommaso
(In Isaiam, c. 25, v. 6)

   Nota super illo verbo, convivium pinguium, quod est triplex convivium. Primum familiare militantis Ecclesiae: in quo proponit tria. Primo amaritudinem passionis. Exod. 12: comedetis illud cum lactucis agrestibus. 1 Cor. 11: quotiescumque manducabitis panem hunc, et calicem bibetis, mortem Domini annuntiabitis donec veniat. Secundo dulcedinem dilectionis. Sap. 16: panem de caelo praestitisti eis sine labore, omne delectamentum in se habentem, et omnis saporis suavitatem. Tertio pinguedinem, quantum ad effectum. Psalm. 22: impinguasti in oleo caput meum. Secundum est convivium privatum animae: in quo proponit tria. Primo vinum amoris. Can. 1: meliora sunt ubera tua vino. Secundo mel contemplationis. Psal. 118: quam dulcia faucibus meis eloquia tua. Super mel ori meo. Tertio lac depurationis (et hoc) ad crescendum in perfectum. 1 Pet. 2: rationabiles sine dolo, lac concupiscite. Tertium est convivium solemne caelestis curiae; in quo proponit tria. Primo vinum ad ebrietatem. Can. 5: comedite amici, et bibite et inebriamini; secundo mel ad satietatem. Psal. 16: satiabor cum apparuerit gloria tua. Tertio lac ad perfectionem corporis et animae. Cant. 5: oculi tui sicut columbae.

Vangelo (Mt 15,29-37)

   In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
   Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
   Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
   Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

Moltiplicazione e creazione

San Tommaso
(S. Th. III, q. 44, a. 4, soluzione 4)

   4. La moltiplicazione dei pani non avvenne per creazione [di nuova materia], bensì per aggiunta di materia estranea mutata in pane. Scrive infatti S. Agostino: «Come da pochi chicchi produce le messi, così ha moltiplicato nelle sue mani i cinque pani». Ora, è evidente che la moltiplicazione dei chicchi di grano nelle messi avviene mediante la trasformazione di una materia già esistente.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th. III, q. 44, a. 4, ad quartum)

   Ad quartum dicendum quod multiplicatio panum non est facta per modum creationis, sed per additionem extraneae materiae in panes conversae. Unde Augustinus dicit, super Ioan., unde multiplicat de paucis granis segetes, inde in manibus suis multiplicavit quinque panes. Manifestum est autem quod per conversionem grana multiplicantur in segetes.

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