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17 novembre Sabato – 32a Settimana del Tempo Ordinario

17 novembre Sabato – 32a Settimana del Tempo Ordinario
06/11/2017 elena

17 novembre
Sabato – 32a Settimana
del Tempo Ordinario

Prima lettura (3 Gv 1,5-8)

   Carissimo [Gaio], tu ti comporti fedelmente in tutto ciò che fai in favore dei fratelli, benché stranieri. Essi hanno dato testimonianza della tua carità davanti alla Chiesa; tu farai bene a provvedere loro il necessario per il viaggio in modo degno di Dio. Per il suo nome, infatti, essi sono partiti senza accettare nulla dai pagani. Noi perciò dobbiamo accogliere tali persone per diventare collaboratori della verità.

Dobbiamo accogliere tali persone

San Tommaso
(Sulla seconda lettera ai Corinzi,
c. 8, lez. 3, v. 24, n. 319)

   319. Conseguentemente, quando dice: «Date la prova …», raccomanda questi messaggeri ai Corinzi dicendo: poiché li abbiamo inviati a voi, perciò «date la prova del vostro affetto …», cioè mostrate loro con le opere che avete carità verso di loro e che con verità vi ho raccomandato e mi sono con verità vantato di voi «davanti a tutte le Chiese», dove sono arrivato e a cui ho predicato.
   Oppure: «davanti a tutte le Chiese», perché ciò che voi fate per loro sia noto a tutte le Chiese.

Testo latino di S. Tommaso
(Super secundam epistolam ad Corinthios,

c. 8, lect. 3, v. 24, n. 319)

   Consequenter cum dicit ostensionem ergo quae est, etc., recommendat istos nuntios Corinthiis, dicens: Quia tales misimus ad vos, ergo ostensionem, etc., id est, ostendatis opere, quod charitatem habetis ad eos et quod vere commendavi vos et quod ego vere gloriatus sim de vobis in faciem Ecclesiarum, ad quas perveni et quibus praedicavi. Vel in faciem omnium Ecclesiarum, quia quod facitis eis, innotescet omnibus Ecclesiis.

Vangelo (Lc 18,1-8)

   In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
   E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

La fede negli ultimi giorni

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Luca,
c. 18, lez. 2, v. 8b)

   Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? AGOSTINO: Qui il Signore parla della fede perfetta: essa infatti difficilmente si trova sulla terra. Ecco, la Chiesa di Dio è piena: chi vi accederebbe se non ci fosse alcuna fede? Chi non trasporterebbe le montagne se la fede fosse piena? BEDA: Ma quando il Creatore onnipotente comparirà nella forma del Figlio dell’uomo, gli eletti saranno così rari che la fine di tutto il mondo sarà affrettata non tanto dalle grida dei fedeli, quanto dal torpore degli altri. Ora, ciò che il Signore dice qui in forma quasi dubitativa, non lo mette in dubbio, ma lo accusa: infatti anche noi talora, di cose che teniamo per certe, parliamo in forma dubitativa a modo di rimprovero; come se dicessimo a un servo: considera, forse sono il tuo padrone. AGOSTINO: Il Signore dice questo per mostrare che se viene meno la fede, perisce la preghiera. Quindi crediamo per pregare, e preghiamo perché la stessa fede non venga meno. La fede genera la preghiera, e la preghiera a sua volta ottiene la fermezza della fede.

Testo latino di S. Tommaso
(Catena aurea Super Lucam,

c. 18, lect. 2, v. 8b)

   «Verumtamen Filius hominis veniens, putas, inveniet fidem in terra?». Augustinus De verb. Dom. Dicit autem Dominus de fide quae perfecta est: ipsa enim vix invenitur in terra. Ecce plena est Ecclesia Dei: quis huc accederet, si nulla esset fides: quis non montes transferret, si plena esset fides? Beda. Cum autem omnipotens conditor in forma Filii hominis apparuerit, tanta erit raritas electorum, ut non tam ob clamorem fidelium, quam torporem aliorum, totius mundi sit acceleranda ruina. Quod autem Dominus hic quasi dubitative dicit, non dubitat, sed arguit: nam et nos aliquando de rebus quas certas habemus, increpative verbum dubitationis promimus; ut si dicatur servo: considera, forsitan dominus tuus sum. Augustinus. Hoc autem Dominus adicit, ut ostendat quod si fides deficit, oratio perit. Ergo ut oremus credamus, et ut ipsa fides non deficiat oremus. Fides fundit orationem, fusa oratio fidei impetrat firmitatem.

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