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13 novembre Martedì – 32a Settimana del Tempo Ordinario

13 novembre Martedì – 32a Settimana del Tempo Ordinario
06/11/2017 elena

13 novembre
Martedì – 32a Settimana
del Tempo Ordinario

Prima lettura (Tt 2,1-8.11-14)

   Carissimo, insegna quello che è conforme alla sana dottrina. Gli uomini anziani siano sobri, dignitosi, saggi, saldi nella fede, nella carità e nella pazienza. Anche le donne anziane abbiano un comportamento santo: non siano maldicenti né schiave del vino; sappiano piuttosto insegnare il bene, per formare le giovani all’amore del marito e dei figli, a essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non venga screditata. Esorta ancora i più giovani a essere prudenti, offrendo te stesso come esempio di opere buone: integrità nella dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti svergognato, non avendo nulla di male da dire contro di noi. È apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

È apparsa la grazia di Dio

San Tommaso
(Sulla lettera a Tito,
c. 2, lez. 3, v. 11, n. 68)

   68. Si deve sapere che la grazia comporta la misericordia, poiché la grazia riguarda ciò che è dato gratuitamente, e ciò che è dato gratuitamente viene dato con misericordia.
   Ora, la misericordia è sempre esistita in Dio, ma una volta circa gli uomini era nascosta. Sal 35,6: «Signore, in cielo è la tua misericordia». Infatti prima di Cristo tutti, per quanto fossero giusti, tuttavia erano sotto il segno della condanna; ma nel momento in cui Cristo assunse la carne «è apparsa la grazia». 1 Tm 3,16: «Grande è il mistero della pietà: egli si manifestò nella carne». Sal 79,2: «Tu, pastore di Israele, assiso sui cherubini rifulgi».
   Ma quanto più uno è potente, tanto più si desidera la sua grazia. Per questo motivo si deve desiderare la grazia di Dio, e perciò dice: «la grazia di Dio»; e ciò per la salvezza, per cui dice: «che porta salvezza a tutti gli uomini». Is 51,8: «la mia giustizia durerà per sempre». Ma questa grazia non viene proposta soltanto al popolo dei Giudei, come un tempo, ma a tutti gli uomini. Is 40,5: «Ognuno vedrà la gloria del Signore, poiché la bocca del Signore ha parlato». Is 52,10: «Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio». 1 Tm 2,4: «Vuole che tutti gli uomini siano salvati».
   E si può dire che nella nascita di Cristo questa grazia è apparsa in due modi. Primo, perché egli ci è stato dato con la più grande grazia di Dio. Perciò il suo concepimento, pur essendo un’operazione di tutta la Trinità, tuttavia viene attribuito specialmente allo Spirito Santo, che è il principio di ogni grazia. E questa grazia è apparsa per tutti gli uomini, ma specialmente per Cristo uomo, Gv 1,14: «Pieno di grazia e di verità».
   Secondo, da questa grazia è seguito l’ammaestramento del genere umano; poiché prima di Cristo il mondo giaceva nell’ignoranza e nell’eresia. Is 9,2: «Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce». Per cui dice: «ci insegna», cioè come un uomo insegna a suo figlio.

Testo latino di S. Tommaso
(Super epistolam ad Titum,

c. 2, lect. 3, v. 11, n. 68)

   Sciendum est autem quod gratia importat misericordiam, quia gratia est de eo quod gratis datur, et quod gratia datur hoc misericorditer datur. Misericordia autem semper in Deo fuit, tamen olim circa homines latebat. Ps. 35, v. 6: Domine, in caelo misericordia tua. Ante Christum enim omnes quantumcumque essent iusti, erant sub damnatione, sed Christo Filio Dei carnem assumente, apparuit gratia. 1 Tim. c. 3,16: et manifeste magnum est pietatis sacramentum, quod manifestatum est in carne. Ps. 79,2: Qui sedes super Cherubim, manifestare. Sed quanto quis est potentior, tanto eius gratia magis desideratur. Unde gratia Dei desideranda est; et hoc est quod dicit gratia Dei. Et hoc ad salvandum, unde dicit et Salvatoris nostri. Is. 51,8: Salus autem mea in sempiternum erit. Haec autem gratia non proponitur uni solummodo populo Iudaeorum, sicut olim, sed omnibus hominibus. Is. 40,5: Videbit omnis caro pariter, quod os Domini locutum est. Is. 52,10: Et videbunt omnes fines terrae salutare Dei nostri. 1 Tim. 2,4: Vult omnes homines salvos fieri. Et potest dici quod in nativitate Christi apparuit haec gratia dupliciter. Uno modo et primo, quia per maximam Dei gratiam datus est nobis. Unde eius conceptio cum sit operatio totius Trinitatis, attribuitur tamen specialiter Spiritui Sancto, qui est principium gratiarum. Et haec gratia apparuit omnibus hominibus, et specialiter homini Christo. Io. c. 1,14: Plenum gratiae et veritatis. Ex hac gratia, secundo, est consecuta instructio humani generis; quia ante Christum fuit mundus in ignorantia et haeresi. Is. 9, v. 2: Populus qui ambulabat in tenebris, vidit lucem magnam. Unde dicit erudiens nos, scilicet sicut homo erudit filium.

Vangelo (Lc 17,7-10)

   In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Servi inutili

San Tommaso
(Catena aurea sul Vangelo di S. Luca,
c. 17, lez. 4, v. 10)

   Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare. BEDA: Indubbiamente servi, poiché siamo stati acquistati a caro prezzo; inutili, perché il Signore «non ha bisogno dei nostri beni» (Sal 15,2), oppure «poiché io ritengo che le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata in noi» (Rm 8,18). Perciò questa è la perfezione della fede negli uomini: se, dopo aver compiuto tutte le cose che ci sono state prescritte, riconosciamo di essere imperfetti.

Testo latino di S. Tommaso
(Catena aurea Super Lucam,

c. 17, lect. 4, v. 10)

   Beda. Servi quidem, quia pretio empti; inutiles, quia Dominus bonorum nostrorum non indiget (Psal. 15,2), vel quia non sunt condignae passiones huius temporis ad futuram gloriam (Rom. 8,18). Haec igitur est in hominibus fidei perfectio, si omnibus quae sunt praecepta impletis, imperfectos esse se noverint.

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