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3 dicembre – lunedì Memoria di San Francesco Saverio Tempo di Avvento – 1a Settimana

3 dicembre – lunedì Memoria di San Francesco Saverio Tempo di Avvento – 1a Settimana
12/11/2018 elena

3 dicembre – lunedì
Memoria di San Francesco Saverio
Tempo di Avvento – 1a Settimana

Prima lettura
(Is 2,1-5)

   Messaggio che Isaia, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme. Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: «Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri». Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra. Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore.

Cristo giudice di tutte le genti

San Tommaso
(S. Th., III, q. 59, a. 4, corpo)

   Come si è visto sopra a proposito delle differenze dei peccati, è mortale quel peccato che è incompatibile con la carità, da cui dipende la vita dell’anima. Ora, infliggere un danno qualsiasi a un altro è di per sé in- conciliabile con la carità, che muove a volere il bene altrui. Siccome quindi l’ingiustizia consiste sempre nel danno di altri, è evidente che commettere un’ingiustizia è nel suo gene- re un peccato mortale.

Testo latino di San Tommaso
(S. Th., III, q. 59, a. 4, corpus)

   Respondeo dicendum quod, sicut supra [I-II q. 72 a. 5] dictum est cum de differentia pec- catorum ageretur, peccatum mortale est quod contrariatur caritati, per quam est animae vita. Omne autem nocumentum alteri illatum ex se caritati repugnat, quae movet ad volendum bonum alterius. Et ideo, cum iniustitia semper consistat in nocumento alterius, manifestum est quod facere iniustum ex genere suo est peccatummortale.

Vangelo (Mt 8,5-11)

   In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
   Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
   Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

La chiamata dei pagani

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Matteo,
c. 8, lez. 3, v. 11)

   Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente. AGOSTINO: Non dice tutti, ma molti; tuttavia dall’oriente e dall’occidente; e con queste due parti viene designata tutta la terra. AIMONE: Oppure vengono dall’oriente coloro che muoiono subito dopo essere stati illuminati, dall’occidente coloro che tollerano la persecuzione per la fede sino alla morte; oppure uno viene dall’oriente se ha cominciato a servire Dio dall’infanzia, dall’occidente se si converte a Dio in età senile. ORIGENE: Ma in che senso dice altrove che pochi sono gli eletti? In ogni generazione vi sono pochi eletti, ma quando Dio visiterà il mondo, riuniti tutti insieme, saranno molto numerosi. Segue: e siederanno a mensa, non sedendo fisicamente, ma riposando spiritualmente; non bevendo temporalmente, ma banchettando eternamente con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, dove ci sono la luce, l’esultanza, la gloria e la longevità della vita eterna. GIROLAMO: Dato poi che il Dio di Abramo, creatore del cielo, è il Padre di Cristo, per questo nel regno dei cieli si trova anche Abramo, col quale siederanno a mensa le nazioni che hanno creduto in Cristo Figlio del Creatore.

Testo latino di San Tommaso
(Catena aurea Super Matthaeum,
c. 8, lect. 3, v. 11)

   «Dico autem vobis, quod multi ab oriente et occidente venient». AUGUSTINUS, De verb. Dom.: Non omnes ait, sed «Multi»; tamen ipsi ab oriente et occidente: istis duabus partibus totus orbis designatur. HAYMO: Vel ab oriente veniunt qui statim illuminati transeunt; ab occidente hi qui persecutionem usque ad mortem toleraverunt pro fide; vel ab oriente quis venit, cum ab infantia Deo servire incipit; ab occidente, dum in ipsa decrepita aetate ad Deum convertitur. ORIGENES: Sed quomodo alibi dicit, quod pauci sunt electi? Per diversas enim generationes pauci electi sunt, simul vero congregati in tempore visitationis multi invenientur. Sequitur et recumbent, non carnaliter iacentes, sed spiritualiter requiescentes; non temporaliter potantes, sed aeternaliter epulantes cum Abraham, Isaac et Iacob in regno caelorum, ubi lux, exultatio, gloria, et longaevitas vitae aeternae. HIERONYMUS: Quia autem Deus Abraham caeli conditor, Pater Christi est, idcirco in regno caelorum est et Abraham, cum quo accubiturae sunt nationes quae crediderunt in Christum Filium creatoris.

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